La missione di Putin: salvare le tigri entro il 2022

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Alessio Nannini

EVENTI. Si è chiuso ieri a San Pietroburgo il summit voluto dal premier russo per proteggere i grandi felini dall’estinzione. I tredici Paesi partecipanti, fra cui Cina e India, hanno firmato un accordo che prevede investimenti per 256 milioni di euro.

Un ultimo atto del summit di San Pietroburgo dedicato alla salvaguardia della tigre è stato quello di Leonardo Di Caprio, attore americano protagonista di tante pellicole di successo e sempre vicino alla causa ambientalista, che ha fatto dono al Wwf di un milione di dollari. Un gesto che il padrone di casa, Vladimir Putin, ha commentato con virile entusiasmo definendolo muzhik, un vero uomo – medesimo appellativo che il premier russo, per buona pace di Di Caprio, aveva offerto al presidente israeliano a Moshe Katsav denunciato per stupro e violenza di due ex collaboratrici.

Arriva Jack e Chan

Andrea Pira

CINA. In Nepal, Vietnam e Cina, a minacciare le tigri è il crescente commercio di ossa, pelli e carne, utilizzati per produrre medicinali e abiti tradizionali.

In Nepal, Vietnam e Cina, a minacciare le tigri è il crescente commercio di ossa, pelli e carne, utilizzati per produrre medicinali e abiti tradizionali. «Un’usanza tradizionale cinese che perdura ancora oggi» spiega Fan Zhiyong dell’ufficio WWF di Pechino. Il commercio è attuato in spregio ai divieti ufficiali e alimenta un mercato nero molto redditizio, basti pensare che una pelle, per realizzare tappeti e mantelli, può arrivare a costare anche 20mila dollari.

La guerra è finita. La crisi umanitaria no

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Paolo Tosatti

SRI LANKA
— I combattimenti sono cessati, ma la situazione della popolazione è ancora drammatica. La Ue chiede un’indagine indipendente per far luce sulle violazioni dei diritti. —

Un’indagine indipendente che faccia luce sulle violazioni dei diritti umani e sulle responsabilità delle parti per consegnare i colpevoli alla giustizia. È quanto chiede l’Unione europea dopo la fine del conflitto in Sri Lanka.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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