Scene da un matrimonio

Diego Carmignani

OVERLOOKHOTEL. Con "I due presidenti" continua la mini-saga dedicata a Tony Blair, ora alle prese con il collega Bill Clinton e una “special relationship” fatta di stima sincera e grandi illusioni.

ll potere visto da dentro, con l’ambizione di ricordarci che i più influenti “capi” del pianeta sono, dopotutto, esseri umani, talvolta fragili e continuamente sottoposti a difficili scelte, nel lavoro come nella vita. Alla terza volta, la mini-saga su Tony Blair/Michael Sheen in versione understatement compie la mossa clou per guadagnarsi un’attenzione maggiore, facendo però il passo più lungo della gamba, convincendo e avvincendo davvero poco rispetto alle altre due prove.
 

Quei sinistri presagi di Blair

Gianpaolo Silvestri

IL COMMENTO. Nella sua audizione di fronte alla Commissione d'inchiesta sull'Iraq, Tony Blair non è arretrato di un centimetro dalle note posizioni: «Nessun rimorso, Saddam rappresentava una minaccia».

«Dove sei? Vogliamo tirarti una scarpa»; e ancora «criminale di guerra», «bugiardo» «assassino»: questa l’accoglienza a Tony Blair, di fronte a Westminster per l’audizione alla Commissione d’inchiesta sull’Iraq. L’ex premier prudentemente ha anticipato di due ore l’arrivo ed è entrato da un ingresso secondario per evitare manifestanti e parenti dei 179 militari britannici caduti in Iraq, assiepati all’entrata.

Gli scheletri di Blair

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Susan Dabbous

INGHILTERRA. Saddam Hussein non aveva armi di distruzione di massa. L’ex premier inglese ha dovuto spiegare davanti a una commissione d’inchiesta perché attaccò l’Iraq. Ad attenderlo l’urlo dei pacifisti: «Sei un criminale di guerra».

Appena ha iniziato a deporre dentro il Queen Elisabeth centre, oltre duecento pacifisti hanno dato le spalle al palazzo in segno di protesta urlando «crimanale di guerra». Un uomo ha letto i nomi di civili e militari morti in Iraq.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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