Dramma di Pollena Trocchia: «La zona non era a rischio»

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Franco Ortolani

DOSSIER. Di recente è stata approvata una nuova versione del Piano dell’assetto Idrogeologico elaborato dall’Autorità di Bacino. Che non segnala pericoli potenziali nella strada della tragedia.

Alle prime ore del 21 ottobre un violento temporale si è scatenato tra Napoli ed il Vesuvio inondando la superficie del suolo con una pioggia di notevole intensità. Gli alvei e le strade dei centri abitati del versante settentrionale del Somma-Vesuvio si sono trasformati in torrenti impetuosi che hanno spazzato le vie trascinando detriti vari.

«Una tragedia inaccettabile»

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Viola Cremaschi

BARLETTA. Dure le parole del presidente Napolitano dopo il crollo della palazzina in cui sono morte cinque persone: «Trovare i responsabili».

«L'inaccettabile ripetersi di terribili sciagure, laddove si vive e si lavora, impone l’accertamento rigoroso delle cause e delle responsabilità e soprattutto l’impegno di tutti, poteri pubblici e soggetti privati, a tenere sempre alta la guardia sulle condizioni di sicurezza delle abitazioni e dei luoghi di lavoro con una costante azione di prevenzione e vigilanza». Il giorno dopo la tragedia di Barletta, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato un duro messaggio al sindaco della città Nicola Maffei, esponente del Pd.

Finisce in tragedia il viaggio dei migranti verso l’Australia

Paolo Tosatti

OCEANIA. Un barcone con a bordo donne e bambini si è schiantato sugli scogli di Christmas Island, il maggior centro di accoglienza per richiedenti asilo del Paese. Almeno 50 i morti.

Un barcone di legno con a bordo un’ottantina di migranti si è schiantato ieri sugli scogli di Christmas Island, l’isola al largo della costa occidentale australiana che ospita il maggior centro di accoglienza per migranti del Paese. Secondo fonti mediche almeno 50 persone sarebbero morte nell’incidente, altre 33 ferite. In base alle prime ricostruzioni diffuse dai media australiani, il natante sarebbe stato sorpreso da una tempesta per poi essere scagliato dalla corrente contro i massi in prossimità delle riva.

Kirghizistan, i veri numeri dell’emergenza umanitaria

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Paolo Tosatti

ASIA. Per le autorità sono fortemente sottostimati i dati ufficiali della tragedia. La presidente Otunbayeva: «Aumenterei di dieci volte la cifra delle persone uccise». L’Oms: «Coinvolto un milione di persone».

«Aumenterei di dieci volte i dati sul numero di persone uccise». Il bilancio ufficiale delle violenze esplose nei giorni scorsi nelle zone di Osh e Jalalabad, nel Sud del Kirghizistan, per il presidente ad interim Rosa Otunbayeva è molto lontano dal fornire una stima reale della ferocia degli scontri scoppiati nel Paese. Ieri il capo del governo provvisorio si è recata nella città di Osh per verificare le condizioni in cui versano il centro abitato e i suoi residenti.

Bhopal, 8 condannati

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Susan Dabbous

DIRITTI. Due anni di carcere e 2mila dollari di multa. Questa la condanna per otto dipendenti della Union Carbide, riconosciuti colpevoli della morte di almeno 10mila persone a 25 anni dalla tragedia.

La punizione per aver permesso il più grande disastro industriale della storia è una condanna a meno di due anni di carcere e un’ammenda di 10mila dollari.

I misteri di Livorno

Vincenzo Mulè

MOBY PRINCE. Nella settimana in cui si celebra il 19esimo anniversario della tragedia in cui persero la vita 140 persone, si è verificata una serie di episodi anomali. Come la scomparsa di tutti gli atti giudiziari.

Una lettera. In un italiano stentato e un po’ confusionario. Indirizzata a Loris Rispoli, presidente dell’associazione “140” che raccoglie gran parte dei familiari delle vittime della tragedia della sera del 10 aprile. A meno di clamorosi colpi di scena, è questo l’ultimo mistero sulla Moby Prince, l’Ustica del mare.
 

Australia, petroliera arenata. Rischio disastro ambientale

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Susan Dabbous

INCIDENTE. Procedeva al massimo della velocità in uno degli ecosistemi più delicati e protetti del mondo. La chiatta, incagliata in una secca, trasporta 950 tonnellate di carburante. E ora potrebbe spezzarsi in due.

La Grande barriera corallina non è un’autostrada dove cercare scorciatoie. Gli ambientalisti australiani sono inferociti di fronte a quello che potrebbe essere il disastro ecologico più grave della storia del Pacifico.
 
La minaccia che incombe sulla Barriera corallina a largo dell’Australia orientale si chiama Shen Neng 1, è una chiatta cinese e porta con sé 950mila tonnellate di petrolio e 65mila di carbone. Da domenica scorsa è incagliata in una secca, a 70 chilometri a est della Great Keppel Island.

Raccontare il sisma dalla parte delle vittime

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Pietro Orsatti

ASPETTANDO IL G8
— Abbiamo passato tre mesi nel capoluogo abruzzese, facendo una precisa scelta: stare fuori dal carrozzone mediatico creato da governo e Protezione civile per coprire carenze e amnesie. —

«Welcome to hell». Quella scritta sul vetro di un auto è stata solo il prologo. Per noi un simbolo. L’abbiamo seguito sul posto questo terremoto, fin dal 6 aprile. Rinunciando già dall’inizio di accontentarci delle versioni ufficiali, evitando i divani della press room con crepa valorizzata di Coppito e il cerimoniale delle conferenze stampa di un premier, e di una classe politica intera, bulimica di dichiarazioni.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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