Trattato di Lisbona

Rilanciare l’Europa e tingerla di verde. La missione quasi impossibile di Zapatero

Simonetta Lombardo e Aldo Garzia
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MONDO. È iniziato il semestre a presidenza spagnola dell’Unione europea. Il governo socialista di Madrid, tra i pochi a resistere in un continente dominato dalle destre, deve anche convivere con Herman Van Rompuy e Catherine Ashton, presidente e ministro degli Esteri dell’Unione voluti dall’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. In questo quadro, l’ambiente rischia di diventare più un problema che una opportunità. Ma la Spagna ha qualche carta ecologica da giocare.

Simonetta Lombardo.

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Due agenzie europee contro la criminalità transfrontaliera

Alessandro De Pascale
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GIUSTIZIA. Il Trattato di Lisbona appena entrato in vigore contiene importanti riforme. Tra queste la possibilità per Europol e Eurojust di avviare le indagini. In questo modo la Ue si è dotata di un braccio investigativo e un altro operativo

Il primo dicembre scorso è entrato ufficialmente in vigore il Trattato di Lisbona. Si tratta di un’importante riforma che recepisce parte delle innovazioni contenute nella Costituzione europea, bocciata dai cittadini comunitari. Il Trattato trasforma compiti e ruoli di molti organismi comunitari. A breve diventeranno quindi operative anche le radicali modifiche degli apparati giudiziari europei.
 

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Nel rispetto dell’uomo

Dina Galano
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ANNIVERSARIO. Sessantuno anni fa la Dichiarazione universale riconosceva diritti e libertà fondamentali. Oggi il trattato di Lisbona è la speranza per la loro attuazione a livello europeo. Maffettone: «Saranno il germe della Costituzione globale».

 

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Il trattato di Lisbona è in vigore. L’Europa ha scelto di tirare avanti

Alessio Postiglione
UE. L’accordo per la riforma dei meccanismi istituzionali dell’Unione tenta di compensare il deficit democratico e partecipativo nel Vecchio continente. Resta però da colmare la frattura tra i centri decisionali e i cittadini comunitari.

Democrazia, partecipazione e diritti. Il Trattato di Lisbona è finalmente entrato in vigore, segnando l’avvio della terza fase dell’Europa unita dopo l’istituzione della Cee nel 1957 a Roma e la nascita della Ue nel 1992. L’entrata in vigore è stata salutata con una grande manifestazione nella capitale lusitana, alla quale ha partecipato il gotha dell’Unione. Ma, in realtà, non sembra ci siano state, in Europa, grandi manifestazioni di giubilo.

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Cameron, euroscettico timido e pragmatico

Lorenzo Biondi da Londra
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GRAN BRETAGNA. Dopo che anche la Repubblica Ceca lo ha firmato nei giorni scorsi, i conservatori inglesi rinunciano al referendum sul Trattato di Lisbona. Ma il loro leader probabile vincitore delle elezioni politiche di maggio 2010 - si predispone alla battaglia su budget, diritti e finanza dei ventisette Paesi comunitari. E si prepara a chiedere che le clausole sociali dei trattati europei escludano la Gran Bretagna. Nel suo partito c’è addirittura chi è più antieuropeo di lui.

I Tories non sotterrano l’ascia di guerra, neanche dopo la rinuncia al referendum sul trattato di Lisbona. E benché David Cameron - leader dei conservatori britannici e probabile futuro premier - volesse smorzare i toni nel confronto tra il suo partito e l’Europa, il suo discorso di mercoledì scorso ha alzato un polverone. Alcuni conservatori lo accolgono come un gesto di responsabilità, ma qualcuno si dimette e mezza Europa protesta. Anche se poi, in realtà, Cameron non ha detto proprio niente di nuovo.

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Trattato di Lisbona, il sì di Klaus. Ora l’Europa è più unita

Paolo Tosatti
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UE. Dopo il via libera della Corte costituzionale ceca, arriva quello dell’euroscettico presidente. L’accordo potrebbe entrare in vigore a dicembre. Intanto i conservatori britannici, contrari all’integrazione, ridefiniscono la loro strategia.

Il percorso dell’Unione europea verso la ratifica del Trattato di Lisbona somiglia a quello di una lunga corsa a ostacoli. Una volta superato l’ultimo, restano comunque da percorre alcuni metri prima del traguardo, ma ormai la parte più difficile è alle spalle e tutto è pronto per lo scatto finale.

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Unione europea, l’ultimo attacco del presidente Klaus

Paolo Tosatti
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DIRITTI. Il Trattato di Lisbona al vaglio della Corte costituzionale della Repubblica Ceca. Un disperato tentativo del leader euroscettico per frenare l’Europa. Intanto domani e venerdì si riuniranno i capi di Stato e di governo della Ue.

Le sorti dell’Unione europea si decidono in una cittadina dall’impronunciabile nome di Brno. È qui che ieri i 15 giudici della Corte costituzionale della Repubblica Ceca si sono riuniti per valutare la conformità del Trattato di Lisbona alla carta fondamentale del Paese, dopo il nuovo ricorso presentato da 17 senatori, tutti vicini all’euroscettico presidente Vaclav Klaus, che insistono sul rischio che la convenzione potrebbe dar vita a un super Stato capace di minare la sovranità di Praga.

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Dublino va al referendum bis. L’Europa spera nella svolta

Cecilia Tosi
INTEGRAZIONE Oggi gli irlandesi voteranno di nuovo per ratificare il Trattato di Lisbona, necessario per la riforma della Ue. L’anno scorso vinse il no, ma da allora Bruxelles ha giocato tutte le sue carte per convincere gli scettici a cambiare idea.

Un corteggiamento così non si vedeva dai tempi di Casanova. Solo chi sa che la sua sopravvivenza è appesa a un filo può lottare così tanto per un sì, come ha fatto l’Unione europea con l’Irlanda. L’anno scorso il no di Dublino ha fermato il Trattato di Lisbona, un documento di riforma indispensabile al funzionamento delle istituzioni di Bruxelles.

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