Berlusconi sapeva delle escort, spinse a mentire

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Eloisa Covelli

POLITICA. Le motivazioni del Riesame su Tarantini. Ieri il premier ha incontrato Tremonti.

Per i bookmaker stranieri crescono le probabilità che Berlusconi sia costretto a lasciare. Stretto dalle inchieste e dalla scarsa credibilità internazionale, il presidente del Consiglio risulta molto debole anche per gli scommettitori. Ieri il Riesame di Napoli, in un’ordinanza di trenta pagine, ha spiegato perché Giampaolo Tarantini e sua moglie andavano scarcerati. I due, infatti, sono tornati in libertà nella notte tra lunedì e martedì.

Corruzione, Tremonti e Bossi salvano Milanese

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Giorgio Frasca Polara

GIUSTIZIA. No della giunta alla Camera per le autorizzazioni all’arresto del deputato Pdl.

Al primo round l’ha sfangata, il deputato Marco Milanese, l’ex uomo-ombra del ministro Tremonti. Undici voti a dieci, la richiesta di arresto formulata dalla procura di Napoli – per corruzione, in un giro vorticoso di soldi, gioielli, appartamenti, consulenze parastatali e redditi da capogiro – è stata respinta dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera. Milanese dev’esser grato al suo ex inquilino: il ministro anche delle Finanze Giulio Tremonti, che pagava in nero l’affitto di un appartamento del suo sottoposto.

Soldi cinesi o è meglio il protezionismo?

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Luca Bonaccorsi

ECONOMIA. Il trasferimento delle fabbriche europee e americane è una delle cause fondamentali dietro la crisi del debito. Forse è ora di ripensare il modello che ha desertificato i distretti industriali occidentali.

Ha eccitato la fantasia dei cronisti l’indiscrezione del Financial Times di ieri, secondo la quale emissari del governo Tremonti sono andati a chiedere al Partito comunista cinese (in una delle sue emanazioni “rivoluzionarie”, tipo il fondo d’investimenti China Investment Corporation) di comprare un po’ di titoli di Stato per sostenerne le quotazioni. In fondo, avrà pensato qualcuno al governo, con tutte le fabbriche che abbiamo smontato e trasferito da voi ce lo meriteremo pure qualche prestito?

Il Senato salva il Sistri. Esulta l’opposizione

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Alessandro De Pascale

RIFIUTI. La commissione Ambiente approva all’unanimità l’emendamento della minoranza che evita la cancellazione del Sistema di tracciabilità dei rifiuti che Tremonti voleva eliminare.

La commissione Ambiente del Senato ha salvato il Sistri, il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi, voluto dal ministro Prestigiacomo. A pochi giorni dall’entrata in vigore era stato cancellato dalla prima Manovra targata Tremonti. Ma è stato ripristinato grazie a un emendamento dell’opposizione votato anche dalla maggioranza.

Caos manovra, borsa a picco

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Luca Bonaccorsi

CONTI PUBBLICI. Tra rischio recessione e pasticcio italiano sulla finanziaria crollano i mercati. Tornano a scendere i titoli di Stato.

Tanto hanno fatto che alla fine ci sono riusciti. L’armata brancaleone che fa finta di governare il Paese è riuscita a sprecare la “finestra di opportunità” che gli era stata offerta dal Quirinale e dall’Ue per varare una manovra finanziaria credibile. E non di sole parole si parla, visto che la Bce ha investito decine di miliardi di euro comprando titoli di Stato italiani, per tenere il differenziale entro livelli sostenibili (300 punti base circa).
 

I ritocchi del governo non soddisfano nessuno

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Eloisa Covelli

MANOVRA. Anche gli amministratori di centrodestra sbuffano contro gli ultimi emendamenti. Regioni, Comuni e Province chiedono un tavolo comune. Tremonti punta sulla lotta all’evasione.

Regioni, Comuni e Province fanno muro contro il governo. Ieri pomeriggio si sono incontrati per chiedere un tavolo unico per discutere della manovra, all’insegna di tre parole chiave: riordino, risanamento e crescita. E alla fine un primo risultato l’hanno ottenuto: i rappresentanti sono stati ricevuti assieme da Palazzo Chigi.

I ritocchi del governo non soddisfano nessuno

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Eloisa Covelli

MANOVRA Anche gli amministratori di centrodestra sbuffano contro gli ultimi emendamenti. Regioni, Comuni e Province chiedono un tavolo comune. Tremonti punta sulla lotta all’evasione.

Regioni, Comuni e Province fanno muro contro il governo. Ieri pomeriggio si sono incontrati per chiedere un tavolo unico per discutere della manovra, all’insegna di tre parole chiave: riordino, risanamento e crescita. E alla fine un primo risultato l’hanno ottenuto: i rappresentanti sono stati ricevuti assieme da Palazzo Chigi.
 

Quanto sono vecchie le politiche di Tremonti

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Luca Bonaccorsi

INNOVAZIONE Nella classifica dell’Insead il nostro Paese fa una pessima figura per qualità delle istituzioni, ricerca, scuole, credito e politiche ambientali. Ma il governo non se n’è accorto.

Nessuna delle misure, di quelle proposte dal governo, è particolarmente scandalosa. E tutte lo sono. è l’ìnsieme che fa schifo, innanzitutto, per vetustà e mediocrità. Sono misure che forse avevano un senso 20 anni fa, ma che oggi, nell’economia globalizzata, con il clima che impazzisce, le banche in ginocchio, i redditi che crollano, e la distribuzione di questi sempre più diseguale, non hanno nessun senso. Ma certo non serve “un’altra” analisi sull’iniquità dei tagli alle pensioni, o alle cooperative.

Quanto è brutta e inutile questa manovra

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Luca Bonaccorsi

Dal vertice di Arcore salta il contributo di solidarietà e tornano le misure sulle pensioni. Via Province e metà dei parlamentari. Ridotti i tagli agli enti locali. Ma i sindaci confermano lo stato di mobilitazione. E gli italiani consumano sempre meno.

Un anziano ossessionato dalle feste scollacciate, a base di veline e professioniste del sesso. E un leader obliquo e assai appannato. I due vecchi compari, dopo l’ennesimo presunto “litigio”, hanno trovato la soluzione. Il Paese è salvo. È stato un confronto “duro ma sincero”, “brutale ma onesto”, ma alla fine la “quadra” l’hanno trovata. Loro sono “gente così”.
 

Bersani tra manovra e questione morale

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Giorgio Mottola

POLITICA Tremonti annuncia l’arrivo degli Eurobond. Il leader del Pd attacca il governo e aderisce allo sciopero. Ma sul caso Falck è costretto a difendersi: «Nessuna ombra sul partito».

Nel giorno in cui Tremonti assicura che gli eurobond sono in dirittura di arrivo, Bersani è costretto a giocare tra attacco e difesa. Da un lato, il leader del Pd bolla la manovra come «non credibile nemmeno per i mercati». Dall’altro, però, non può non fare riferimento al caso Penati: «una vicenda dolorosa», la definisce il segretario dei Democratici. Stesso palcoscenico ieri per il ministro dell’economia e per il capo del più grande partito di opposizione.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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