«Non vogliamo i vostri rifiuti radioattivi»

Susan Dabbous

MOBILITAZIONE. Ambientalisti piemontesi manifestano contro un treno carico di scorie diretto in Francia e vengono aggrediti dalla polizia. Sortir du Nucléaire: «Siamo la pattumiera atomica d’Europa».

Due associazioni, due Paesi e un unico scopo: fermare il trasporto di rifiuti radioattivi. L’italiana Rete nazionale antinucleare (Rna) insieme alla francese Sortir du Nucleaire si sono coordinate per manifestare contro il “treno atomico” partito nella notte tra il 6 e il 7 febbraio dal Piemonte alla Manica. Il presidio degli ambientalisti, che hanno occupato la stazione di Chiusa di San Michele, al confine con la Francia, è stato smantellato dalla polizia che ha disperso e isolato i manifestanti prima che arrivasse il container di combustibile nucleare.

Quel treno affollato che chiamano sviluppo

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Gino Fusco

REPORTAGE. A bordo del convoglio K651 dal Guanxi fino al popoloso Sichuan. Tra pendolari, studenti squattrinati e anziani contadini. Il caldo è soffocante, i vagoni strapieni. Ed è difficile anche trovare posto per i piedi.

ll treno come metafora dell’economia. Invece di investimenti, settori strategici e bilance commerciali, vagoni dietro vagoni portati da locomotive che accelerano improvvisamente o si fermano bruscamente, danneggiando la nazione in viaggio sulla strada dello sviluppo.

Napoli, tragedia sui binari

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Diego Carmignani

CRONACA. Incidente all’altezza di Gianturco: un treno della Circumvesuviana va al doppio della velocità consentita e deraglia. Un morto e decine di feriti gravi. I testimoni: «Il conducente parlava al cellulare».

Un brutto scherzo del destino quello che ha colpito il cuore di Napoli ieri mattina. Gli infermieri dell’ospedale Loreto Mare avevano iniziato da poco la loro protesta a causa del mancato pagamento degli stipendi, quando, verso le 11, un treno della Circumvesuviana, partito da San Giorgio a Cremano e diretto a Napoli, è improvvisamente uscito fuori dai binari all’altezza di Gianturco, nell’area orientale del capoluogo.
 

India, disastro sui binari. La rivendicazione dei maoisti

Paolo Tosatti

ASIA. Il treno, diretto a Mumbai, è uscito dai binari e si è scontrato con un convoglio merci. Almeno 80 morti. Rinvenuti nella zona manifesti dei ribelli che chiedono il ritiro immediato delle forze di sicurezza dalla regione.

Avevano promesso «una settimana nera» a partire da ieri e hanno fatto in modo che iniziasse nel modo più tetro possibile. I guerriglieri maoisti indiani del Bengala Occidentale sono tornati a colpire con un attentato che ha causato decine di morti e centinaia di feriti, nell’ennesimo capitolo di quella lotta che dagli anni Sessanta li vede contrapposti alle autorità locali e centrali del Paese.

Roma-Viterbo, scontro tra treni

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Giulio Finotti (Terra Lazio)

TRASPORTI. Incidente tra due convogli di pendolari. Settanta persone ferite. Polverini: «Il sistema dei trasporti regionale va rivisto».

La paura è scattata ieri alle 7 di mattina, quando due treni di pendolari si sono urtati sulla tratta Roma - Civita Castellana - Viterbo, all’altezza della Flaminia, dopo Labaro, a nord della Capitale. Una settantina le persone contuse sono state ricoverate presso gli ospedali  Sant’Andrea, Gemelli, Aurelia Hospital, Villa San Pietro, Pertini, San Filippo Neri. Secondo una prima ricostruzione dei fatti uno dei due convogli era fermo a causa della rottura del sistema di chiusura delle porte, quando un altro è sopraggiunto colpendolo in pieno.

Val Venosta, una ferrovia ancora molto pericolosa

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Franco Ortolani (Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, Università di Napoli Federico II)

ALTO ADIGE. Il 12 aprile scorso nel meranese una frana travolge un treno causando 9 morti. Uno studio spiega come il tratto ferroviario, contrariamente a quanto ritenuto, non fosse sicuro. Rischi che rimangono tuttora.

 

Dopo il disastro verificatosi il 12 aprile lungo la linea ferroviaria tra Laces e Castelbello), come  solitamente accade, le persone alle quali possono essere attribuite le responsabilità dell’accaduto hanno fatto presente, in vario modo, che le eventuali colpe non sono attribuibili a loro. è evidente che la disgrazia  ha rappresentato una “sorpresa” e che il tratto ferroviario, contrariamente a quanto ritenuto, non era in sicurezza.
 

Merano, otto indagati

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Alessandro De Pascale

ALTO ADIGE. Terminati i soccorsi sono partite le indagini per accertare le responsabilità. La procura di Bolzano ha emesso otto avvisi di garanzia per omicidio colposo, procurata frana e disastro ferroviario.

Oggi, nel giorno dopo il disastro ferroviario di Castelbello, sugli edifici pubblici dell’Alto Adige le bandiere sono a lutto in segno di cordoglio. Del resto nove passeggeri morti e altri 28 rimasti feriti sulla linea super tecnologica della Val Venosta, fino a pochi giorni fa orgoglio della Provincia autonoma di Bolzano e costata oltre un milione di euro al chilometro, pesano come un macigno.
 

Un incubo di fango

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Alessandro De Pascale

INCIDENTE. In Trentino una frana ha travolto un treno regionale carico di studenti e pendolari. Il bilancio provvisorio è di nove vittime e quasi trenta feriti. Il direttore della linea: «Una fatalità». I dubbi dei geologi.

Erano da poco passate le nove di ieri mattina, quando 400 metri cubi di terra e pietre si staccano da una collina e franano sul treno regionale R108 carico di studenti e pendolari. Uno degli incidenti più gravi degli ultimi anni. Il bilancio provvisorio è di nove vittime e 27 feriti di cui 7 gravi. Il convoglio è deragliato sulla linea ferroviaria della Val Venosta, in Trentino Alto Adige, gestita dalla provincia autonoma di Bolzano tramite la società di trasporti Sad. In quel punto il binario attraversa una stretta gola a strapiombo sul fiume Adige.

«Il dolore e il lutto sono diventati impegno civile»

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Pietro Nardiello

MEMORIA. 23 dicembre 1984, una bomba sul rapido 904 Napoli-Milano esplode facendo una carneficina: 15 i morti e oltre 300 i feriti. Si toglie la vita anche un poliziotto accorso per prestare aiuto: i corpi martoriati sono per lui una visione inaccettabile. A colloquio con Antonio Celardo, presidente dell’Associazione che tutela la memoria di un episodio di terrorismo nero sul quale non si conosce tutta la verità relativa a mandanti ed esecutori.

Nel giorno del quarantesimo anniversario della strage di piazza Fontana a Milano del 12 dicembre 1969, a Napoli l’Associazione che ricorda invece la strage del treno rapido 904 avvenuta il 23 dicembre 1984 riceve dal Comune una sede: un appartamento confiscato al clan camorristico dei Contini. Incontriamo Antonio Celardo, il terzo presidente in ordine di tempo dell’Associazione che raccoglie i sopravvissuti della strage, i parenti delle vittime e quanti chiedono giustizia.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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