Berlusconi evita le toghe. Vuole un nuovo bavaglio

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Eloisa Covelli

GUAI GIUDIZIARI. Il Cavaliere cerca di evitare procure e tribunali. Intanto studia una nuova legge sulle intercettazioni da licenziare entro la fine della legislatura con l’appoggio della Lega.

Berlusconi non vuole andare dai pm senza i suoi avvocati. Lo dice a chiare lettere il suo legale Longo instaurando l’ennesimo botta e risposta con la procura di Napoli. Per i pm John Woodcock e Francesco Curcio, il premier altri non è che una semplice parte lesa nell’inchiesta che vede indagati i coniugi Tarantini e Valter Lavitola come presunti ricattatori. Invece il presidente del Consiglio, paradossalmente, vuole essere interrogato come un indagato, quindi con la garanzia di essere spalleggiato dai suoi legali.

Impedimento costituzionale

Dina Galano

MEDIASET. La prima sezione penale del tribunale di Milano, che giudica il caso diritti tv Mediaset in cui il presidente del Consiglio risulta imputato per frode fiscale, ha deciso di sottoporre alla Consulta la legittimità della legge sul legittimo impedimento.

Siamo di fronte alla stessa situazione del lodo Alfano, già bocciato dal giudice costituzionale. Con questa osservazione, ieri, la prima sezione penale del tribunale di Milano che giudica il caso diritti tv Mediaset in cui il presidente del Consiglio risulta imputato per frode fiscale, ha deciso di sottoporre alla Consulta la legittimità della legge sul legittimo impedimento.
 

Sorvegliare tutti nessuno escluso

Sara Picardo

DENUNCIA. La polizia accerchia e identifica i partecipanti a un’iniziativa sindacale davanti al Tribunale di Roma.

"Lavora per la Giustizia, e verrai accerchiato”. Non è un proverbio scherzoso, ma la pura verità. Ovvero quanto accaduto il 17 marzo davanti le aule del Tribunale civile di piazzale Clodio, a Roma, dove un gruppo di lavoratori della Giustizia è stato accerchiato dalle forze dell’ordine. Motivo: i dipendenti stavano partecipando a un’affollatissima assemblea sindacale nell’Aula Occorsio del Tribunale civile, incapace, però, di contenerli tutti.
 

Banche alla sbarra

Luca Bonaccorsi

IN FONDO. E' davvero impossibile non commentare lo storico rinvio a giudizio che il Tribunale di Milano ha ottenuto nei confronti di alcuni banchieri e funzionari del comune di Milano. Un caso che potrebbe aprire una nuova serie di sequestri e processi in tutta Italia.

A parlar male dei magistrati, di questi tempi, c’è da aver paura. Ma è davvero impossibile non commentare lo storico rinvio a giudizio che il tribunale di Milano ha ottenuto nei confronti di alcuni banchieri e funzionari del comune di Milano. Un caso che potrebbe aprire una nuova serie di sequestri e processi in tutta Italia.

Video, punita Google

Susan Dabbous

POLEMICHE. I giudici condannano tre dirigenti per non aver rimosso subito dalla Rete le immagini di un’aggressione a un ragazzo down. La replica: una sentenza liberticida.

Il video lo ricorderete tutti. Un ragazzo, affetto da sindrome di Down, viene insultato e picchiato da quattro studenti di un istituto tecnico di Torino. Nel 2006, le immagini postate su Google Video scioccarono l’opinione pubblica italiana riaprendo una finestra su un capitolo quasi archiviato dal dibattito della nostra società, quello dei maltrattamenti ai danni dei disabili.

Antonini, il crimine della verità

Pino Di Maula

IL CASO. Il tribunale di Roma ha inflitto, martedì scorso, otto mesi di reclusione, in primo grado, a Checchino Antonini per un articolo del 16 settembre 2005. In attesa di conoscere le motivazioni del giudice, vediamo ora di quale orrendo crimine si è macchiato il collega.

Sembrava tutto chiaro. Chiaramente intimidatorio. Eppure il tribunale di Roma ha inflitto, martedì scorso, otto mesi di reclusione, in primo grado, a Checchino Antonini per un articolo del 16 settembre 2005. In attesa di conoscere le motivazioni del giudice, vediamo ora di quale orrendo crimine si è macchiato il collega. L’accusa è diffamazione a mezzo stampa.

Wind, passo e chiudo

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Pietro Orsatti

INTERCETTAZIONI. Dopo Telecom, stop anche all’inchiesta sul secondo gestore telefonico. Le indagini sul responsabile Security Salvatore Cirafici dal Tribunale di Crotone a quello di Roma. Il lavoro del pm Bruni rischia di andare disperso

Diventa sempre più vasta e intricata la vicenda che vede coinvolta la Wind, o meglio il responsabile della Security del gestore telefonico Salvatore Cirafici.

La giustizia sotto terra

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Vincenzo Mulè

MORTE CUCCHI. Omicidio preterintenzionale è il capo di imputazione per i tre agenti di polizia penitenziaria che avrebbero pestato il ragazzo.

Pestato nei sotterranei del Tribunale di Roma prima dell’udienza di convalida dell’arresto. È questa la conclusione a cui sono giunti gli inquirenti circa la morte di Stefano Cucchi, l’uomo di 31 anni deceduto il 22 ottobre al Sandro Pertini, dopo essere stato arrestato per droga il 15 ottobre.

Karadzic l'inafferrabile boicotta il processo dell'Aja

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Diego Carmignani

GIUSTIZIA. L'ex leader dei serbi di Bosnia, che ha scelto di difendersi da solo, non si presenta davanti ai giudici del Tribunale internazionale. Undici i capi d'accusa, tra cui genocidio e crimini contro l'umanità durante il conflitto balcanico

Rinviato alla giornata di oggi l’inizio del processo a Radovan Karadzic, ma c’è da scommetterci che si ripeterà la stessa scena di ieri, con l’imputato assente annunciato davanti ai giudici del Tribunale penale internazionale dell’Aja. Il responsabile del massacro di Srebrenica nel 1995 ha deciso, seguendo l’esempio di Slobodan Milosevic, di difendersi da solo piuttosto che rivolgersi a un legale, circostanza che gli consente di tenere in cella telefono e computer, senza contare lo staff di ben 27 persone impiegate nella sua assistenza.

Il giorno della verità

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Sonia Distefano

TRIBUNALE Applausi e abbracci in aula al Palagiustizia di Torino. A dicembre inizia il processo ai due responsabili della multinazionale svizzero-belga sotto accusa per i quasi 3mila morti e gli 800 malati a causa dell’amianto.

 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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