Beffa Giovanardi, arrestato un suo collaboratore

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Vincenzo Mulè

TERREMOTO. ”Attenti a quei due” è il nome dell’inchiesta che ha svelato il tentativo di truffa sui fondi stanziati dal sottosegretario.

Nuova tegola sulla presidenza del Consiglio. Ieri, i carabinieri del Noe dell’Aquila hanno arrestato Fabrizio Traversi, 62 anni, e Gianfranco Cavaliere, 36, per un tentativo di truffa consumato riguardo i 12 milioni di euro messi a disposizione dal dipartimento delle Politiche della famiglia per le aree del “cratere” del terremoto, i cosiddetti “fondi Giovanardi”. Traversi, romano, è infatti un dipendente della presidenza del Consiglio dei ministri.

Industrie vuote e operai a casa. La truffa di Fosso Imperatore

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Simone Di Meo

IL CASO. Nel salernitano un Contratto di programma da 80 milioni finisce nel nulla: nessun assunto, capannoni deserti, macchinari imballati. Così muore il sogno di una Silicon Valley del cachemire.

La ricetta di coinvolgere Stato e privati nei piani di sviluppo economico di una regione, di provincia o anche di un singolo comune, ricetta riassunta nella definizione di programmazione negoziata, ha trovato feconda applicazione soprattutto in Campania, a partire dagli anni Ottanta in poi, in virtù di una perversa e malriuscita attuazione del sistema keynesiano dello Stato interventista (il famoso principio delle buche nel terreno).

Camera, quanti misteri sui badge dei dipendenti

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Aldo Garzia

IL CASO. Un anno fa 17 lavoratori furono accusati di aggirare il sistema di controllo: risultavano presenti ma non erano in servizio. Ma ad oggi sono ancora troppe le anomalie dell’inchiesta.

Questo giornale (in un articolo pubblicato il 12 novembre 2010) si è già occupato di una vicenda che riguarda la Camera dei deputati e che ora ha una coda giudiziaria. Come si ricorderà, poco più di un anno fa divenne di pubblico dominio il poco esaltante episodio che vedeva coinvolti 17 dipendenti di Montecitorio imputati di usare un tesserino elettronico non regolamentare per aggirare il sistema di controllo delle presenze agli ingressi del Palazzo della Camera.

Sulla gru per un permesso negato

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Riccardo Bottazzo (Terra Nord Est)

PADOVA. Dopo aver tentato tutte le strade, tre giovani migranti hanno protestato davanti alla prefettura contro la sanatoria truffa.

Sono saliti sopra una gru. Su, in alto. Proprio sopra il tetto della prefettura di Padova. Eugene, John e Khalid. L’ultimo, disperato, tentativo di farsi riconoscere i loro diritti. Prima di arrampicarsi sopra la gru, Eugene, John e Khalid, hanno tentato tutte le altre strade. Quelle per così dire “istituzionali”. Hanno bussato alle porte del prefetto, del sindaco e persino del vescovo. Tanta solidarietà, qualche mozione di sostegno in consiglio comunale ma nessun fatto concreto.

Così il sub commissario stoccava le finte ecoballe

Anna Fava

PROCESSO IMPREGILO. L’ex funzionario Mogavero rivela come il materiale non a norma veniva riclassificato e avviato alla termovalorizzazione. Cambiando i codici e sprecando fondi pubblici.

Bruno Mogavero, ex funzionario del ministero delle Infrastrutture di Salerno, è un uomo straordinariamente generoso. Quando nel 2005 l’ex commissario di governo per l’emergenza rifiuti in Campania, Corrado Catenacci, gli propone di accettare la nomina di sub commissario risponde prontamente alla chiamata alle armi: serviva un uomo che avesse competenze in materia di gestione di appalti pubblici, e Mogavero sentiva di essere l’uomo giusto.

Certificati ambientali: una frode da 5 miliardi

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Giorgio Mottola

INCHIESTE. Affaristi italiani e stranieri hanno messo in piedi un sistema di truffa “carosello” mediante la compravendita delle quote di CO2. In Italia, il giro di affari era di 500 milioni di euro.

I certificati erano diventati neri sul serio. Le quote istituite dopo Kyoto per il contrasto alla produzione di anidride carbonica sono state utilizzate da affaristi italiani e stranieri per mettere in piedi una frode da cinque miliardi di euro. Il guadagno veniva ottenuto attraverso l’evasione dell’Iva, generata da un sistema “carosello” di finte compravendite dei certificati neri tra diversi paesi della comunità europea. La truffa era realizzata su scala internazionale.

Il buco alla Ulss 9

Luigi Calesso (Un’altra Treviso; Terra a Nordest)

SANITA'. La truffa perpetrata da una dipendente ai danni delle casse dell’Ulss 9 non può essere archiviata come un semplice fatto di cronaca il cui dato più saliente è l’abilità della colpevole nel far sparire milioni di euro (almeno 3 o 4) rimanendo per lungo tempo impunita.

La truffa perpetrata da una dipendente ai danni delle casse dell’Ulss 9 non può essere archiviata come un semplice fatto di cronaca il cui dato più saliente è l’abilità della colpevole nel far sparire milioni di euro (almeno 3 o 4) rimanendo per lungo tempo impunita. La magistratura sta lavorando per accertare tutte le responsabilità penali legate a questa vicenda ed è bene che compia indisturbata il proprio delicato lavoro.
 

Il profeta in manette

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Alessio Nannini

SETTE. Arrestato a Roma Danilo Speranza, leader della comunità new age Maya. È accusato di truffa aggravata e violenza su minori, e il suo nome figura anche in un’indagine sul traffico di armi in Iran.

Abusi sessuali su minori e donne, estorsione di denaro, false dichiarazioni all’autorità giudiziaria, riduzione in schiavitù e un rapporto con trafficanti di armi ancora da chiarire.

La Cupola neofascista

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Alessandro De Pascale

TRUFFE. È emersa «una circolarità dei flussi finanziari e una conseguente assenza di clienti finali». Le operazioni erano «fittizie». Al termine della prima fase di commercializzazione «le carte prepagate non erano neanche state prodotte».

Senza l’indagine della Procura di Roma su Fastweb e Telecom Sparkle, i fondi della maxi-truffa da 2,2 miliardi di euro sarebbero potuti rientrare legalmente in Italia. Grazie soprattutto allo Scudo fiscale approvato dal governo Berlusconi. Usciti dalla finestra, raggiungendo le banche dei Paesi off shore, per poi tornare tranquillamente, con tanto di anonimato nei nostri istituti di credito.

Maxi truffa sulla CO2

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Alessandro De Pascale

ECOCRIMINI. L’Europol ha smantellato un’organizzazione internazionale che trafficava in diritti di emissione, i certificati che dal 2005 permettono di compensare l’inquinamento delle industrie. Frode da cinque miliardi, nove persone arrestate.

Una enorme truffa sul mercato dei diritti di emissione di anidride carbonica. Un sistema per ottenere illecitamente guadagni facili attraverso lo strumento introdotto dall’Unione europea a partire dal 2005 che consente alle imprese e ai governi delle nazioni industrializzate di compensare il proprio inquinamento, comprando quote “verdi” nei Paesi in via di sviluppo. A partire da quella data in molte nazioni europee è nata una vera e propria borsa delle emissioni. Dall’European climate exchange di Londra al Nordic power exchange di Oslo.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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