Non si rimargina la ferita del dramma di Fukushima

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Andrea Pira

SOL LEVANTE. A sei mesi dallo tsunami del marzo scorso che ha scosso la vocazione nuclerista del Paese non si placano le proteste. E sette gapponesi su dieci si dicono contrari all’atomo.

Per settimane Yukio Edano è stato il volto del governo giapponese davanti un Paese che chiedeva certezze sulla gestione del disastro alla centrale nucleare di Fukushima, devastata dal cataclisma che l’11 marzo si abbatté sul nordest del Giappone.

Un incubo dopo l’altro, Fukushima alluvionata

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Diego Carmignani

GIAPPONE. Morti, dispersi e 400mila evacuati nella regione devastata dallo tsunami ora colpita dalle pesanti piogge. E nella centrale nucleare la preoccupazione è rivolta ai fanghi radioattivi.

Almeno un morto, numerosi dispersi e 400mila evacuati. Tutto questo in Giappone, nella regione di Fukushima. Ma a portare la catastrofe stavolta non è stato lo tsunami, né una fuga radioattiva dalla centrale. Bensì una disastrosa ondata di maltempo che sta interessando l’area. Sull’arcipelago piove ininterrottamente ormai da cinque giorni e molti fiumi sono usciti fuori dagli argini, inondando strade e abitazioni.

L’Aiea bacchetta il Giappone, ma plaude alla pronta reazione

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Diego Carmignani

NUCLEARE. Gli esperti dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica criticano i nipponici per aver sottovalutato i rischi di un eventuale tsunami. «Esemplare», invece, la gestione dell’emergenza.

Il bollettino da Fukushima è in costante aggiornamento. L’ultima novità è che la Tepco ha installato un circuito di raffreddamento idraulico per una delle piscine di stoccaggio del combustibile irraggiato nella parte superiore del reattore 2, un sistema che dovrebbe far scendere nell’arco di un mese dagli 80 ai 40 gradi la temperature delle barre e che sarà poi applicato anche ai reattori 1 e 3.

Possibile errore umano dietro l’incidente atomico

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Paolo Tosatti

FUKUSHIMA. È un’ipotesi inquietante quella che spunta dai registri della Tepco: i sistemi di raffreddamento dell’impianto non furono messi ko dallo tsunami ma disattivati dai tecnici.

Una valutazione inesatta. Una scelta sbagliata. Una decisione errata. La forza della natura che si è abbattuta sull’impianto di Fukushima potrebbe non essere stata l’unica causa della crisi nucleare giapponese: anche l’errore umano potrebbe aver giocato una parte determinante. È un’ipotesi inquietante quella che emerge dalle 2.900 pagine di documenti consegnate ieri dalla Tepco alle autorità nipponiche.

Giappone, nuova scossa a un mese dal disastro

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Rossella Anitori

TERREMOTO Un nuovo sisma di magnitudo 7,1 ha fatto tremare ieri il Nord-est del Paese. Black-out temporaneo nella centrale di Fukushima. Il governo allarga la zona di evacuazione

 

Fukushima, individuata la falla nel reattore n° 2

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Federico Tulli

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Una crepa di 20 centimetri è stata trovata dai tecnici. Vi passano liquidi che emettono radiazioni pari a mille millisiviert/ora. Prosegue la fuoriuscita in mare di acqua contaminata
 

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Un download per il Giappone

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GIRADISCHI. Guidati da Mike Shinoda dei Linkin Park il progetto Music for relief raccoglie rock e il pop d’Oltreoceano per finanziare il lavoro di Save the Children nei luoghi colpiti dallo tsunami.

Angels & Airwaves, Sara Bareilles, B’z, Counting Crows, Flyleaf, Hoobastank, Enrique Iglesias, Linkin Park, Plain White T’s, The Red Jumpsuit Apparatus, Staind, Slash, Elliott Yamin sono solo alcuni dei nomi che hanno offerto la propria musica al progetto di Music for relief per aiutare i soccorsi umanitari di Save the children in Giappone.
 

Tsunami e terremoti, l’imprevisto fa riflettere

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Nicola Mirenzi

MONDO. Quando una catastrofe come quella giapponese sconvolge la modernità del vivere collettivo e l’uso delle tecnologie, torniamo a interrogarci sul rapporto più profondo che coltiviamo con la natura. Tocca in questi casi anche a pensiero e filosofia riflettere, come iniziò a fare Rousseau dopo il terremoto di Lisbona del 1755.

Succede così, il più delle volte: c’è bisogno di sentirsi mancare la terra sotto i piedi per domandarsi come si sta veramente al mondo. È così che lo sconquasso del terremoto in Giappone, con il tremore di morte e fine nucleare che suscita, diventa uno di quei momenti nei quali tutto si ferma e si sente l’ansia di capire a che punto si è arrivati, come ricominciare. Successe così anche quella volta, nel 1755, quando il terremoto violentò Lisbona, una delle città europee più potenti d’allora.

Il Giappone che convive con la paura

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Bruno Picozzi da Taipei

MONDO. Molte testimonianze parlano del dignitoso comportamento dei giapponesi di fronte al disastro. Il controllo delle emozioni fa decisamente parte della cultura nipponica. Mostrare in pubblico eccessi di tristezza o di gioia è un imbarazzante segno di debolezza. Ma oltre a questo c’è il retroterra di politiche nelle costruzioni degli edifici che tengono conto della forte sismicità del Paese e che si uniscono all’abitudine a simulare emergenze di fronte alle catastrofi. Tsumani e centrali nucleari in tilt non si possono però prevedere.

Matteo, 24 anni da Modena, era atterrato all’aeroporto Narita di Tokyo da poco più di un’ora. Per lui che studia geologia a Taiwan non era possibile farsi scappare l’occasione di una vacanza nella capitale giapponese. La prima scossa, quella più distruttiva, l’ha sorpreso in una stazione della metropolitana, in viaggio dall’aeroporto verso la casa di un amico che era andato ad accoglierlo. 3 e 36 del pomeriggio è l’ora che passerà alla storia.

La terra trema ancora. Arrivano i primi aiuti

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Bruno Picozzi da Taipei

LA SITUAZIONE Le stime ufficiali parlano di 1.700 morti e 784 dispersi. Ma soltanto a Miyagi mancano all'appello 9.500 persone. Il Giappone è in ginocchio, al via la solidarietà internazionale

 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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