Il reato di caporalato è legge. Ma niente tutela per i migranti

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Dina Galano

DIRITTI. Inserite nella manovra le norme che puniscono chi sfrutta, tramite intermediazione, il lavoro nero. Senza garanzie però per gli irregolari che, rivolgendosi alla polizia, rischiano l’espulsione.

La battaglia dei migranti di Nardò ha dato la giusta sferzata. Se il reato di caporalato è stato introdotto nell’articolato della manovra-bis approvata con la fiducia del Parlamento si deve infatti anche a quello sciopero che, per tutta l’estate, ha sospeso la raccolta di angurie e pomodori delle campagne leccesi, riportando alla luce il sistema sommerso di sfruttamento della manodopera e del lavoro irregolare.

La discarica sommersa del Giglio

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Alice Morrosini

AMBIENTE. Rifiuti di ogni tipo sono stati ritrovati ieri nei fondali del Santuario dei Cetacei dell’isola. Greenpeace, che ne ha curato il recupero, denuncia: «Da dieci anni si attendono regole per la tutela di quel mare».

Scarpe, bottiglie, perfino una lavatrice. I fondali del Tirreno, proprio in corrispondenza del Santuario dei Cetacei dell’isola del Giglio sono ormai ridotti così. «L’Isola del Giglio rischia di diventare una discarica», ha denunciato Greenpeace dopo aver monitorato le condizioni dei fondali dell’isola nella mattinata del 5 settembre. Rinvenuti rifiuti di tutti tipi nella zona di Cala Cupa, l’associazione ambientalista pone un’unica domanda «Di chi sono?».

Il conflitto che consuma la terra

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Paolo Cagnoli (Terra Emilia Romagna)

ANALISI. Ogni giorno la nostra regione perde un’area di suolo pari a 11 campi di calcio. La tutela del territorio è ora una priorità.

Ogni giorno in Emilia-Romagna si consuma un’area di suolo equivalente a undici campi di calcio, con danni rilevanti per la biodiversità, le risorse alimentari, i paesaggi, le tradizioni manutentive. I danni prodotti dal consumo del suolo non sono solo una perdita per l’agricoltura o per il paesaggio, ma colpiscono molte altre funzioni che il suolo svolge: produzione di biomassa, ciclo di nutrienti, riserva di biodiversità, stoccaggio di carbonio.

India, arriva il garante per la tutela dell’ambiente

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Paolo Tosatti

ASIA. Il primo ministro Manmohan Singh propone l’istituzione di un organo tecnico incaricato di valutare l’impatto dei progetti industriali e infrastrutturali e approvare la loro realizzazione.

Un garante per la tutela dell’ambiente. Un organo tecnico, composto da professionisti qualificati e completamente indipendente, in grado di prendere in tempi rapidi tutte quelle decisioni che i farraginosi ingranaggi della politica impiegherebbero anni ad adottare.

Grasso: «Sofisticazione dentro i reati di mafia»

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Alessandro De Pascale

LE PROPOSTE. Per il Procuratore nazionale antimafia questo reato «ha tempi di prescrizione brevissimi. Intervenire a tutela consumatori».

«Per i reati da subito identificati come crimini di mafia non abbiamo particolari problemi, ma per quelli di sofistificazione sì, perché hanno tempi di prescrizione brevissimi poiché non collegati alla mafia dal codice penale». Lo denuncia il Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, durante il suo intervento alla presentazione del primo rapporto sulle Agromafie, realizzato da Eurispes e Coldiretti. «Dobbiamo allargare la forchetta di reati ricondotti alla mafia, quelli che in Usa chiamano Serious crime.

Arcadia ed Epifanio tornano in mare

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Lou Del Bello (Terra Emilia Romagna)

BIODIVERSITA'. La liberazione di due esemplari di Caretta caretta ad opera della Fondazione Cetacea. L’allarme per la mancanza di fondi.

Con la primavera, le tartarughe tornano in mare. Non appena la temperatura dell’acqua lo consente, i volontari della Fondazione Cetacea di Riccione celebrano la bella stagione liberando gli animali che hanno trascorso l’inverno presso l’Ospedale delle tartarughe. La prima liberazione dell’anno è avvenuta lunedì scorso, nella simbolica data del primo maggio. Protagonisti Epifanio e Arcadia, due esemplari di Caretta caretta, la tartaruga marina più diffusa nel Mediterraneo.

Una legge per evitare altre speculazioni

Alessandro De Pascale

PETIZIONE. Parte proprio dal capoluogo ligure la petizione che chiede un’apposita norma per tutelare questi beni ambientali. È già arrivata in Parlamento, raccogliendo 700 firme in pochi giorni.

Una apposita legge per tutelare i primi giardini d’Italia, realizzati nelle nostre città a partire dal Cinquecento da grandi architetti e botanici. Una norma che impedisca «un uso del territorio, talvolta difforme rispetto a quello in cui i parchi storici erano stati progettati». Lo chiede una petizione partita proprio da Genova, in Liguria, che in questi giorni sta girando sia alla Camera che al Senato,già firmata da oltre 700 persone. A promuoverla, il cardinale di Genova Angelo Bagnasco e il sindaco della città Marta Vincenzi.
 

Per la tutela dei Gricilli

Giorgio Libralato*

TERRITORIO. Seconda puntata nell’area dove sono previsti interventi di valorizzazione per attrarre turismo.

L'area dei Gricilli è inserita nell’adeguamento dello schema di Piano regionale dei parchi e delle riserve naturali (L.R. 6/10/97 n. 29) dove sono stati inseriti come geosito 50 “sorgenti dei laghi del vescovo”  tipologia: idrogeologia/grotte e carsismo, struttura idrogeologica: sistema dei Monti Lepini. La Legge regionale 29 del 1997 comprende nell’articolo 45 “tutela del patrimonio forestale” area laghi del Vescovo – Gricilli.

Zone umide, i bacini di vita del pianeta blu

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Alessio Nannini

AMBIENTE. Le ragioni della tutela e le minacce a un ecosistema prezioso. Un bilancio della Giornata mondiale dedicata dalle Nazioni Unite all’habitat più importante e fragile della Terra.

Due coincidenze rendono il 2011 un anno particolare per l’ecosistema più importante e allo stesso tempo più fragile del pianeta: l’anno internazionale che l’Onu dedica alle foreste e i quarant’anni della Convenzione internazionale di Ramsar, sottoscritta da 160 Paesi e con cui nel 1971 si determinò la definizione e la tutela delle zone umide, vale a dire: laghi, torbiere, fiumi, foci, stagni, lagune, valli da pesca, litorali con acque marine costiere.

Corridoi e grandi parchi per la tutela della tigre

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Alessio Nannini

ANIMALI. Il ripopolamento in Asia del grande felino non può prescindere da ampie riserve connesse fra loro. Il caso delle aree protette indiane di Sariska e Panna, dove il bracconaggio ha fatto strage.

Una stima del numero di tigri selvatiche presenti in Asia a inizio Novecento ne indicava più di centomila di esemplari. Negli ultimi decenni quella popolazione è scesa a poco più di tremila, sparsa in sacche isolate, a causa di caccia, bracconaggio, e distruzione di buona parte di foreste e giungle. Lo scorso dicembre a San Pietroburgo il problema del rischio estinzione era stato posto all’attenzione mondiale grazie a un summit voluto dal premier russo Vladimir Putin, e orientato proprio alla tutela e al ripopolamento del grande felino.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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