Tuvalu va giù nell’indifferenza. Il mare la sta inghiottendo

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Valentina Perugini

GLOBAL WARMING. Il punto più alto dell’isola nel Pacifico è soltanto cinque metri sopra il livello delle acque e la maggior parte del territorio è a meno di un metro. L’unica via resta la fuga.

A Funafuti e in tutta l’isola di Tuvalu, nell’Oceano Pacifico, in cui abitano poco più di 10.000 persone, non piove da novembre 2010. La siccità è attribuita principalmente a La Niña, il ciclone tropicale che colpisce ciclicamente la zona, ma il problema è connesso strettamente al cambiamento climatico e all’innalzamento del livello del mare, che provoca forti disagi e preoccupazioni fra gli abitanti.

In sette bloccano il patto

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Simonetta Lombardo da Copenaghen

COPENAGHEN. Venezuela, Bolivia, Cuba, Nicaragua, Costa Rica, Sudan e Tuvalu impediscono all’accordo di ricevere l’egida del’Onu. Nel day after della conclusione del vertice sul clima dominano ancora delusione e timori per il futuro.

Sette paesi, in buona parte piccoli, e tutti poveri (Venezuela, Bolivia, Cuba, Nicaragua, Costa Rica, Sudan e Tuvalu) hanno impedito ieri che il patto contrattato dai leader del mondo “a porte chiuse” diventasse di fatto il trattato di Copenaghen. Quello deciso nella notte di venerdì rimane un accordo politico deciso “in un evento collaterale di altissimo livello”, come ha sintetizzato durante l’assemblea plenaria il delegato russo.

Clima, l’asse dei piccoli

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Emanuele Bompan da Copenaghen

SUMMIT. Nella capitale danese la proposta, assai ambiziosa, avanzata dagli Stati delle piccole isole provoca svariate polemiche. Ma trova l’interesse di molti Paesi in via di sviluppo. Intanto il tavolo Usa-Cina traballa pericolosamente.

La proposta di Tuvalu potrebbe essere uno spartiacque, in tutti i sensi. «Rischiamo di affondare se non proponiamo di più», ha dichiarato il primo ministro dell’arcipelago polinesiano.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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