Ucciso a Kabul il gran negoziatore di Karzai

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Emanuele Giordana

AFGHANISTAN. Burhanuddin Rabbani è l’ennesimo cadavere eccellente della guerra nel Paese. Vittima di un kamikaze era a capo dell’Alto consiglio di pace che doveva trattare con i talebani.

Burhanuddin Rabbani è stato ucciso da un’esplosione deflagrata nella sua abitazione di Wazir Akbar Khan. Un colpaccio che uccide, con lui, non solo l’uomo a capo dell’Alto consiglio di pace afgano, ma uno dei grandi vecchi della politica e della guerra afgana. Un signore della guerra (e della politica) in piena regola. Dal passato pieno di ombre. La morte, scampata in trent’anni di battaglie, lo ha colto di sorpresa nella sua casa nell’elitario quartiere di Wazir Akbar Khan dove stava incontrando due “talebani”.

L’imbarazzo del Pakistan. «Complice di Bin Laden»

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Susan Dabbous

DIPLOMAZIA. Il presidente pakistano Zardari ammette: «Dell’operazione non sapevamo nulla». La Cia: «Temevamo che lo avvertissero». Ora nel Paese c’è il rischio di nuovi attentati.

Un via vai di curiosi. La villa-bunker dove viveva Osama bin Laden è diventata ieri una vera “Disneyland del terrore”, un’attrazione sia per i giornalisti sia per i residenti della vallata di Abbottabad, la località a meno di 100 chilometri da Islamabad, dove è avvenuto il blitz nel quale è rimasto ucciso il capo di al Qaeda.

Era già spacciato dopo le rivoluzioni arabe

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Annalena Di Giovanni

SCENARIO. Il vecchio sceicco da tempo era stato “seppellito” da quella stessa Jihad globale di cui volle farsi profeta. Tanto che la generazione di Peshawar era stata sostituita da quella di Tahrir.

«Arrivederci Osama», col punto esclamativo, è la frase che rimbalza in queste ore fra i tanti giovani arabi anglofoni che, diffusa la notizia della morte dello sceicco, sperano adesso di vedersi affrancare dopo un decennio di ostracismo. Una frase seguita da un’altra, ugualmente significativa: «Vuol dire che adesso ci lasceranno in pace, a noi arabi?». Può darsi che con la morte di Bin Laden e la dichiarata fine di Al Qaeda si chiuda anche l’epoca della caccia alle streghe per gli arabi occidentalizzati.

Ma è giallo sulla data della morte di Osama

Emanuele Giordana (Direttore Ecoradio)

RETROSCENA. Il capo di al Qaeda era apparso nel 2004 in quello che è il suo ultimo vero video. Poi solo messaggi audio, forse abilmente contraffatti. E ora del corpo non c’è più traccia.

Osama bin Laden è morto! Ma quel punto esclamativo potrebbe anche essere un punto interrogativo. O meglio, bin Laden è morto di sicuro. Ma forse da un po’ assai prima del suo recente funerale. Dietrologia? Può darsi, ma qualche dubbio è legittimo semplicemente perché un uomo vivo non si comporta di solito da cadavere. Facciamo un passo indietro. Il video della grande ricomparsa di bin Laden per dimostrare che è ancora vivo, dopo la fuga in Pakistan, è del 2003: lo sfondo sono le montagne del Waziristan ancora poco note.

La Russa: «Ora il nostro impegno cambierà»

Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO. In primo piano anche l’Afghanistan dopo l’uccisione di Bin Laden. Il ministro della Difesa annuncia delle variazioni nelle missioni, «ma non in maniera unilaterale».

«Trovo che la mozione della Lega possa essere condivisa». Sulla Libia, le posizioni del Carroccio e Pdl si stanno avvicinando per giungere a una risoluzione unitaria. Le parole di Berlusconi ne sono la prova più evidente. Il premier ha annunciato per oggi un vertice di maggioranza che dovrebbe mettere la parola fine al contenzioso. Secondo alcune indiscrezioni, per il Pdl resta solo un punto da emendare del testo messo a punto dalla Lega. È quello che riguarda la durata della partecipazione italiana alle operazioni militari contro Gheddafi.

Miotto, nuova versione: ucciso in un conflitto a fuoco

Betta Salandra

AFGHANISTAN. Avevano ragione i genitori di Matteo Miotto, l’alpino ucciso in Afghanistan lo scorso 31 dicembre, quando chiedevano chiarezza sulla morte del figlio.

Avevano ragione i genitori di Matteo Miotto, l’alpino ucciso in Afghanistan lo scorso 31 dicembre, quando chiedevano chiarezza sulla morte del figlio. Troppe voci discordanti, troppi dettagli che non tornavano; dal tiro di un cecchino fino all’ipotesi, circolata anche questa, del “fuoco amico”, di un drammatico incidente durante uno scontro armato, Arrivato ieri ad Herat, il ministro della Difesa Ignazio La Russa afferma ora che Miotto «è stato ucciso da un gruppo di insorti durante un vero e proprio scontro a fuoco».

Cecenia, sgominato attacco dei ribelli in Parlamento

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Annalena Di Giovanni

CAUCASO. Dopo l’uccisione di due addetti alla sicurezza, alcuni attentatori si sono introdotti nella Camera a Grozny. Immediato l’intervento delle forze dell’ordine, così l’Aula ha svolto le sue normali attività.

Almeno sei morti, fra i quali forse due poliziotti, e quattro fra i miliziani, oltre ad almeno 17 feriti; è il bilancio dell’attentato di ieri a Grozny, in Cecenia, occorso alle otto di mattina nella sede del Parlamento ceceno, sgominato all’istante, giusto in tempo per convocare comunque la seduta per il voto sul bilancio. Un blitz, insomma, dai contorni quantomeno oscuri. A cominciare dalla dinamica e dal numero delle vittime, che le agenzie russe hanno continuato ad aggiornare e smentire fino a sera.

Cecenia, sgominato attacco dei ribelli in Parlamento

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Annalena Di Giovanni

CAUCASO. Dopo l’uccisione di due addetti alla sicurezza, alcuni attentatori si sono introdotti nella Camera a Grozny. Immediato l’intervento delle forze dell’ordine, così l’Aula ha svolto le sue normali attività.

Almeno sei morti, fra i quali forse due poliziotti, e quattro fra i miliziani, oltre ad almeno 17 feriti; è il bilancio dell’attentato di ieri a Grozny, in Cecenia, occorso alle otto di mattina nella sede del Parlamento ceceno, sgominato all’istante, giusto in tempo per convocare comunque la seduta per il voto sul bilancio. Un blitz, insomma, dai contorni quantomeno oscuri. A cominciare dalla dinamica e dal numero delle vittime, che le agenzie russe hanno continuato ad aggiornare e smentire fino a sera.

Chi ha ucciso Sarah Scazzi

Luca Bonaccorsi

IN FONDO. Non è stato un Rom, o un africano. E neanche un iscritto alla Fiom. Non è stato un ambientalista o uno di sinistra, o un ex detenuto indultato. Per questo l’omicidio di Sarah Scazzi finirà prestissimo in fondo alle pagine dei giornali di Feltri e Belpietro.

Non è stato un Rom, o un africano. E neanche un iscritto alla Fiom. Non è stato un ambientalista o uno di sinistra, o un ex detenuto indultato. Per questo l’omicidio di Sarah Scazzi finirà prestissimo in fondo alle pagine dei giornali di Feltri e Belpietro. 
 

L’abusivo, venticinque anni dopo

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Pietro Esposito (Terra Campania)

RICORDO. La sera del 23 settembre 1985 Giancarlo Siani, giornalista precario de Il Mattino fu ucciso per le sue inchieste sulla camorra

Venticinque anni, dirlo pesa già come un macigno. Venticinque anni. Tanto è passato dall’assassinio di Giancarlo Siani, giornalista de Il Mattino ucciso dalla camorra. Erano circa le 20 e 50 e Giancarlo arriva con la sua inconfondibile Citroën Mehari verde al Vomero, dove abitava e dove i suoi assassini l’attendevano.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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