Somalia, 29mila bimbi morti per la siccità

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Susan Dabbous

CARESTIA. Assaltati i convogli di aiuti alimentari del Pam a Mogadiscio. Potrebbero essere dieci i morti. Vichi De Marchi, portavoce dell’organizzazione: «La distribuzione di cibo andrà avanti».

Ventinovemila. Tanti sono i bambini morti in Somalia negli ultimi tre mesi a causa della siccità e della conseguente carestia. Un numero impressionante se si pensa che neanche la guerra è arrivata a decimare con tanta velocità migliaia di vite. Il dato arriva dall’Usaid, l’Agenzia americana per la cooperazione, che ha analizzato la situazione in due regioni nel Sud del Paese dove le Nazioni unite hanno formalmente decretato lo stato di carestia il mese scorso.

Aids, bambini e donne. Il contagio dimenticato

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Federico Tulli

IL CASO. Allarme dell’Unicef: ogni anno in Africa sono 430mila i nuovi nati che hanno contratto l’Hiv nella placenta. Spesso le madri non sanno di essere infette, a rischio anche l’allattamento.

Sono le prime vittime di una guerra che l’umanità combatte da 30 anni. Da quando cioè il virus dell’Hiv/Aids ha cominciato a mietere vittime tra gli esseri umani in seguito al salto di specie dai primati. Arginare il dramma del contagio dei bambini per via parentale, trasmesso dalla madre durante la gravidanza, il parto o l’allattamento, è una delle priorità emerse ieri a Roma nel corso della sesta conferenza dell’International aids society-Ias 2011.

Dopo la siccità, la carestia. Colpiti due milioni di bambini

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Susan Dabbous

SOMALIA. A causa della cronica assenza di piogge, ogni giorno sono circa 1.500 i somali in fuga prevalentemente dal Sud del Paese. Unicef: 500mila piccoli in pericolo di vita. Vertice Fao il 25 luglio.

Habiba, 40 anni, è arrivata a Tawakal, il più grande campo profughi nella Somalia settentrionale dopo 8 giorni di viaggio. È partita da Mogadiscio, la capitale devastata dalla guerra civile del Paese ormai diviso in tre parti: Somaliland (Nord), Puntland, (centro) e il Sud occupato dagli Shabab, le milizie islamiche. È qui che si è abbattuta con particolare violenza la peggiore siccità degli ultimi 60 anni.

Aids, ogni giorno 2.500 giovani nuovi contagiati

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Susan Dabbous

DOSSIER. Secondo il rapporto Onu, il 41% dei nuovi contagi è rappresentato da adolescenti dai 15 ai 24 anni. L’esperto: «In Italia c’è una forte sottovalutazione dei comportamenti a rischio».

A trent’anni dalla scoperta dell’Aids di cui soffrono ancora oggi 33 milioni di persone nel mondo, la buona notizia è che la malattia è sempre meno mortale, grazie alla diffusione delle cure, quella brutta invece arriva dall’Unicef: ogni giorno 2.500 giovani vengono contagiati. I numeri sono il risultato del rapporto “Opportunità nella crisi: Prevenire l’hiv dalla prima adolescenza alla giovane età adulta”.

Allarme Unicef, servono fondi per i civili in fuga

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Giuliano Rosciarelli

LIBIA. Oltre 5.000 profughi bloccati al confine con Egitto, Tunisia e Niger; 58mila gli sfollati interni. Secondo l’organizzazione servono 20 milioni di euro per evitare il disastro umanitario.

«Più si protrae la crisi libica, più la situazione umanitaria di donne e bambini diventerà preoccupante». Questo è l’allarme lanciato da Shahida Azfar, direttore regionale dell’Unicef per Medio Oriente e Nord Africa in merito al conflitto che vede impegnate le forze occidentali e i ribelli contro il regime di Gheddafi.

Un pianeta costruito per ferire i più piccoli

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Alessia Mazzenga

INFANZIA. Presentato ieri a Roma il rapporto Unicef sulla condizione dei minori nel mondo. Migliora la qualità della vita, ma non per gli adolescenti. Le bambine ancora le più svantaggiate.

Il nostro mondo, cosiddetto “sviluppato”, invecchia: gli adolescenti rappresentano soltanto il 12% della popolazione del mondo industrializzato, mentre il nostro futuro, ovvero la maggioranza degli adolescenti (l’88%) vive nei paesi in via di sviluppo. Le proiezioni poi ci dicono che nel 2050 l’Africa avrà più adolescenti di qualunque altra regione del mondo.

Haiti, ritorno a scuola

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Susan Dabbous

SISMA. «La domanda d’istruzione nel Paese non è mai stata così alta». Donata Lodi dell’Unicef sottolinea la grande opportunità che si può dare oggi ai bambini che tornano sui banchi a tre mesi dal terremoto.

A tre mesi dal devastante terremoto del 12 gennaio scorso ad Haiti le scuole riaprono i battenti.  Oltre alla situazione di continua emergenza e alle immagini che fotografano la situazione di estrema precarietà e povertà nell’isola non mancano però le buone notizie. A vedere il bicchiere mezzo pieno è l’organizzazione delle Nazioni unite per l’infanzia, l’Unicef, in un rapporto diffuso ieri dal titolo “I bambini di Haiti: tre mesi dopo il terremoto”.
 

Minoranze, quando il diritto all'educazione viene negato

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Bruno Picozzi

DOSSIER. L’obbligo di imparare la letteratura, il diritto e le scienze in una lingua diversa da quella che si parla in famiglia è una forma di discriminazione che colpisce milioni di bambini. La denuncia in un rapporto certificato dall’Unicef.

«L'educazione è un diritto primario dell’essere umano, ma in tutte le regioni del mondo i bambini appartenenti a minoranze e gruppi indigeni o sono privati di un’educazione di qualità o addirittura non hanno accesso alla scuola». È quanto si legge nel rapporto “Situazione delle minoranze e dei popoli indigeni del mondo 2009”, 127 pagine di studi, dati e casi particolari firmate dal Gruppo internazionale per i diritti delle minoranze in collaborazione con l’Unicef.

Haiti, stop alle adozioni

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Susan Dabbous

TERREMOTO. A dieci giorni dal sisma non si cercano più i superstiti. È ora di organizzare tendopoli per gli sfollati. L’Unicef lancia l’allarme su 15 piccoli scomparsi dagli ospedali e denuncia la «tratta di minori via Santo Domingo».

Ormai non si scava più, nonostante le scosse di assestamento non diano tregua agli haitiani. Anche ieri la terra è tornata a tremare con due violente ma brevi scosse avvenute intorno alle 5 del mattino, ora italiana. A dieci giorni dal terremoto, nonostante gli ultimi corpi estratti vivi fino a poche ore fa, l’Onu ha decretato lo stop alle attività ricerca sotto le macerie.

Mettiamo al centro i diritti dei più piccoli

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Vincenzo Spadafora (presidente di Unicef Italia)

DIRITTI. La morte del piccolo Elvis ha dentro molte tragedie e paradossi. Chi fugge dalla miseria africana non si aspetta di ritrovarla a Napoli.

L’Unicef Italia è stato tra i primi sottoscrittori della campagna del quotidiano TerraNon staccate la luce ai bambini”.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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