Belpaese, il futuro è in una nuova Unità

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Milena Cuccurullo

SAGGI. Antonio Polichetti con Quo vadis Italia?, partendo dalla cronaca di tutti i giorni, traccia la rotta per combattere il degrado morale guardando alla tradizione umanistica del Mezzogiorno.

«E' assolutamente accertato, anche attraverso commissioni di inchiesta parlamentare, il sistematico trasferimento di rifiuti tossici altamente pericolosi dall’industria del Nord al territorio campano, un traffico co-gestito dalla camorra». Con queste parole, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, confermava dinanzi all’opinione pubblica italiana l’esistenza di un enorme traffico di rifiuti tossici dalle industrie del Nord alle campagne del Sud, con l’intermediazione della criminalità organizzata.
 

Unita, ma da Napolitano. Fischi per Berlusconi

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Giorgio Mottola

LE CELEBRAZIONI Applausi e striscioni per il Capo dello Stato. Il suo discorso alla Camera convince anche la Lega, che al Nord ha boicottato le iniziative. Dure contestazioni per il premier

 Tra leghisti negazionisti, neoborbonici alla ribalta e contestazioni varie, l’unico veramente a suo agio nelle celebrazioni istituzionali di ieri è stato il presidente Giorgio Napolitano. Da anni, i sondaggi evidenziano come il Capo dello Stato sia la figura in cui gli italiani ripongono più fiducia. Ieri se ne è avuta piena dimostrazione. Gli applausi della gente hanno accompagnato Napolitano durante tutte le sue visite ai luoghi simbolo, dall’Altare della patria al Gianicolo.

L’Italia vista dagli ultimi

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Federico Raponi

PALCOSCENICO. Marco Baliani porta in giro per il nostro Paese due testi in omaggio all’anniversario dell’Unità. La grande storia raccontata con gli occhi del popolo.

L'Unità, dal basso. Sono infatti personaggi popolari i protagonisti di Piazza d’Italia e La Repubblica di un solo giorno, dittico di spettacoli dell’autore/attore Marco Baliani ruotanti intorno al centocinquantenario dell’Italia, che ripartito in turnèe da Genova, è pronto ad attraversare il Paese.
 

Tutt’altro che comicità di bassa Lega

Gianpaolo Silvestri

IL COMMENTO. Il nuovo dirimente caso politico (nuovo, per modo di dire) pare essere il 150° dell’unità d’Italia con annessa sacralità della bandiera. È l’ennesima polemica tra la Lega e tutto il resto in un’ambiguità voluta tra federalismo e disgregazione della nostra nazione.

ll nuovo dirimente caso politico (nuovo, per modo di dire) pare essere il 150° dell’unità d’Italia con annessa sacralità della bandiera. È l’ennesima polemica tra la Lega e tutto il resto in un’ambiguità voluta tra federalismo e disgregazione della nostra nazione.

Napolitano invita il Nord a lezione di Risorgimento

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Aldo Garzia

UNITA' D'ITALIA. Da Forlì il capo dello Stato torna sulle radici comuni. E ammonisce: l’esempio della città romagnola «venga seguito anche dalle altre affinché sappiano come divennero italiane».

«Festeggeremo dopo che sarà approvato il fe­deralismo, perché l’unità d’Italia col centralismo romano non va bene», aveva replicato sgarbatamente Umberto Bossi al monito del presidente Giorgio Napolitano che aveva invitato tutte le forze politiche a rispettare la bandiera tricolore e a presenziare alle iniziative che nel 2011 ricorderanno i centocinquant’anni di unità nazionale. Ieri il capo dello Stato è tornato a battere sullo stesso tasto nel corso di una visita a Forlì.

A Reggio Emilia si festeggia il tricolore

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Aldo Garzia

ANNIVERSARI. Partono con un omaggio alla nostra bandiera le celebrazioni dei 150 anni dell’unità d’Italia. Il Quirinale striglia subito la Lega: «Chi è al governo rispetti questo simbolo».

Iniziano le celebrazioni della ricorrenza dei 150 anni di unità d’Italia, mentre i ministri leghisti Umberto Bossi e Roberto Calderoli ripetono il diktat: o entro gennaio si approvano i decreti attuativi del federalismo o si va alle elezioni anticipate.

L’Unità di gioia e dolore

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Federico Raponi

DOC. A colloquio con Gianfranco Pannone sul suo ultimo lavoro "Ma che storia". Meditazione originale sul processo unitario italiano attraverso la ricchezza della cultura popolare.

Una ricerca che sa di riscoperta. In concorso nella sezione Controcampo della Mostra del Cinema di Venezia, il documentario Ma che storia di Gianfranco Pannone guarda a «gioie e dolori del processo unitario italiano. Con un montaggio non cronologico, ma per associazioni, il film - spiega il regista - attraversa il ‘900 grazie a immagini di repertorio che ho relazionato a musiche popolari e a testi di scrittori come Arbasino, Foa, Bobbio, i quali hanno riflettuto su questo processo, che è stato anche estremamente faticoso.

Il premier richiama all’unità

Dina Galano

INTERCETTAZIONI. Il giorno dopo il richiamo alla rapidità del premier durante il vertice di Palazzo Grazioli, ad essere posta a verifica è la coesione della maggioranza.

Il giorno dopo il richiamo alla rapidità del premier durante il vertice di Palazzo Grazioli, ad essere posta a verifica è la coesione della maggioranza. Il ddl intercettazioni, ha intimato il premier, può anche essere modificato ma va licenziato entro l’estate, insieme alla manovra e alla riforma dell’università.

Napolitano per l'unità e la Costituzione

Susan Dabbous

CELEBRAZIONI. Almeno a Roma, al cospetto del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, l’inno di Mameli è stato ascoltato da migliaia di italiani accorsi da tutto lo Stivale per vivere un giorno d’orgoglio patriottico.

Almeno a Roma, al cospetto del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, l’inno di Mameli è stato ascoltato da migliaia di italiani accorsi da tutto lo Stivale per vivere un giorno d’orgoglio patriottico. A Varese, alla presenza del ministro leghista dell’Interno Roberto Maroni dell’inno nazionale neanche una nota. Città che vai Italia che trovi.

Federalismo demaniale o smembramento dell'Italia

Sauro Turroni

COMMENTI. Applicare le nuove norme proprio mentre si celebra il 150° anniversario dell’Unità è un ulteriore sfregio che rende ancor più necessario il formarsi di un fronte comune per contrastare questa ignobile e devastante iniziativa.

Alcuni, pochi, troppo pochi, hanno commentato negativamente e si sono battuti contro il devastante provvedimento voluto dalla Lega sul demanio e patrimonio dell’Italia, provvedimento che ha svelato che il progetto secessionista non è mai stato abbandonato, che la maggioranza è in mano alla Lega, che l’opposizione non esiste e in taluni casi, vedi Di Pietro, è complice e connivente, che i mezzi di informazione hanno voluto soffermarsi sulle apparenze e non entrare nel cuore del provvedimento.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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