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Le inspiegabili sanzioni all’Iran che umiliano Lula

Annalena Di Giovanni
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MEDIO ORIENTE. Proprio quando il regime di Teheran aveva deciso di far arricchire l’uranio fuori dal suo territorio nazionale, grazie all’intervento brasiliano, gli Usa hanno deciso di stringere la morsa.

Alla fine sono arrivate. Dimezzate, frettolose, foriere di pessimi scenari di conflitto, le tanto temute “schiaccianti” nuove sanzioni contro l’Iran sono state infine approvate in sede Onu nella notte di martedì, dopo una decisa scelta da parte di Washington di accelerare a ogni costo l’approvazione di un nuovo giro di vite contro Tehran.

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Areva avvelena il Niger

Alessandro De Pascale
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RAPPORTO. Greenpeace pubblica un’inchiesta sulle miniere di uranio nigeriane della multinazionale pubblica francese: «Acqua, aria e suolo contaminati e oltre i limiti». Chiedendo uno studio su larga scala.

L'associazione ambientalista Greenpeace ha pubblicato ieri un’inchiesta sulle miniere di uranio in Niger, uno dei Paesi più poveri dell’Africa. Non è possibile che «Areva guadagna miliardi sfruttando le risorse naturali mentre ogni giorno che passa i nigeriani sono esposti a radiazioni, rischio malattie e povertà», si legge nel rapporto. L’Areva è la multinazionale leader a livello mondiale nel campo dell’energia nucleare, posseduta al 90 per cento dallo Stato francese.

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Nucleare, tutta la verità

Simonetta Lombardo
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ENERGIA. La maggiore industria francese, l’Areva, registra quest’anno oltre 6 miliardi di indebitamento netto. Il prezzo dell’uranio è sempre in aumento. L’informazione è l’unico antidoto alle bugie della propaganda.

Non manca la fibrillazione nucleare, in questi giorni primaverili in cui si celebra la Giornata della Terra. Sta in effetti partendo a vele spiegate l’annunciata campagna di convincimento degli italiani che il primo ministro Berlusconi ha promesso firmando il contratto definitivo con cui regala la torta nucleare all’industria di Stato francese (non tutta, per la verità, qualcosa anche il capitalismo di scorta nostrano riuscirà a sgranocchiare).
 

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L’Iran arricchirà il suo uranio. Venti di guerra in Medio Oriente

Annalena Di Giovanni
DIPLOMAZIE. Israele ammassa truppe nel nord del Paese, ai confini con Siria e Libano. Il presidente Ahmadinejad, contestato da sei mesi di opposizione in strada e dal suo stesso schieramento, continua ad alzare la posta.

E' il giorno della verità, per l’Iran dell’atomica. O, forse, delle bufale. Perché stando a quanto il direttore del programma nucleare iraniano Ali Akhbar Salehi ha dichiarato all’Aiea, l’Agenzia Onu per l’Energia atomica, da oggi, nella centrale di Natanz, l’Iran comincerà ad arricchire l’uranio.

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L’affaire dell’uranio

a.p.
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SCONTRO. Alla Conferenza internazionale sulla sicurezza, in corso a Monaco di Baviera, va in scena il botta e risposta sul programma nucleare di Ahmadinejad. Nessun accordo e Barack Obama sta dispiegando nuove truppe nel Golfo.

La posizione dell’Iran sul suo dibattuto programma nucleare è, secondo gli Usa, deludente. Botta e risposta al vetriolo fra la diplomazia americana e persiana, quindi. Ieri, infatti, il segretario alla difesa degli Stati Uniti, Robert Gates, da Ankara, ha definito «deludente» la risposta dell’Iran alle proposte sul programma nucleare avanzate dall’Occidente.

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La responsabilità dell’Occidente e le complicità dell’informazione

Stefania Divertito
INTERVISTA. Damacio Lopez è un veterano del Vietnam e membro di una federazione di associazioni che lotta per la messa al bando delle armi non convenzionali. E dice: «Serbia e Bosnia sono economicamente in ostaggio dei Paesi più potenti».

Non è un chimico, ma ne ha le competenze. Neanche un fisico, ma può discuterne ai massimi livelli. Tecnicamente è un attivista. O, come si direbbe con un linguaggio più moderno, un lobbista. La sua lobby, però, è quella delle migliaia di vittime per le patologie correlate all’uso di uranio impoverito.

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Gli affari dei pasdaran

Annalena Di Giovanni
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DIPLOMAZIA. È una Teheran lacerata sul fronte interno quella che ha aperto ieri la seconda fase dei negoziati sul nucleare a Vienna. Il vertice si conclude mercoledì. Per ora Ahmadinejad ribadisce il diritto ad arricchire l’uranio in casa.

Un passo avanti e due indietro. La questione nucleare iraniana, ormai, sembra avere il suo ritmo fisso, adesso che il dialogo con le potenze occidentali iniziato a Ginevra il primo ottobre sembra arenarsi di nuovo a Vienna, dove le trattative iniziate ieri andranno avanti fino a mercoledì.

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