Traffici radioattivi, nuovo boom dall’Est

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Alessandro De Pascale

WIKILEAKS. Europa Orientale e Africa preoccupano gli Usa. Colpa di «governi corrotti» e polizie «impreparate», denuncia la Clinton. I sequestri aumentano ma non gli arresti dei contrabbandieri.

La lettura dei cable diffusi da Wikileaks sul traffico di materiale radioattivo è un tuffo in una trama degna di un film di James Bond. Si parla di trafficanti, faccendieri, intermediari, telefonate intercettate e trattative con gli agenti segreti di mezzo mondo per prendere in consegna il plutonio o l’uranio arricchito contrabbandato. Ma anche di fotografie analizzate dagli esperti statunitensi, richieste di informazioni scritte direttamente dal Segretario di Stato, Hillary Clinton (il corrispettivo negli Usa del nostro ministro degli Esteri).

Traffici di uranio. Gli Usa contro le politiche italiane

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Alessandro De Pascale

WIKILEAKS. Per ben sei anni gli Stati Uniti hanno chiesto all’Italia di dotare i nostri porti di scanner per misurare la radioattività, preoccupati dall’attività delle ecomafie. Lo rivelano tre cable.

L'Italia al centro del contrabbando di rifiuti radioattivi. I traffici della nostra criminalità organizzata sono ritenuti una possibile minaccia dagli Stati Uniti. Lo rivelano numerosi cable «riservati», diffusi da Wikileaks, dai quali emerge il pressing di Washington per convincere il governo italiano a dotare i nostri porti di speciali scanner che possano controllare tutti i container in transito e rilevare eventuali radiazioni.

«Voglio la verità sull’uranio»

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Marco De Vidi

IL CASO Ammalata di cancro dopo aver prestato servizio nella base di Quirra. La lettera-denuncia di una soldatessa di 28 anni

«Mi sto curando un cancro a 28 anni, adesso voglio la verità sul Poligono di Salto di Quirra e sulla mia malattia». Una soldatessa anonima ha scritto una lettera al portale Vittimeuranio.com. Ha denunciato di essersi ammalata con molta probabilità in conseguenza del suo servizio nel poligono interforze sardo. La donna soldato è ora in cura presso l’ospedale oncologico di Cagliari, dopo aver scoperto di avere il linfoma di Hodgkin.
 

Parla anche italiano la bomba sporca di Tripoli

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Vincenzo Mulè

RETROSCENA. L’allarme di un ex funzionario Onu: nel centro nucleare di Tajura, a est della capitale, giacciono ancora pericolose scorte di uranio.

Quel che rimane dell’avventura nucleare libica è il centro di ricerca di Tajura, a circa 10 miglia a est di Tripoli, in un’area da soli due giorni in mano agli insorti. È qui che, secondo un ex funzionario dell’Onu, ci sarebbero uranio e altro materiale che potrebbe essere usato per fare “una bomba sporca”, un mix di esplosivi convenzionali e materiale radioattivo.

Il Dragone cinese riduce le importazioni di uranio

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Paolo Tosatti

RISORSE. Il programma nucleare di Pechino va avanti ma le importazioni del combustibile atomico si contraggono. Un dato incongruente causato dai tentennamenti delle compagnie acquirenti.

La sua fame di energia nucleare è insaziabile al punto che neppure il disastro di Fukushima ha potuto arrestarla. Nei suoi progetti di sviluppo l’atomo ha un posto d’onore ed è visto come una delle fonti che consentirà al Paese di ottenere la quantità necessaria di energia per garantire un più ampio ed esteso benessere a tutta la popolazione. Le sue autorità puntano a costruire 100 centrali pienamente operative entro il 2020, trasformando la nazione in una delle principali potenze atomiche mondiali.

La miniera di uranio più grande del mondo

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Paolo Tosatti

INDIA. Le autorità di Nuova Delhi annunciano la scoperta del più vasto giacimento di metallo radioattivo mai rinvenuto: 150mila tonnellate, nello Stato dell’Andhra Pradesh.

Cinquantamila tonnellate di uranio sparse in un’area di 35 chilometri di raggio. La miniera di Tumalapalli, nello Stato indiano dell’Andhra Pradesh, ha finalmente rivelato il suo tesoro.

A Quirra spuntano altre dieci casse radioattive

Gianluca Martelliano*

URANIO. Mentre ancora non si hanno notizie delle analisi dei cinque contenitori ritrovati nel poligono militare sardo, emergono nuovi documenti. Sono dossier con le ricerche ambientali.

La scatola nera del mistero di Quirra è ancora nel bunker dell’Università di Cagliari. Non è dato sapere se gli scienziati abbiano già analizzato le cinque casse radioattive trovate nei magazzini del poligono militare sardo. Nessuno, almeno formalmente, ha dimostrato la correlazione tra l’alto tasso di tumori nella zona e le sperimentazioni balistiche nella base. Con l’ultimo sequestro, le scatole che presentano tracce di radioattività da 5 sono diventate 15. E ora spuntano anche i documenti.

Acque minerali e veleni

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r.d.r.

ALLARME. Dal nuovo atlante “Geochemistry of European bottled water”, pubblicato dalla EuroGeo Surveys, emergono dati inquietanti su quello che bevono gli italiani. Metalli tossici e uranio nelle bottiglie di plastica.

Com’è l’acqua che beviamo? Ricca di sostanze potenzialmente pericolose per la salute, specie quella minerale in bottiglia, che nel nostro paese è diffusissima, visto che arriva nel 98 per cento delle famiglie italiane.

La proliferazione nucleare e la bancarotta della ragione umana

Erasmo Venosi

COMMENTI. La questione dell’arricchimento dell’uranio nella centrale iraniana e la reazione dell’occidente mostrano tutta l’ipocrisia delle leadership nella gestione dei rapporti di potere tra Stati.

La questione dell’arricchimento dell’uranio nella centrale iraniana e la reazione dell’occidente mostrano tutta l’ipocrisia delle leadership nella gestione dei rapporti di potere tra Stati. Tremila satelliti militari di nazionalità russa e statunitense sono in orbita militarizzando lo spazio anche se i trattati internazionali lo vietano. Nell’era della globalizzazione il dominio dello spazio extratmosferico e del cyberspazio determinano la moltiplicazione della potenza politica e militare.
 

Le inspiegabili sanzioni all’Iran che umiliano Lula

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Annalena Di Giovanni

MEDIO ORIENTE. Proprio quando il regime di Teheran aveva deciso di far arricchire l’uranio fuori dal suo territorio nazionale, grazie all’intervento brasiliano, gli Usa hanno deciso di stringere la morsa.

Alla fine sono arrivate. Dimezzate, frettolose, foriere di pessimi scenari di conflitto, le tanto temute “schiaccianti” nuove sanzioni contro l’Iran sono state infine approvate in sede Onu nella notte di martedì, dopo una decisa scelta da parte di Washington di accelerare a ogni costo l’approvazione di un nuovo giro di vite contro Tehran.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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