Una Pianura di cemento

Flora Cappelluti (Terra Milano)

AMBIENTE. L’agenzia europea rivela: il territorio milanese è sempre più consumato dall’urbanizzazione.

Il consumo di suolo e l’avanzata inesorabile del cemento rischiano di far saltare in modo irreversibile i fragili equilibri della Terra e di compromettere la capacità di produrre alimenti per sfamare i popoli del mondo.

Il futuro del Belpaese sepolto sotto una colata di cemento

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Diego Carmignani

TERRITORIO. Nel dossier Ambiente Italia 2011 di Legambiente le conseguenze dell’urbanizzazione selvaggia. 500 chilometri quadrati di suolo consumati ogni anno. Mobilità, inquinamento e trasporti: i nodi che ci separano dagli obiettivi di Kyoto.

Benvenuti in Italia: cementificata, depredata, impoverita dalle proprie ricchezze e lontana dagli obiettivi di Kyoto. È una fotografia spietata e ad ampio spettro quella offerta da Legambiete nel rapporto Ambiente Italia 2011, il consumo di suolo in Italia, presentato ieri, elaborato dall’Istituto di Ricerche Ambiente Italia e curato di Duccio Bianchi e Edoardo Zanchini.

Rallenta la marcia del deserto sulla Cina

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Bruno Picozzi

TERRITORIO. Sfruttamento eccessivo dei terreni, urbanizzazione selvaggia e cambiamenti climatici ogni anno inghiottono migliaia di chilometri quadrati e ormai insidiano Pechino.

In Cina la chiamano poeticamente “dragone giallo”. È la sabbia proveniente dai deserti del Nord che, spinta dai forti venti, ogni primavera arriva fin sulle case del centro di Pechino. Nel marzo scorso le immagini di piazza Tienanmen completamente avvolta di una cappa giallo ocra hanno scioccato il mondo e con le dune ormai a soli 150 chilometri dalla capitale non c’è da stare allegri. Eppure, secondo i dati di un rapporto diffuso dal governo, nel 2010 la Cina ha ceduto al deserto solo 1700 chilometri quadrati di territorio.

Urbanizzazione, se i costi superano le opportunità

Paolo Tosatti

CINA. Una ricerca della China development research foundation mostra che gli enormi costi che il Paese dovrà affrontare nei prossimi anni per lo sviluppo delle città non potranno essere gestiti solo con il denaro pubblico.

Le proporzioni contano, anche nei processi di sviluppo. In ogni parte del mondo modernizzazione vuol dire industrie che si espandono, città che aumentano di dimensione, rete autostradale che si infittisce, linee ferroviarie che si allungano, infrastrutture energetiche che si ampliano, produzione che accelera e guadagni che crescono.

La difficile primavera degli uccelli migratori

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Alessio Nannini

AMBIENTE. Il Wwf lancia l’allarme: rondini, rondoni e balestrucci sono minacciati dall’urbanizzazione selvaggia. Ma nell’Isola d’Elba una delibera comunale obbliga chi costruisce o ristruttura la casa a facilitare la nidificazione.

Sarebbe sin troppo facile scherzare sul ritardo di questa primavera e la scarsa presenza di rondini nei nostri cieli, se non fosse che quello di questi e altri uccelli è un problema assai serio. Di rientro dall’Africa, e stanchissime dopo aver volato per migliaia di chilometri, le rondini giungono sulla costa tirrenica e non trovano più adeguato rifugio. Cosa è cambiato?

Quadrante di Tessera. Lo shopping village e la città

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Davide Scano (Terra a Nordest)

PROGETTI. Vicino l’aeroporto, in 200 ettari di terreni agricoli, due società immobiliari prevedono la creazione dell’ennesimo “non luogo”, con centri commerciali, fitness center, alberghi e uffici. Una variante che “corre” tra le varie Giunte coinvolte

Nei pressi dell’aeroporto Marco Polo di Venezia, in un’area di circa 200 ettari di terreni agricoli, due società immobiliari private hanno tirato quattro linee con il righello sulla cartina geografica e ne è scaturita una delle più grandi urbanizzazioni che il Veneto ricordi.
 

Quelle vie dell’antica Roma che non sono tutelate

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Maria Luna Moltedo

ARCHEOLOGIA. Le strade costruite dai Romani sono opere di alta ingegneria. Insieme alla costruzione di acquedotti e cloache rappresentano il loro contribuito alla storia degli impianti di pubblica utilità. Ma l’urbanizzazione selvaggia e l’abusivismo dei nostri giorni mettono a rischio gli antichi tracciati di comunicazione. I casi dell’Appia Antica e della Domiziana.

E’ di queste settimane la notizia che nel corso dei lavori di ampliamento della via Collatina sono affiorati i poligoni di basalto dello storico percorso che univa l’antica Collatia a Gabi. La Collatina iniziava come diramazione dalla via Tiburtina antica, poco dopo l’uscita dalle mura Aureliane presso Porta Tiburtina. La via degli Apuli, nel quartiere di San Lorenzo, corre esattamente sul percorso dell’antica via romana.

L’Italia va ancora a due velocità: in ritardo il Sud, va meglio al Nord

Alessandro De Pascale

PAGELLA. Conquistano un dieci solo due città del Settentrione. Male Calabria, Campania e Lazio.

Secondo l’indagine di Legambiente, i due comuni che hanno fatto di più sono al Nord. Nella pagella conquistano un dieci solo Canischio (To) e Palazzolo sull’Oglio (Bs). Sul loro territorio «in seguito a interventi di delocalizzazione non esistono insediamenti antropici in aree a rischio idrogeologico - si legge nel rapporto - e viene realizzata un’ordinaria attività di manutenzione delle sponde e delle opere di difesa idraulica».

Italia, cuore di cemento

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Simone di Meo

EDILIZIA Nelle regioni centrali del nostro Paese l’urbanizzazione selvaggia è sempre più presente. Complici i grandi spazi e i pochi rischi. Il Lazio è il più colpito: 1.700 manufatti illegali nel comune di Anzio e costruzioni abusive su tutto il litorale.

Il Centro Italia è un luogo relativamente tranquillo per chi vuole cimentarsi nell’arte - se di arte si può parlare - del piccolo urbanista pazzo. Grandi spazi a disposizione e rischi, relativamente, bassi. E poi, se va tutto male, si può sempre ricorrere al Tar e al Consiglio di Stato e, nei tempi morti, attendere l’arrivo di qualche altra sanatoria.

Crescita edilizia. Comuni, democrazia. Perché vince il cemento

Marco Betti (assessore alla Difesa del suolo Regione Toscana)

TERRITORIO L’equazione perversa: più oneri di urbanizzazione uguale più consenso elettorale

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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