Ustica, l’unica certezza è che non fu una bomba

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Vincenzo Mulè

SEGRETI. Rese note ieri le motivazioni della sentenza che ha condannato lo Stato italiano a risarcire i parenti delle vittime della strage.

La sera del 27 giugno 1980 sui cieli italiani era presente «una situazione aerea complessa che può avere consentito l’inserimento di un velivolo nella scia del Dc9 al fine di evitare di essere rilevato dai radar, ed una serie di anomalie sia nelle rilevazioni radar che nel comportamento dei velivoli presenti nelle immediate vicinanze del Dc9». Sono state rese note ieri le motivazioni della sentenza che lo scorso 10 settembre ha condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti al risarcimento dei familiari delle vittime di Ustica.

Sul Dc9 siete voi a raccontare bugie

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Carlo Giovanardi

USTICA. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ci scrive e ribadisce la sua linea. Ma dimentica troppe cose per dissipare i dubbi.

Gent.le direttore, mi riferisco agli articoli apparsi, in data 15 e 16 settembre 2011, sul giornale da Lei diretto, a firma del Vicedirettore, Dott. Vincenzo Mulé. Per quanto attiene all’articolo del 15 settembre, avverto il dovere di segnalare ai lettori che lo stesso contiene gravi inesattezze proprio sulle presunte “verità” che, secondo l’estensore dell’articolo, avrei strumentalmente omesso relativamente al caso Ustica.

La Nato, i radar e le intrusioni. Nei fatti le prove dei depistaggi

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Vincenzo Mulè

USTICA. A determinare la caduta del Dc9 dell’Itavia non fu una esplosione interna. E' una delle due certezze espresse dalla sentenza di Palermo. L’altra è che lo Stato sviò le indagini.

È fissata per martedì prossimo, 21 settembre, la pubblicazione delle motivazioni della sentenza con il quale il tribunale di Palermo la scorsa settimana ha condannato lo Stato, nel dettaglio i ministeri della Difesa e dei Trasporti, a risarcire i parenti delle vittime della strage di Ustica. Un testo che era già nelle mani del sottosegretario Giovanardi lo scorso 13 settembre. Una settimana prima dei diretti interessati. Perchè? Una sentenza che esprime due certezze: la prima è che ad abbattere il Dc9 dell’Itavia non fu una bomba.

Ustica, sparita l’autopsia del pilota del Mig

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Vincenzo Mulè

USTICA. Sparita dai documenti sul ritrovamento del mig libico in Calabria l'autopsia del pilota che stimava la data della morte.

«Cercate negli archivi dei servizi libici, loro sì che avrebbero qualcosa da dire sulla tragedia di Ustica». È stato questo il consiglio lanciato da Carlo Giovanardi nell’intento di sviare l’attenzione dalla sentenza che condannava lo Stato italiano a risarcire i parenti delle 81 vittime per non avere garantito la sicurezza del volo, ma anche per l’occultamento della verità con depistaggi e distruzione di atti.

Dopo Ustica, le navi: gli omissis di Giovanardi

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Vincenzo Mulè

RITRATTO. Quando era ministro, l’attuale sottosegretario rispose a una interrogazione sui traffici di rifiuti. Ma dimenticò di informare le Camere che su Comerio pendeva un ordine di carcerazione.

Sembra uno strano gioco del destino quello che coinvolge il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi. Quando il governo deve rispondere a interrogazioni parlamentari sui cosiddetti misteri della nostra storia, compare lui. Da giorni, ormai, è impegnato a ribadire come la causa della tragedia di Ustica vada ricercata in una bomba collocata nella toilette dell’aereo. Una esposizione mediatica che trova una spiegazione nel contestare la sentenza che lo scorso sabato ha condannato lo Stato italiano a risarcire i parenti delle 81 vittime.

Ustica, tutte le prove dimenticate dallo Stato

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Vincenzo Mulè

INCHIESTA. «I generali dell’Aeronautica furono assolti» afferma Giovanardi. Quello che non dice è che intervenì la prescrizione. Lo ricorda l’atto alla base della sentenza di Palermo.

Esiste una giustizia buona ed è quella che sentenzia quello che piace ai diretti interessati. Però, esiste anche una giustizia cattiva, ossia quella che va contro le nostre convinzioni. Nella ricerca della verità sulla strage di Ustica, sembrerebbe essere questa la regola vigente.

Giovanardi contro Wiki: «Gli Usa non c’entrano»

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Vincenzo Mulè

LA REPLICA. Il sottosegretario ribadisce: a Ustica nessun missile sul Dc9 e, soprattutto, non sono veri i contenuti del cable rivelato, nel quale si afferma un coinvolgimento degli Stati Uniti.

«Avete preso un abbaglio». Dall’altra parte del telefono c’è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi. Il tema è quello di Ustica e la notizia, pubblicata da Agoravox e ripresa da Terra, circa il coinvolgimento degli Stati Uniti nel disastro aereo del 27 giugno 1980.

Gli Stati Uniti «coinvolti» nella strage aerea di Ustica

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Vincenzo Mulè

WIKILEAKS. Tra i file desecretati lo scorso 30 agosto, due riguardano il nostro Paese e il disastro dell’Itavia. Rivelano il ruolo degli Usa e quello dell’allora ministro Giovanardi.

Envolved, cover up, cable. Il dizionario relativo alla strage di Ustica si arricchisce di nuovi termini. Un’operazione resa possibile dalla pubblicazione dei 251.286 cables rilasciati lo scorso 30 agosto da Wikileaks. Due, in particolare, riguardano la strage che nel giugno del 1980 causò la morte di 81 persone nei cieli siciliani. Il primo cablogramma è classificato come confidenziale e reca la data del 25 giugno 2003. Segreto, invece, il secondo, quello del 14 luglio.

Ustica e i favori all’Iraq

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Vincenzo Mulè

MISTERI. Un unico filo legherebbe il traffico nucleare che l’Italia gestiva durante gli anni Ottanta, le vicende delle navi dei veleni e la strage dell’Itavia. Con il centro Enea di Rotondella al centro di tutte le trame.

Questa è la storia di due misteri che si intrecciano e si incontrano nei cieli della Sicilia. Si tratta di soli indizi, ma l’indicazione che ne emerge ha dell’incredibile: un unico filo legherebbe il traffico nucleare che l’Italia gestiva a cavallo degli anni Ottanta, le vicende delle navi dei veleni e la strage di Ustica.
 

Ustica, nessuna luce

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Simone Arminio

ANNIVERSARI A trent’anni di distanza dalla strage, continua il silenzio su uno dei più grandi misteri della storia italiana. Il presidente Napolitano: «Le indagini non hanno consentito di individuare i responsabili»

È lui l’unico superstite della Strage di Ustica, e se potesse parlare, le sue parole sarebbero macigni scagliati contro ex governi e servizi segreti di mezzo mondo. È il relitto di Ustica, e vive dimenticato nel suo museo, al numero 5 di via del Saliceto a Bologna. Qualche giorno fa, prima dell’avvio dei preparativi per le commemorazioni del trentennale, due ragazzini ci lanciavano contro il loro pallone, ammettendo di non sapere cosa ci fosse dall’altro lato.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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