veleni

Veleni invisibili

Adele Parrillo
IN FONDO. L'uranio impoverito mette a rischio la salute dei comuni cittadini, non solo dei soldati. Siamo tutti veterani della Guerra del Golfo

C’era un tempo l’Eden. Era la terra di Sumer. Oggi l’Iraq è uno dei Paesi più contaminati al mondo dall’uranio impoverito. Recentemente l’Irin, l’agenzia stampa umanitaria dell’Onu, ha rilanciato l’allarme sui rischi per la salute che corre quella popolazione. E non solo. Per l’esperta Lauren Moret: «Fra i soldati di ritorno dall’Iraq nel 2003 si sono riscontrati altissimi tassi di cancro.

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Uranio, parola d’ordine: censura

Adele Parrillo
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URANIO IMPOVERITO – IL VELENO INVISIBILE. Per “Project censored”, che stila la classifica delle notizie più distorte e trascurate negli Usa, il “deplated uranium” occupa il secondo posto.

Project censored, (sottotitolo, “The top 25 Censored Stories”) fondato nel 1976, è un progetto no profit all’interno della Fondazione della Sonoma State university. Il suo obiettivo principale è quello di sostenere e tutelare i diritti e la libertà di informazione negli Stati Uniti sanciti dal Primo emendamento.

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La Pianura Padana dei veleni

Alessandro De Pascale
INQUINAMENTO. A Chiari, in provincia di Brescia, da anni i cittadini lottano contro un’acciaieria situata nel centro della città. Sono le trafilerie Gnutti, per Chiariambiente «troppo grandi e dannose per stare così vicine alle scuole».
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Signum, l’indagine che non c’è

Adele Parrillo
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URANIO IMPOVERITO - IL VELENO INVISIBILE. L’inchiesta prevedeva l’impiego di mille soldati-cavia, dotati di un equipaggiamento all’avanguardia e iperprotettivo.

Il 29 giugno 2004, in un’audizione presso la Commissione Difesa della Camera, il generale medico Michele Donvito, annuncia una ricerca sensazionale. Mille soldati-cavia per verificare gli effetti dell’uranio impoverito. È il progetto Signum, acronimo di “Studio di impatto genotossico nelle unità militari”. Quello che dovrebbe valutare il grado di tossicità da esposizione all’uranio impoverito.

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Tutti i veleni di Crotone

Elida Sergi
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DOSSIER. «La situazione ambientale più difficile della regione» l’ha definita l’assessore all’Ambiente Greco. è il caso della città dove alcuni edifici sarebbero stati costruiti utilizzando scarti tossici industriali. Chiesto l’intervento del ministero dell’Ambiente.

Un’emergenza nell’emergenza. «La situazione ambientale in assoluto più difficile e complicata dell’intera Calabria», come ha avuto modo di definirla l’assessore regionale all’Ambiente Silvio Greco. è la questione dei rifiuti tossici a Crotone, una sorta di vaso di Pandora che l’indagine “Black Mountains” di recente conclusa dalla procura della città pitagorica ha di colpo scoperchiato rivelando una realtà che sembra a tratti peggiore di un incubo.

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Scorre veleno nel Sud

Vincenzo Mulè
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INCHIESTA A San Pietro, Amantea, Malito, Cleto, Serra d’Aiello, Foresta e in molti altri paesi calabresi la morte arriva dai fiumi, dalle falde e dai terreni contaminati con materiale tossico e radioattivo. Nuove indagini della magistratura.

«Con l’attuale disponibilità di informazioni in possesso dello scrivente si può senz’altro confermare l’esistenza di un eccesso statisticamente significativo di mortalità nell’area del distretto sanitario di Amantea rispetto al restante territorio regionale, dal 1992 al 2001, in particolare nei comuni di Serra d’Aiello, Amantea, Cleto e Malito».

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Veleni e silenzi di Stato. Così le navi continuano a uccidere

Vincenzo Mulè
RIFIUTI A venti giorni dalla scoperta del primo relitto nei fondali di Cetraro, il ministero dell’Ambiente brilla per il silenzio. Wwf e una mozione bipartisan chiedono al governo un cambio di marcia: «è un’emergenza nazionale».

Un errore di circa 350 metri. Grazie al quale è stato possibile riaprire il caso della nave dei veleni. Sono infatti 0,2 le miglia marine che separano il punto del fondale dove è stata rinvenuta quella che sembra essere la Cunsky dalle acque internazionali.

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Sulla discarica di Chiaiano il giallo del camion radioattivo

Cecilia Anesi e Giulio Rubino
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IL CASO Nei pressi dell’invaso sono parcheggiati due autocompattatori. Il primo, fermato dai soldati, contiene iodio 131 ed è stato isolato perché pericoloso. La presenza del secondo è un mistero. Dalle istituzioni silenzio e supposizioni.

Guardando la cava dall’alto, da quelle terre di confine ormai abbandonate, dove i cachi maturi, offesi per non venire più raccolti, creano un viscido tappeto arancione, si notano due autocompattatori parcheggiati in una zona adiacente alla discarica. Fino a pochi giorni fa ce n’era solo uno.

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Navi dei veleni e scorie. Tutti i rischi dell’atomo

Massimo Serafini
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L’ANALISI Dietro il ritrovamento del mercantile a Cetraro, la questione irrisolta dei rifiuti radioattivi. Proprio ora che Berlusconi ha decretato il ritorno al nucleare.

Com’è possibile che la fede nuclearista del governo Berlusconi, in particolare quella del suo ministro dell’Industria Scajola, non sia stata scalfita dalla vicenda delle navi cariche di veleni e scorie radioattive, affondate dalla malavita nei mari calabresi? Nessuno pretende, ministro, né tanto meno ce l’aspettiamo dall’inesistente ministro dell’Ambiente, un ripensamento della decisione presa di riportare il Paese nell’incubo nucleare ma almeno una presa di posizione chiara sì.

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Anche l’Aspromonte e la Basilicata nel dossier dei veleni

Vincenzo Mulè
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RIFIUTI TOSSICI La scoperta del relitto nei fondali al largo di Cetraro costringe tutti a tornare a riconsiderare le dichiarazioni di Francesco Forti, il pentito della ’ndrangheta grazie al quale è stato possibile risalire alla nave.

 

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