La linea d’ombra dell’ammalato Chávez

Fidel e Raul Castro a colloquio con il presidente Chavez nella sua camera d'ospedale a L'Avana.jpg
Aldo Garzia (Inserto domenicale)

MONDO. Il presidente venezuelano, eletto per la prima volta nel 1998, è stato sottoposto a due interventi chirurgici a Cuba. È stato lui stesso a rivelare: «Sono malato di cancro». Ora l’incertezza politica pesa su Caracas e sui processi latinoamericani di integrazione.

L'America Latina ha gli occhi puntati su Caracas. Tre settimane trascorse dal presidente venezuelano Hugo Chávez a Cuba. Motivazione ufficiale: sottoporsi a una operazione clinica per un ascesso inguinale che lo tormentava da tempo. Le analisi propedeutiche all’intervento presso il prestigioso ospedale avanero Cimex scoprono però che Chávez è affetto da un cancro alla prostata. Si procede all’asportazione dell’ascesso e all’avvio della terapia anticancro.

Dai Forum di Porto Alegre ai tanti presidenti progressisti

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Pietro Orsatti, Aldo Garzia, Francesca Caprini

MONDO. L’America Latina, con poche eccezioni, è governata da qualche anno da leader di una sinistra rinnovata. Il primo slancio è venuto dal Brasile di Lula, ma ora il fenomeno riguarda Bolivia, Venezuela, Argentina, Paraguay, Ecuador, Nicaragua, Uruguay. La crisi economica mondiale ha favorito la svolta verso l’indipendenza politica e l’autogestione di materie prime, petrolio, gas, terra coltivabile, acqua, rame e uranio. Oggi i Paesi latinoamericani, se uniti, possono fare concorrenza a Europa, Stati Uniti, Cina e India. Ecco perché la destra si riorganizza.

Pietro Orsatti

In sette bloccano il patto

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Simonetta Lombardo da Copenaghen

COPENAGHEN. Venezuela, Bolivia, Cuba, Nicaragua, Costa Rica, Sudan e Tuvalu impediscono all’accordo di ricevere l’egida del’Onu. Nel day after della conclusione del vertice sul clima dominano ancora delusione e timori per il futuro.

Sette paesi, in buona parte piccoli, e tutti poveri (Venezuela, Bolivia, Cuba, Nicaragua, Costa Rica, Sudan e Tuvalu) hanno impedito ieri che il patto contrattato dai leader del mondo “a porte chiuse” diventasse di fatto il trattato di Copenaghen. Quello deciso nella notte di venerdì rimane un accordo politico deciso “in un evento collaterale di altissimo livello”, come ha sintetizzato durante l’assemblea plenaria il delegato russo.

Un continente ancora in lotta per conquistare l’indipendenza

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Bruno Picozzi

AMERICA LATINA
Dalla Bolivia al Venezuela, dall’ Ecuador al Paraguay, la posizione è chiara: rigettare l’ingerenza di Washington. Mentre la Colombia di Álvaro Uribe decide di aprire il suo territorio alle basi militari statunitensi.

 

Chavez in crisi arriva Pechino

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Pietro Orsatti

POLITICA - FOCUS
— Possibili profondi futuri cambiamenti sul piano energetico. —

Ci sono due dati in relazione al primo trimestre di quest’anno che fanno intravedere dei cambiamenti profondi per quanto riguarda gli equilibri globali strategici sul piano energetico: il primo è che, con il calo del prezzo del petrolio a 50 dollari al barile, per la prima volta in 15 anni i Paesi produttori si trovano ad affrontare gli effetti di un fenomeno deflattivo che sta incidendo pesantemente sulla loro bilancia dei pagamenti; il secondo è che per la prima volta la Cina ha superato gli Stati Uniti nel numero di automobili vendute.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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