Furti, superstizione e arsenico. I rinoceronti ancora nel mirino

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Bruno Picozzi

IL CASO. In Cina, Vietnam e Sudafrica i bracconieri continuano a spadroneggiare. Mentre i fondi per la conservazione della specie diminuiscono a causa della crisi. Sempre più vicino il rischio estinzione.

«Un corno di rinoceronte vale più dell’oro», titolava ieri in prima pagina il Jornal de Notícias. «Più di molte opere d’arte o del traffico di droga», ribadiva sul Público Carlos Dias, coordinatore della polizia giudiziaria di Coimbra. Ragione di tali giudizi, un’indagine internazionale durata vari mesi e culminata ieri nell’arresto all’aeroporto di Lisbona di due australiani, padre e figlio, presi con sei corni nel bagaglio per un valore stimato di mezzo milione di euro.

Accuse alla Banca Mondiale. Un fallimento la lotta alla CO2

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Emanuele Bompan

INQUINAMENTO. Si è chiuso in Vietnam l’ottavo meeting del Fcpf, partenariato internazionale per la riduzione delle emissioni attraverso la conservazione e la gestione sostenibile delle foreste.

Si è chiuso in Vietnam, l’ottavo meeting del Forest Carbon Partnership Facility, partenariato internazionale lanciato dalla Banca Mondiale per la riduzione delle emissioni attraverso la conservazione delle foreste, la loro gestione sostenibile e implementazione come contenitori di Co2 e il controllo sulla deforestazione.

Vietnam, condannata attivista. Non si allenta la repressione

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Roberto Tofani

DIRITTI. Quattro anni di carcere per «insistente propaganda contro lo Stato». Questo il verdetto di ieri dalla Corte
di Haiphong contro Pham Thanh Nghien. La scorsa settimana in prigione sono finiti quattro dissidenti, blogger e avvocati.

«Insistente propaganda contro lo Stato». Con questa accusa le autorità vietnamite hanno condannato ieri a quattro anni di carcere l’attivista democratica Pham Thanh Nghien. La donna era stata arrestata nel settembre del 2008 durante una protesta contro le politiche del governo nei confronti della Cina.

La responsabilità dell’Occidente e le complicità dell’informazione

Stefania Divertito

INTERVISTA. Damacio Lopez è un veterano del Vietnam e membro di una federazione di associazioni che lotta per la messa al bando delle armi non convenzionali. E dice: «Serbia e Bosnia sono economicamente in ostaggio dei Paesi più potenti».

Non è un chimico, ma ne ha le competenze. Neanche un fisico, ma può discuterne ai massimi livelli. Tecnicamente è un attivista. O, come si direbbe con un linguaggio più moderno, un lobbista. La sua lobby, però, è quella delle migliaia di vittime per le patologie correlate all’uso di uranio impoverito.

Ketsana continua a imperversare. Aumenta la paura in tutta l’Asia

Gloria Ravidà

CALAMITÀ La tempesta tropicale che ha messo in ginocchio le Filippine si è trasformata in tifone, colpendo il Vietnam. Nei giorni della conferenza di Bangkok, a quasi due mesi da Copenaghen, è sempre più impellente un accordo sul clima.

Ketsana, la tempesta tropicale che ha messo in ginocchio le Filippine, causando almeno 246 morti e quasi due milioni di sinistrati, è diventata un tifone, raggiungendo il Vietnam, dove il bilancio provvisorio è di 23 decessi. Il ciclone ha già messo in fuga molti abitanti di Hué, l’ex capitale imperiale, e sta avanzando verso Danang, la quarta città del Paese, e la vicina provincia di Quang Nam: le autorità locali hanno evacuato 170mila persone.

Le mani di Pechino sull’Oceano Pacifico

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Alessio Postiglione

GEOPOLITICA
La Cina mira a espandere il suo potere sulle acque costiere, riscrivendo il Diritto del mare. Molte le isole e gli atolli contesi a Giappone, Taiwan e Vietnam.

Quella dell’inizio del mese fra alcune navi militari cinesi e l’incrociatore americano Impeccable, al largo dell’isola di Hainan, nel Mar Cinese, è solo l’ultima di una serie di “battaglie” che Pechino ha ingaggiato con la comunità internazionale sul Diritto del mare e sulla titolarità di alcune isole del Pacifico.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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