Indagine sull’influenza

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Simonetta Lombardo

PANDEMIA. L’Organizzazione mondiale della Sanità insedia una Commissione per verificare se la crisi sia stata “gonfiata”. Il sospetto è che la stessa Oms abbia sovrastimato i rischi del virus per interessi commerciali.

Un allarme troppo alto che ha falsato la risposta? Un giusto livello di allarme che ha permesso di fermare il virus? O addirittura un regalo a Big Pharma, e particolarmente a Sanofi Aventis e Glaxo? A un anno quasi esatto dalla drammatica esplosione della pandemia influenzale partita dal Messico a inizio aprile 2009, l’Organizzazione mondiale della sanità ha insediato una commissione di esperti indipendenti per giudicare la maniera in cui la stessa agenzia delle Nazioni Unite ha gestito l’allarme influenza suina.
 

«Se il virus corre è colpa dell’inquinamento»

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Valerio Ceva Grimaldi

INFLUENZA A. Il tossicologo Antonio Marfella svela il legame tra l’indebolimento delle difese immunitarie provocato dalla presenza di diossine e smog con la maggiore velocità della diffusione del contagio in Campania. «Altro che promiscuità».

Antonio Marfella* è impegnato da tempo nei comitati civici contro i rifiuti e i veleni. Che, da anni, provenienti da ogni dove, infestano la Campania, ex “Felix”.
Il governo ha detto che la particolare incidenza del virus dell’influenza A nella regione è colpa di una non meglio definita “promiscuità”, nonché del dato demografico. Lei, invece, ha un’altra spiegazione. Quale?

«Nessuna emergenza, è come quella stagionale. Il panico è da evitare»

c.p.

L’ESPERTO Parla Francesco Le Foche, responsabile di Immuno-infettivologia al Policlinico Umberto I.

Non c’è nessuna emergenza, tale da dover rinviare l’apertura delle scuole: il virus H1N1 merita di essere studiato in quanto è mutato tre volte. L’interesse è solo tecnico: virologia, biologia, epidemiologia. Non clinico». A parlare è l’immunologo Francesco Le Foche, responsabile del day-hospital di Immunoinfettivologia al Policlinico Umberto I di Roma.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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