Martelli contro il Ros

Vincenzo Mulè

GIUSTIZIA. L’ex Guardasigilli: «Seppi che il Ros stava procurando il passaporto a Vito Ciancimino, una delle menti mafiose più raffinate. Per me dargli credibilità per catturare latitanti era un delirio».

Deciso. Ma tranquillo. Con il piglio di chi ne ha viste troppe per temere qualcosa, Claudio Martelli ieri mattina ha deposto in qualità di teste nel processo a carico del generale Mario Mori e del colonnello Mauro Obinu, imputati di favoreggiamento aggravato a Cosa nostra per la mancata cattura del boss mafioso Bernardo Provenzano nel 1995.

«Mio padre non liberò Moro»

Dina Galano

GIUSTIZIA. Nel processo a carico del senatore del Pdl Marcello Dell’Utri, a sorpresa il pm Gatto chiede di ascoltare un nuovo teste. La parola tornerà a Massimo Ciancimino, che svela retroscena sul sequestro del presidente democristiano.

Il processo dove il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri è imputato per concorso esterno in associazione mafiosa (dopo la condanna a nove anni in primo grado) si fermerà per due settimane, tempo necessario alla difesa per prendere visione dei faldoni con cui il pm Nino Gatto ha motivato la richiesta di riapertura del processo.

E' il Ciancimino show

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Nello Trocchia

MAFIA. Al processo contro l’ex generale dei carabinieri Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra, il figlio del defunto sindaco mafioso di Palermo continua ad accusare Berlusconi

Il processo è quello in corso a Palermo contro l’ex generale dei Ros e ex capo dei servizi segreti Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra per il mancato arresto di Bernardo Provenzano nel 1995. Ma il protagonista è ancora una volta Massimo Ciancimino, figlio di Don Vito, sindaco mafioso di Palermo morto nel 2002. Ciancimino jr continua la sua deposizione e non mancano dichiarazioni da prima pagina.

La mafia e Milano 2

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Vincenzo Mulè

RIVELAZIONI. Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo, racconta - nel corso della sua deposizione al processo a carico del generale Mori - come suo padre negli anni 70 decise di investire denaro nel complesso residenziale.

E' uno Stato malato, condizionato dalla criminalità organizzata, sostanzialmente debole quello che ha raccontato ieri Massimo Ciancimino nel corso delll’udienza del processo a carico del generale Mario Mori e del colonnello Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento aggravato a Cosa nostra per la mancata cattura del boss Bernardo Provenzano. Uno Stato che scendeva a compromessi, che chiedeva aiuto alla mafia e, soprattutto, non era in grado di proteggere i suoi uomini. Che diventavano eroi da morti.
 

Vito Ciancimino, diviso fra Servizi e Provenzano

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Pietro Orsatti

MAFIA. Il figlio dell’ex sindaco di Palermo parla ormai da un anno e mezzo dei rapporti intessuti dal padre. Emerge un’area grigia con l’uomo politico al centro a fare da collegamento fra apparati e Cosa nostra. Anche sul caso Moro

Un fiume di parole che, a quanto risulta, si affianca a una mole altrettanto impressionante di documenti consegnati ai magistrati: questo il “contributo” di Massimo Ciancimino. Depositati i primi 23 verbali degli interrogatori effettuati dai pm di Palermo in relazione all’inchiesta fra la presunta trattativa fra Stato e Cosa nostra.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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