Cav e dimissioni, è giallo. Maggioranza sul filo

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Monica Cataldo

POLITICA. Dal sito del Foglio Giuliano Ferrara ha preannunciato il passo indietro del presidente del Consiglio. Poi la smentita dello stesso Berlusconi. E ora c’è attesa per il voto sul rendiconto in Aula.

«Voglio vedere in faccia i traditori. Porrò la fiducia sulla lettera all’Ue». Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, smentisce così le dichiarazioni di chi, da ieri mattina, dà per certe le sue dimissioni. Una lenta agonia quella del governo Berlusconi quater che, a detta dello stesso ministro Roberto Maroni «non ha più la maggioranza». Continua, infatti, la fuga dal Pdl con la fedelissima Gabriella Carlucci approdata da ieri nell’Udc di Pierferdinando Casini.

Il Pd non punisce i Radicali, delusi i cattolici

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Eloisa Covelli

IL CASO. Il gruppo democrat rinvia a Bersani la questione del mancato voto sul ministro Romano.

Alla fine i Radicali l’hanno spuntata. Il problema della mancata partecipazione al voto sulla sfiducia al ministro Saverio Romano sarà affrontata nel corso di un incontro politico. Il direttivo del gruppo Pd non ha avuto il coraggio di espellere i sei deputati dissidenti e neanche di prendere delle misure più soft, ma ha rimpallato la decisione al segretario Pier Luigi Bersani che farà un faccia a faccia nei prossimi giorni con i vertici del partito.

Voto su Milanese, prova del nove per la maggioranza

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Augusto Romano

L'ANALISI. Anche nel Pdl si stanno preparando per il dopo Berlusconi. E c’è chi vorrebbe un governo di transizione, pur di non perdere il posto.

«Se arrestano anche Milanese Berlusconi va a casa». La secca analisi di un deputato dell’opposizione seduto su un divanetto del transatlantico. Pd e Idv lo sperano, il Pdl lo teme. In mezzo la Lega, divisa tra fedeltà a Berlusconi (Reguzzoni e i suoi) e chi (Maroni) spinge per il cambiamento. Il voto su Marco Milanese potrebbe essere lo spartiacque della legislatura. C’è un clima di sospensione e di nervosa attesa.

Zambia al voto. L’opposizione vuole togliere il rame ai cinesi

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Francesca Gnetti

AFRICA. Il presidente uscente, Banda, vanta una crescita del 7% del Pil, ma il 60% degli abitanti vive con due dollari al giorno. Lo sfidante Sata propone una super tassa sulle miniere.

Una più equa distribuzione della ricchezza che arriva dai giacimenti di rame è la sfida che si gioca in Zambia dove si è tornati a votare per eleggere il nuovo presidente, rinnovare i 150 seggi del Parlamento e oltre mille consiglieri locali. La massima carica dello Stato è faccenda ancora una volta di due politici di lungo corso, rivali da sempre: il presidente uscente Rupiah Banda e Michael Sata, ambedue 74enni. Gli altri otto candidati non sono in grado di impensierire il Movimento per la democrazia multipartitica (Mmd), al potere da vent’anni.

La Camera vota per l’arresto di Papa

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Giorgio Frasca Polara

POLITICA. Nonostante lo scrutinio segreto l’Aula di Montecitorio ha deciso con 319 sì e 293 no di autorizzare la misura cautelare per il deputato del Pdl coinvolto nell’inchiesta di Napoli sulla P4.

In galera. La Camera ha deciso iersera, a voto segreto (319 sì, 293 no), che al deputato berlusconiano Alfonso Papa sia tolta l’immunità parlamentare e che vada in carcere in attesa del processo per concussione, corruzione ed altri gravi reati comuni legati alla lurida vicenda della P4.

Orgogliosi di essere italiani

Alessandro Polinori (Terra Lazio)

IDEEE. Per anni mi ero vergognato di un Paese in fondo alle classifiche per rispetto dell’ambiente.

Ieri, ricevuto l’sms dei Verdi che annunciava il raggiungimento del quorum, mentre mi dirigevo al Pantheon per festeggiare, mi sono sentito, dopo tanto, direi troppo tempo, nuovamente orgoglioso di essere italiano.

Il contributo di Latina e il futuro

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Giorgio Libralato (Associazione Pontinia Ecologia e Territorio-Terra Lazio)

ANALISI. Dalla gestione di “Acqualatina” a Borgo Sabotino e Garigliano: ecco perchè il risultato è stato straordinario in questo territorio.

Anche la provincia di Latina ha partecipato alla vittoria dei diritti civili e sociali dei referendum, superando con il 54,87% il quorum. Particolarmente sentiti i quesiti sull’acqua, considerato che l’attuale gestione pubblico – privata di “Acqualatina” è stata la seconda del genere in Italia, dopo Arezzo.

Un segnale alla politica

Emanuele Rigitano (Terra Lazio)

I NUMERI. Nel Lazio la partecipazione è stata del 58,9 per cento, un dato superiore alla media nazionale.

I cittadini del Lazio hanno voluto dare un forte segnale alla politica, partecipando al referendum con un’affluenza sopra la media. A livello nazionale abbiamo avuto il 57 per cento, trasformatosi nel 54,8 inglobando i dati degli italiani all’estero. Nel Lazio invece la partecipazione è stata del 58,9 per cento. Il quesito che ha ottenuto più ‘no’ è quello sul nucleare (4,9 per cento), mentre con più ‘sì’ (96,4) è il secondo quesito sulla remunerazione del capitale investito (acqua).

Ora possiamo costruire l’alternativa

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Nando Bonessio (presidente dei Verdi del Lazio)

REFERENDUM. L’esperienza di domenica e lunedì resterà nelle nostre menti come una meravigliosa avventura democratica.

L'esperienza referendaria rimarrà nelle nostre menti come una meravigliosa “avventura democratica” che ha restituito la sovranità ai cittadini su questioni fondamentali. In primo luogo, come Presidente regionale dei Verdi voglio ringraziare i Comitati referendari per l’enorme insegnamento pratico di una “nuova politica” e per la “partecipazione diffusa”alla campagna referendaria.

Affluenza, la città senza quorum

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Francesco Iacotucci (Terra Napoli)

IL VOTO. 52,29% in regione. Nel capoluogo, invece, la partecipazione si ferma ad un deludente 49,27. Bene Portici e Castellammare.

Il nucleare spinto dall’acqua pubblica ha sfondato l’alto muro del quorum. Dopo 16 anni il referendum supera il quorum su temi legati all’ambiente e all’uso dei beni pubblici.
Sul quesito del nucleare c’è stata certo la scia del terrore per i fatti accaduti a Fukushima, ma sull’acqua pubblica c’è stato una sorta di movimento trasversale in cui si sono ritrovati insieme movimenti, clero, associazioni e partiti.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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