Così il governo ha distrutto il welfare

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Dina Galano

DOSSIER. Presentato da I diritti alzano la voce e Sbilanciamoci! il “Libro nero” sulle politiche sociali. Dopo i tagli, le proposte per uscire dalla crisi.

Il governo in carica ha del welfare «un’idea compassionevole e residuale» che ha trovato forma in misure una tantum come la social card, i bonus bebè o il credito per i nuovi nati. Per il resto, le politiche sociali sono state «annichilite».

Lavorare gratis, il futuro è già qui

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Marco Piccinelli (Terra Lazio)

IL CASO. Ecco le contraddizioni provocate dai tagli di Stato e dalla drammatica crisi in cui versano il welfare romano e regionale.

Roma Capitale risparmierà 450 milioni di euro “grazie” alle varie manovre dell’estate più calda della legislatura Berlusconi. Tagli agli enti locali, tagli alle scuole, tagli ai lavoratori pubblici, tagli alle pensioni, tagli su tutto il tagliabile comprese, ovviamente, le cooperative che lavorano nel sociale. Ci sono tantissime cooperative nei vari municipi di Roma, tantissime che svolgono lavori di assistenza ai disabili, agli anziani anche solo per far loro la spesa o semplicemente compagnia.

Perché dobbiamo ragionare sui beni comuni europei

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Luca Bonaccorsi

EUROPEAN COMMON GOODS. In questo momento di crescente integrazione finanziaria sono una ricetta che parla di un luogo geografico, storico e culturale: il continente dei diritti. Il rischio è che l’Europa, il Welfare state, la mediazione tra Stato e mercato, individuale e collettivo, vengano archiviati dalla Storia.

Approfitto volentieri dell’invito a “ricostruire” dai Beni comuni (e dello spirito che l’anima), lanciato domenica da Claudia Bettiol su queste pagine. Lo faccio per una serie di motivi. Il primo è che il discorso sui beni comuni europei parte da un assunto che spesso va perduto nel dibattito pubblico: quello per cui l’Europa, e nello specifico lo stato sociale europeo, si pone nella storia dei sistemi economici moderni come la sintesi più avanzata tra Stato e mercato, tra pubblico e privato, individuale e collettivo.

Welfare e lavoro, nuove priorità

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Nando Bonessio (Terra Lazio)

IN FONDO. Bisogna affrontare la scommessa della modernità e uscire da una nicchia ecologica nella quale i Verdi si sono rinchiusi.

E' un processo difficile quello del nuovo soggetto ecologista in Italia perché la sfida è grande. Si tratta da un lato di far “tornare” gli ecologisti agli anni ottanta, quando la “novità” dell’ecologia portava migliaia di persone in piazza persino per sostenere azioni su tematiche “ostiche all’opinione pubblica” come quella del Buco dell’Ozono.

Elezioni in Danimarca, centrosinistra favorito

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Aldo Garzia (Inserto domenicale)

MONDO. Giovedì prossimo va al voto il Paese scandinavo governato da due legislature dai moderati. A guidare la coalizione alternativa, in testa nei sondaggi, è la leader socialdemocratica Helle Thorning-Schmidt, stella nascente della politica danese che vuole rilanciare il welfare.

Lo scorso 26 agosto il premier moderato Lars Løkke Rasmussen ha annunciato elezioni politiche anticipate per il prossimo 15 settembre (la legislatura scadeva nel 2011).

La manovra cancella i diritti e il referendum

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Nello Trocchia

WELFARE. Libertà di licenziare, il grande fratello in fabbrica, saccheggio del patrimonio pubblico. Gli indignati scenderanno in piazza, in tutta Europa, il 15 ottobre per un’altra politica economica.

«Così si cancella lo statuto dei lavoratori». Il professore Luciano Gallino, sociologo del lavoro, è netto nella valutazione della manovra, approvata ieri in Senato, che contiene la deroga ai contratti nazionali e allo statuto dei lavoratori con la possibilità di licenziamenti facili senza giusta causa, “con l’accordo delle imprese e dei sindacati”. Il governo sostiene che l’accordo dei sindacati sia una garanzia di tutela. «Niente da dire una bella garanzia» risponde ironico Gallino.

Stop alla spesa militare. La pace fa risparmiare

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Rossella Anitori

ECONOMIA. I tagli alla ricerca e al welfare non sono inevitabili. Bonelli (Verdi): «Rinunciando ai caccia bombardieri, agli elicotteri e alle navi da guerra si possono risparmiare 29 miliardi di euro».

Alla manovra lacrime e sangue voluta dal governo c’è un alternativa. Ed è a porta di mano. Per ottenere il pareggio di bilancio basta tagliare le spese militari. «L’Italia brucia 50mila euro al minuto per mantenere l’apparato bellico» dice il missionario comboniano Alex Zanotelli. «È mai possibile che a nessun politico sia mai venuto in mente di ridurre queste somme per ottenere i fondi necessari alla manovra invece di farli pagare ai cittadini?».

La sfida di Rubalcaba, nuovo leader del Psoe

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Aldo Garzia (Inserto domenicale)

MONDO. In Spagna è iniziata la campagna elettorale. Il candidato socialista, che parte sfavorito, ha tenuto il suo primo discorso programmatico che ha ruotato su occupazione, green economy, welfare e qualità della democrazia. Lo ha chiuso con una frase a effetto: «Se non vivi come pensi, finisci per pensare come vivi».

Alfredo Pérez Rubalcaba è da dieci giorni il candidato ufficiale del Partito socialista spagnolo (Psoe) per le elezioni politiche del marzo 2012. L’8 luglio si è dimesso dagli incarichi di ministro dell’Interno e di vicepresidente del Consiglio per impostare una campagna elettorale che per i socialisti assomiglia alla scalata dei Pirenei a bordo di una bicicletta. I sondaggi continuano infatti a dare Mariano Rajoy, candidato premier del Pp (Partito popolare), in testa di ben 10 punti su Rubalcaba.

Su donne e ambiente tutto il peso dei tagli

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Dina Galano

WELFARE. Prima lo «scippo» di quattro miliardi, poi la sforbiciata sulle agevolazioni per figli a carico, asili nido e sanità. Le associazioni “rosa” tornano in protesta davanti a Palazzo Madama.

Se è vero, come ha sostenuto l’ammiraglio Tremonti, che dal «Titanic non si salveranno nemmeno le prime classi», qualcuno certo patirà sofferenze maggiori. Per la componente femminile della popolazione e per il patrimonio ambientale del nostro Paese la manovra approvata al Senato ha smarrito ogni orientamento: donne e sostenibilità del sistema produttivo dovranno sopportare interamente i rischi della deriva in alto mare.

I diritti alzano la voce. In piazza il Terzo settore

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Rossella Anitori

PROTESTA. Operatori sociali e persone disabili arrivate da tutta Italia hanno manifestato ieri a Roma contro i tagli al welfare e per chiedere un nuovo patto sociale per il futuro del Paese.

Reclamano diritti e garanzie. Le organizzazioni del terzo settore non sono più disposte ad aspettare. Ieri il mondo servizi sociali si è dato appuntamento a Roma, davanti a Montecitorio, per dire basta alla riduzione delle risorse destinate al welfare. Operatori sociali e persone con disabilità hanno riempito le vie del centro urlando la loro indignazione.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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