In piazza tra le “acampadas” «La politica riparta dall’etica»

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Emanuele Profumi

SPAGNA. Parla un membro di “Democracia real ya”, l’organizzazione che ha mobilitato migliaia di persone che chiedono più diritti e partecipazione. «Temiamo la repressione, ma andiamo avanti».

 

Il “welfare state” e la “terza via” della Svezia di Palme

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Manuela Bianchi

LIBRI. Per la prima volta raccolti in volume da Editori Riuniti (university press) testi e discorsi tradotti in italiano del premier socialista svedese che fu ucciso nel febbraio 1986 a Stoccolma. Questa iniziativa editoriale permette di ridiscutere finalmente sulla politica di uno dei personaggi più originali della storia della socialdemocrazia europea degli anni Settanta e Ottanta.

Venerdì 28 febbraio 1986, via Sveavägen, una delle arterie principali di Stoccolma. Il primo ministro Olof Palme e la moglie Lisbet, accompagnati dal figlio Mårten e dalla sua fidanzata, sono usciti da alcuni minuti dal cinema Grand dove hanno visto I fratelli Mozart della regista Suzanne Osten. Il primo ministro è senza scorta. I problemi di sicurezza personale non lo hanno mai preoccupato eccessivamente.

Welfare privato e articolo 18 il disegno perverso di Sacconi

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Manuele Bonaccorsi

ATTUALITA’ – STATO SOCIALE
Il governo ha presentato ieri il libro bianco con l’obiettivo di ridurre le tutele, smantellare il diritto
del lavoro e concentrare le risorse sulla previdenza privata. Nonostante le premesse auliche del documento.

Privatizzazione del welfare. Smantellamento del diritto del lavoro. Frantumazione salariale, tra diversi settori produttivi, imprese ricche e povere, Nord e Sud. Aumento dell’età pensionabile, spostamento delle risorse dalla previdenza pubblica ai fondi privati. Disimpegno dello Stato dagli ammortizzatori sociali a favore degli enti bilaterali. Abolizione dello Statuto dei lavoratori da sostituire con un più moderno «Statuto dei Lavori», ma senza l’articolo 18, quello che difende dai licenziamenti senza giusta causa.

La scuola dispersa in nome del mercato

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Alessio Postiglione

BRUTTO VOTO
Bocciature, abbandoni, analfabetismo, bullismo: le conseguenze della crisi del sistema formativo e del fallimento dello Stato sociale classico, sostituitodal welfare market.

Uno degli aspetti più complessi relativi allo studio sulla scuola è rappresentato dalla multidimensionalità dei fallimenti scolastici.

La prima cosa è stabilire, quindi, come individuarne e valutarne uno. Una delle categorie epistemologiche più utilizzate, infatti, è quella della dispersione scolastica, entro la quale sono state comprese varie sottocategorie. Abbandoni, bocciature, analfabetismo, perfino bullismo sono tutti parametri che possono mappare il rendimento del sistema dell’istruzione.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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