Benvenuti a Krasnodar. Purché di pelle bianca

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Bruno Picozzi e Irene Colantoni

RUSSIA. Tutto sembra andar bene in questo centro di 800mila abitanti: servizi, giardini, fiori lungo le strade. Ma chi è immigrato di città ne vede un’altra. Coi colori della xenofobia.

Strade ampie, architettura sovietica, spazi pubblici ben tenuti pieni di fiori e di luci, 800mila abitanti o poco più. «Bambini e anziani sono integrati nel cuore della vita pubblica», raccontava tempo fa un meravigliato tabloid neozelandese. Persone di ogni età giocano insieme nelle strade e nelle piazze «durante il giorno così come di notte e contribuiscono a creare una sensazione di sicurezza». Sensazione che, è bene dirlo, dipende largamente dal colore della pelle.

Xenofobia e razzismo. «Dall’Ue solo silenzi»

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Dina Galano

IL RAPPORTO. Crescono intolleranza e discriminazioni in Europa. I Paesi considerati paladini dei diritti umani «hanno fallito». La denuncia di Human rights watch, che non risparmia il caso italiano.

«Il bilancio delle sfide per assicurare il pieno rispetto dei diritti umani in Europa è stato contraddistinto da una crescente intolleranza».

La paura dell’altro Dio invade l'Europa xenofoba

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Bruno Picozzi

MONDO. Stereotipi, manipolazioni mediatiche e differenti immaginari religiosi alimentano i sentimenti di chiusura nei confronti delle diversità culturali, soprattutto rispetto ai musulmani. Come superare gli integralismi di una parte e dell’altra? Il problema riguarda tutto l’Occidente come dimostra il dibattito infuocato che si sta sviluppando nei singoli Paesi.

L'Europa xenofoba all’attacco dell’Islam. Nella Svezia dei diritti civili, l’ingresso in Parlamento dei neonazisti grazie alla campagna contro gli immigrati ha stupito solo i semplici di spirito, benedetti dal Signore. Quel che era l’eccezione ora è diventata la regola. Dalle steppe russe alla mancha iberica, dal Mediterraneo all’Artico, il vecchio continente sempre di più rifiuta il dialogo con lo straniero.

Sindaci sceriffo, solo un flop

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Alessio Postiglione

FENOMENO LEGA. I primi cittadini di molti piccoli centri del nord hanno varato negli anni un lungo elenco di ordinanze che combinano l’acrimonia xenofoba con la boutade carnascialesca. Alcuni disarmanti esempi.

Più che sindaci-sceriffo, sono dei veri e propri sindacirambo. L’onda verde della Lega sommerge il profondo Nord con un mare di ordinanze e regolamenti comunali che combinano l’acrimonia xenofoba con la boutade carnascialesca. Anche se, purtroppo, c’è solo da piangere. Dalle ordinanze contro il kebab o contro i cigni, alle più tristi diffide a rom o ad extracomunitari a stanziarsi su di un territorio.

«Disintegrano l’Italia»

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Federico Tulli

L'INTERVISTA. «Dopo la schedatura dei piccoli rom questo Paese non è più lo stesso». Lo sconcerto di Predrag Matvejevic, in questi giorni a Barletta dove è in scena uno spettacolo teatrale tratto dal suo "Breviario mediterraneo".

«L'Argentina? Che bel Paese italiano di lingua spagnola». Predrag Matvejevic cita Jorge Luis Borges per esprimere il proprio sconcerto riguardo al dilagare di atteggiamenti xenofobi, «riscontrabili pure in alcune leggi dello Stato», che comincia a minare pesantemente il patrimonio culturale accumulato dall’Italia nel corso della sua storia.

Antirazzismo, a Roma va in Onda la protesta multiculturale

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Giacomo Russo Spena

CRONACA. Migranti con il sindacato, gli universitari e qualche reduce del vecchio ceto politico. Tutti insieme a formare un serpentone di donne e uomini che chiedono la fine della nuova subcultura razziale imposta da Berlusconi.

«M a quanti siamo?». «Non saprei, sono qui da un’ora e la gente continua a sfilarmi davanti agli occhi». I due giovani sono increduli. Felici. Lo stesso entusiasmo si respira nella manifestazione che è partecipata, colorata e, soprattutto, superiore a ogni aspettativa. «Siamo 200mila», urla dal palco il comitato 17 ottobre, promotore dell’iniziativa, «abbiamo vinto la scommessa».

In piazza, tutti uguali

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Valerio Ceva Grimaldi

RAZZISMO. Oggi a Roma la grande mobilitazione. Il filosofo Marramao: «Le leggi su omofobia e immigrazione sono scandalose». Giobbe Covatta: «Serve una rivoluzione culturale». E la parlamentare Pdl Souad Sbai lancia un appello.

Centinaia di associazioni, bus da tutta Italia, treni organizzati. La bandiera, però, è unica: la difesa dei diritti. Di tutti. Contro una deriva, culturale e politica «che fa dell’Italia un Paese sotto osservazione, non solo da parte dell’Unione europea, ma di tutto il mondo», dice a Terra il filosofo Giacomo Marramao.

Il caso di Emmanuel In aula e nei cinema

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Roberto Pelle

GIUSTIZIA Con l’udienza preliminare torna d’attualità la storia di razzismo di un anno fa. Un film su quei fatti, respinto dalle sale di Parma, sarà proiettato domenica a Bologna.

“Emanuel negro”. Questo c’era scritto un anno fa (era il 30 settembre 2008) sulla busta che un 22enne ganese con la faccia tumefatta mostrò fuori dal comando della polizia municipale di Parma, dopo essere stato fermato nel corso di un’operazione antidroga. Emmanuel (con due emme) Bonsu, però, con la droga non c’entrava.

La società civile torna in piazza contro la deriva reazionaria del governo

PROTESTA Manifestazione nazionale il 17 ottobre a Roma. Per dire no a discriminazione e xenofobia.

Reato di immigrazione clandestina, respingimenti in mare, aggressioni fasciste, pestaggi a sfondo razziale. Violenza e paura. Gli episodi xenofobi sono ormai pane quotidiano per il nostro Paese. Ansie e insoddisfazioni trovano nel più debole una valvola di sfogo. A farne le spese è l’altro, il diverso, lo straniero.

A caccia del Caimano

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Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO La ripresa dei lavori è all’insegna delle incognite. Fini a destra e Casini al centro vogliono fermare possibili elezioni anticipate. L’ipotesi di un plebiscito tenta Berlusconi: spazzerebbe via polemiche pubbliche e private.

Sono ripresi i lavori della Camera dopo la pausa estiva. Domani riaprirà l’Aula del Senato. Ieri a Montecitorio si è discusso di alcune proposte di legge riguardanti “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alle terapie del dolore”, un piccolo assaggio del confronto sul “testamento biologico” che inizierà in Aula entro la fine di ottobre. La ripresa politica è piena di incognite.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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