DOSSIER. Oltre alle 12 condanne capitali emesse da Pechino, decine di dissidenti mancano all'appello. Secondo un rapporto di Human rights watch si sono perse le tracce di almeno 43 persone. E in carcere continuano le torture.
Quarantaquattro pagine per uscire dall’oblio. Almeno 43 uiguri sarebbero stati assassinati, ma ufficialmente risultano “solo” dispersi. Il rapporto pubblicato ieri da Human rights watch fotografa una situazione confusa e agghiacciante. Il documento tenta di fare luce sulle sorti dell’etnia musulmana e turcofona a Urumqi, capoluogo della provincia cinese dello Xinjiang, all’indomani dei violenti scontri del 5 luglio scorso, in cui morirono circa 200 persone, in maggioranza di etnia han (ovvero cinesi).