Una yalta climatica

Simonetta Lombardo

IN FONDO. A Copenaghen, a decidere, è stato un ristretto pool di grandi economie che ha imposto una visione parziale e tutta politicista della sfida posta dal cambiamento climatico.

Copenaghen come Yalta? Certo la situazione è meno drammatica e la spartizione è meno netta. Ma a decidere, sul famoso Accordo di Copenaghen, è stato un ristretto pool di grandi economie che ha imposto una visione parziale e tutta politicista della sfida posta dal cambiamento climatico. Nel merito, nel famoso Accordo finale di Copenaghen c’è un po’ tutto e il contrario di tutto.

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31
OpinioneIl precariato nella tragedia della Concordia
da pietro ancona
 - 15/01/2012 - 12:29