Napoli, torna Berlusconi fra promesse mancate e nuovi flop
RIFIUTI
Il presidente del Consiglio compie un nuovo sopralluogo in Prefettura dopo l’inaugurazione del termovalorizzatore ma il vice di Bertolaso, Giannini, spegne gli entusiasmi: «Servono ancora mesi di collaudi».
Il termovalorizzatore di Acerra «funziona benissimo e l’inquinamento è vicino allo zero».
Non solo, rappresenta «un prototipo molto utile», un modello da «riedificare in altre regioni d’Italia». È la visione idilliaca del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che sin dal primo Consiglio dei ministri, che si è tenuto nel capoluogo campano, e ancora prima in campagna elettorale, ha dedicato grande attenzione ed energia alla questione della “monnezza” partenopea.
E ieri è tornato a Napoli, a distanza di un mese dall’inaugurazione del nuovo impianto, per ribadire che «non bisogna avere ritardi» e per sottolineare che deve continuare il lavoro che porterà «all’appalto di altri quattro termovalorizzatori in Campania». Doveva essere una giornata trionfale, l’ennesima, per dimostrare al paese che il suo governo non si fa intimidire dalle proteste e che la strada intrapresa per liberare Napoli e la regione intera dai rifiuti prosegue spedita, senza impedimenti.
Il programma era definito: prima un briefing nella sede della Prefettura, alla presenza del sottosegretario all’Emergenza rifiuti Guido Bertolaso, del generale Franco Giannini, vice di Bertolaso, del prefetto di Napoli Alessandro Pansa e del questore Santi Giuffrè; poi la comunicazione ai giornalisti sui progressi ottenuti dall’esecutivo. Ma quella che doveva essere una giornata di festa è stata rovinata dalle scorie del terremoto.
Dopo un’ora di confronto in Prefettura, infatti, alla sua uscita, due cittadini abruzzesi arrivati a Napoli proprio in seguito alla visita del premier, successivamente identificati dalla Digos (due ragazzi di trent’anni senza precedenti), si sono rivolti a Berlusconi con urla di protesta, impedendogli di parlare e accusandolo per la gestione del post-terremoto: «Vai a casa. Non devi venire in Abruzzo. Ci stai rovinando». Poi qualcun’altro ha proseguito, tirando in ballo il turismo e i posti di lavoro. A quel punto, di fronte a una protesta che probabilmente non si aspettava, Berlusconi ha fatto appena in tempo ad avvicinarsi ai giornalisti e a dire «siamo al quattordicesimo brieing», prima di andar via notevolmente irritato.
Ma del termovalorizzatore di Acerra e, più in generale della questione rifiuti, il presidente del Consiglio aveva avuto modo di parlare prima di entrare in Prefettura, sottolineando che la raccolta differenziata è indietro e va incentivata «attraverso le scuole, gli oratori, i giornali, le televisioni» e che era venuto a Napoli «per continuare nel lavoro che deve portare all’appalto di altri quattro termovalorizzatori in Campania e a discutere sul fatto se non sia il caso di varare una legge che impedisca di lordare i luoghi pubblici e fare scritte sui muri».
Più cauto il vice di Bertolaso Franco Giannini, che dopo aver confermato che a ine maggio aprirà la discarica di Terzigno (in provincia di Napoli), ha in parte frenato gli entusiasmi del presidente del Consiglio: »Per il termovalorizzatore di Acerra occorrono mesi di collaudo», visto che «è un impianto molto complesso che ha bisogno del suo rodaggio».
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







