Il Libano in guerra visto dai bambini
Morire, partire, tornare. è il destino delle rondini, sempre in movimento, in cerca della giusta località dove migrare. Dove condurre una migliore esistenza, anche se è più appropriato chiamarla sopravvivenza. Stessa sorte è quella del popolo libanese, in perenne balia dei conflitti che hanno punteggiato la sua storia. è nel suo Dna sentire addosso la tensione della guerra ed essere pronto a una nuova dipartita, dolorosa, routiniera, drammatica o fiduciosa che sia.
Perché sono tante le sensazioni, le espressioni e gli spaccati di umanità che scaturiscono da un clima di guerra. E la giovane artista Zeina Abirached, 28enne di Beirut, di queste storie spesso silenziose ne ha incrociate tante nella sua vita libanese.
E' cresciuta durante la guerra civile che ha messo a ferro e fuoco la città negli anni 80 e ha deciso di raccogliere le immagini impresse nella sua memoria in un prezioso graphic novel autobiografico, intitolato Il gioco delle rondini (BeccoGiallo, 184 pagine, 17,50 euro), testimonianza di un’infanzia passata sotto le bombe e di come l’assedio possa diventare, attraverso gli occhi di una bambina, la normale quotidianità .
La vicenda, essenziale, scarna e tesissima, è quella di una lunga notte trascorsa in un grande condominio vicino alla linea di confine che separa la comunità cristiana di Beirut Est da quella musulmana di Beirut Ovest. Zeina, tre anni, e suo fratello più piccolo sono rimasti con l’anziana domestica Anhala, in attesa che i genitori tornino da una visita dalla nonna.
Fra i due punti della città c’è un percorso suicida, costellato di azioni inevitabili e pericolose per non farsi notare dai cecchini. Nell’attesa si affollano nell’abitazione vicini e amici accorsi per mettersi al sicuro, ma anche per sconfiggere l’alienazione con la solidarietà e la resistenza umana.
Tra l’impasto di uno sfouf e una partita a tric-trac, si rincorrono le storie e i passati dei personaggi, intrecciando il vivo gusto del ricordo alla cronaca delle abitudini e delle dinamiche proprie della guerra civile. Salutata come la nuova Marjane Satrapi e premiata come migliore disegnatrice libanese, Zeina traduce al meglio il ricordo in arte, rafforzando la fusione tra i tratti tipici mediorientali e la semplicità bambina del bianco e nero.







