Polveri sottili alle stelle. Ad Acerra è già allarme

Valerio Ceva Grimaldi
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INQUINAMENTO
— Le centraline dell’Arpac in due mesi hanno registrato 17 sforamenti dei valori delle pm10 nei pressi del termovalorizzatore. Il limite annuale è fissato a 35. —

Il termovalorizzatore di Acerra inquinerà come tre auto». L’assicurazione di Berlusconi, lanciata in occasione dell’inaugurazione dell’impianto lo scorso 26 marzo, è stata subito smentita dai calcoli degli esperti (solo per quanto riguarda il CO2 inquina come 115.702 auto, precisò un tecnico dell’Asl). Ora, però, un’altra ombra si allunga sul tanto contestato impianto acerrano.

I dati pubblicati dall’Arpac, l’agenzia regionale di protezione ambientale, infatti, evidenziano una situazione di rischio potenziale per quanto riguarda l’inquinamento dell’aria. Sul banco degli imputati, stavolta, le famigerate polveri sottili (pm10), microparticelle nocive prodotte dai processi di combustione, i cui valori limite sono definiti dal decreto ministeriale 2 aprile 2002, n. 60.

Ebbene: in un anno civile il valore di 50 microgrammi per metro cubo non può essere superato per più di 35 volte, mentre le centraline che “sorvegliano” l’inceneritore di Acerra (e installate proprio con questa funzione) hanno raggiunto già quota 17 (ultimo dato validato: 26 maggio). In pratica: in soli due mesi è stata già consumata la metà dei superamenti previsti in un anno intero.

L’impianto, peraltro, per stessa ammissione del Commissariato ai rifiuti, funziona ancora a scartamento ridotto. «Io già lo sapevo che sarebbe andata a finire così», sbotta Raffaele Del Giudice, direttore generale di Legambiente Campania. «Piuttosto», sottolinea, «mi sconvolge che gli altri si stupiscano di questi dati. Siamo di fronte alla prova provata che quello di Acerra è un impianto che deve essere messo a norma.

Ora occorre dare una sterzata al compostaggio: qui in Campania siamo di nuovo in emergenza, ma non si sa dove nascondono i rifiuti. è tutto militarizzato». Del Giudice lancia anche un altro allarme: «Cosa sta accadendo nei Cdr? Ci stanno buttando dentro i rifiuti? Ma questi impianti non possono mai essere utilizzati come discariche temporanee!». Nel dettaglio, ecco qualche dato rilevato dalle centraline piazzate a poche centinaia di metri dal termovalorizzatore (“Acerra zona industriale”, la più vicina, “Acerra scuola”, “San Felice a Cancello”).

I primi superamenti delle pm10 si verificano il 30 marzo (58,8 di media), il 31 (62,3) e il primo aprile (60,3). Dall’8 al 20 il dato non è disponibile. Nella prima metà di maggio, a detta del sottosegretario Bertolaso, è andata in funzione la seconda linea del forno. Colpisce l’escalation dei valori rilevata proprio in quei giorni: la centralina della zona industriale ha rilevato un dato di 52,4 il 13 maggio, di 76,3 il 15, di 83,5 il 19, addirittura di 113,2 il 20.

«Bisogna capire quant’è l’incidenza del termovalorizzatore rispetto a quella di altri fattori», spiega a Terra il direttore generale dell’Arpac, Luciano Capobianco. «Ma se registro 17 superamenti ovviamente ci sto attento. Non è che non sono preoccupato: voglio verificare, bisogna potenziare i controlli. E occorre seguire anche l’andamento di altre categorie di emissioni».

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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