Pasticche, segreti e bugie
FARMACI
— Insabbiare i dossier che certificano i fallimenti dei test clinici sui medicinali è una prassi molto in voga tra i produttori. La denuncia di un istituto tedesco indipendente. —
Pfizer sta nascondendo informazioni sull’antidepressivo Edronax, autorizzato in circa 60 di Paesi, tra cui l’Italia, ma non negli Stati Uniti. L’accusa viene da un istituto tedesco indipendente, l’Institute for quality and efficiency in health care (Iqwig), al quale la multinazionale si è rifiutata di consegnare i risultati di tutti gli studi clinici, pubblicati e non, sul farmaco.
Attraverso proprie ricerche, l’Iqwig ha scoperto che l’Edronax è stato oggetto di almeno 16 test. In nove di questi mancano informazioni chiave, necessarie per valutarne l’efficacia. Secondo il direttore dell’Iqwig, Peter T. Sawicki, Pfizer «sta privando pazienti e medici della possibilità di prendere una decisione informata sulle diverse opportunità terapeutiche ».
Sono anni che, periodicamente, si riaccende la polemica sull’abitudine, da parte di molti produttori, di pubblicare con molto ritardo, o di non pubblicare, gli studi che contengono risultati contrastanti con quelli attesi o che dimostrano l’inefficacia dei farmaci testati.
Questa tendenza, sottolinea l’istituto tedesco, rappresenta una delle più importanti e pericolose fonti di errore in medicina, perché dà un’immagine infondatamente ottimistica sull’efficacia dei medicinali, in particolare degli antidepressivi, esponendo i pazienti a trattamenti inutili. Nel caso dell’Edronax, l’Iqwig ha potuto valutare solo i dati relativi a 1.600 pazienti, mentre ce ne sono almeno altri 3.000 che hanno partecipato a test clinici, pubblicati in modo incompleto.
L’elemento di particolare pericolosità è rappresentato dal fatto che spesso i medici e i ricercatori sono all’oscuro del fatto che esistono studi clinici mai pubblicati. Nel caso dell’Edronax, Pfizer non ha dato all’istituto tedesco alcuna motivazione per il suo rifiuto di rendere pubblici i dati richiesti, limitandosi a dichiarare che quelli forniti sono sufficienti.
L’Iqwig osserva che gli impegni volontari alla trasparenza adottati dalle case farmaceutiche servono a poco e chiede alla Ue norme che obblighino i produttori a pubblicare, entro tempi brevi, i risultati dei test clinici, compresi quelli sui farmaci già in commercio.
Nascondere i risultati degli studi, afferma l’Iqwig, costituisce anche un inganno e una rottura degli accordi stabiliti con i partecipanti ai test, che vi prendono parte in modo volontario e altruistico, per aiutare altri malati, cosa possibile solo se i risultati vengono pubblicati.
L’Iqwig indica al governo tedesco quali medicinali possono essere rimborsabili. Il suo rapporto preliminare su alcuni antidepressivi afferma che, sulla base dei dati disponibili, non ci sono prove di benefici derivanti dall’assunzione dell’Edronax.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






