SPECIALE CHIANCIANO - Superare gli steccati per creare una nuova identità

Diego Carmignani
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ASSEMBLEA DEI MILLE - DIALOGO
— La giornata di ieri è stata una lezione di impegno e passione politica. I “big”, su tutti Pannella e Fagioli, verso un progetto comune. Ma è il collettivo il vero protagonista. —

«Sta diventando più bella di quel che immaginavamo ». Così Marco Pannella, commosso, ai Mille audaci autoconvocati in assemblea. «Lo dobbiamo non alla nostra storia bensì alle nostre storie ». Si riferisce a percorsi individuali e collettivi dei tanti accorsi da tutta Italia per l’appuntamento che si conclude oggi a Chianciano Terme, tra lo stupore di chi non si aspettava un tale successo.

Più volte Pannella sottolinea il valore della partecipazione di Massimo Fagioli che considera di «una ricchezza straordinaria ». Così come la sala stracolma di passione e voglia di ascoltare, che dedica una standing ovation all’intervento dello psicoterapeuta, che ha equiparato la sua storia a quello del leader radicale: entrambi hanno combattuto in maniera irrazionale contro due moloc.

Quelli di Pannella si chiamavano Pci e Democrazia cristiana, quelli di Fagioli erano i negazionisti della malattia mentale (i basagliani) e la grande truffa della psicanalisi (i freudiani). Dopo anni di resistenza a campagne violente di discredito, «è il momento di unire le forze ha esortato Fagioli - superando le identità politiche per ottenere un’altra uguaglianza, finora sempre negata: che la sanità di mente diventi un bene reale, possibile e condiviso. Perché la sofferenza non è solo fisica, ma anche quella che deriva dalla malattia mentale ».

Un vibrante invito a superare gli steccati e a generare una nuova identità raccolto con entusiasmo dalla platea e dai politici intervenuti, come Paolo Cento, toccato dalle parole di Fagioli, giudicato determinante per la riuscita dell’assemblea. Anche l’esponente del Sole che ride ribadisce che per la Sinistra e per il Paese, è necessario dare spazio a volti nuovi e a una ricerca culturale in grado di «disinquinare il ceto politico e generare nuova energia».

Da Chianciano nasce l’idea di «un’agenda comune e aperta ai radicali. Non per fondare un “partitino”, ma per disegnare un’area più vasta di opposizione, che superi le fratture e le divisioni che hanno significato la disfatta alle Europee».

Le parole del verde Cento risuonano dolci ai radicali, come dimostrano quelle di Sergio D’Elia, segretario di “Nessuno tocchi Caino”, che punta sul potere catalizzatore delle tematiche ambientaliste: «Ecologia deve far sempre più rima con economia. Come insegna Obama, è la parola chiave per uscire dalla crisi e innescare una rivoluzione culturale che avvicini le formazioni politiche di sinistra».

La stessa spinta aggregativa viene da Gennaro Migliore, che invita all’abbattimento dei pregiudizi che dividono radicali, socialisti, verdi e comunisti. L’ex capogruppo di Rifondazione alla Camera parla di una nuova capacità di lettura della realtà che conduca a una comune prassi non violenta, perché «la non violenza è il cardine di una trasformazione possibile che guardi in faccia la crisi e ci liberi da un governo di destra ».

L’odore di novità assoluta si percepisce forte a Chianciano, un momento di impegno politico e di passione da fa vibrare i polsi a quei politici più inclini alla confortante passerella televisiva. A loro sembra pensare Emma Bonino, quando ricorda che il 70 per cento degli italiani forma la propria opinione politica attraverso la televisione.

Fredda su un’alleanza con Sinistra e libertà alle regionali, l’ex europarlamentare si scalda quando enumera le battaglie radicali a fianco delle donne africane, sempre più protagoniste della vita istituzionale in Paesi che prima negavano loro ogni diritto identitario. Un’evoluzione che nell’Italia di oggi delle veline e delle donne oggetto sembra lontana anni luce. A meno che l’utopia di Chianciano non inizi a circolare.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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