Sviluppo veloce come il vento
EDITORIALE - IDEE
— A favore dell'eolico, contro nucleare e stoccaggio di carbonio. —
Ce l’hanno detto in tutte le salse, gli elettrici e il governo, e continueranno a farlo con sempre maggiore strafottenza, fiutando il maxibusiness. Per tagliare l’effetto serra, vai con il nucleare e lo stoccaggio del carbonio, un’idea nuova quanto antica che consiste nello spazzare sotto il tappeto, ovvero sotto terra, l’anidride carbonica che esce dalle nuove meravigliose e pulitissime centrali a carbone.
Una ricetta indigeribile, per gli equilibri climatici, politici e per la salute di noi umani. E anche, in termini culturali, una scelta strabica, che guarda indietro invece che al futuro: grandi investimenti, ingestibilità delle conseguenze, costi nascosti che verranno pagati dal pubblico mentre i profitti entrano nelle tasche del privato.
Per non farsi venire il torcicollo e non far morire il pianeta della febbre da cavallo che gli ha imposto lo sviluppo industrialista occorre fare un po’ di ginnastica dolce e guardare avanti. Qui entrano in gioco anche le capacità di dare una strada, una nuova possibilità al green deal, e le chiavi di questa nuova possibilità le hanno in mano anche gli ambientalisti, i verdi e la vasta area politica e sociale che fa riferimento alle categorie ecologiche.
Lo diciamo tutti da anni che bisogna puntare sulle rinnovabili, oltre che sulla grandissima sfida del risparmio energetico. Poi, quando si arriva allo specifico (quali? dove? ) una parte di questo mondo alza l’asticella e si mette di traverso: è successo e succede soprattutto con l’eolico (anche il fotovoltaico ha i suoi antipatizzanti). Ma conservazionisti non fa rima con conservatori.
Lo scorso anno la nuova energia del vento installata ha prodotto in Italia quanto una centrale nucleare. Con molti meno danni, soldi, rischi. Sono stati tanti gli impianti eolici costruiti in posti improbabili, che funzionano poco o danno un pugno in un occhio a chi ammira i panorami degli Appennini.
E allora il punto è forse dove e come vanno installate le turbine: sulla cima del Gran Sasso, no; sulla cresta di montagne vicino all’autostrada magari sì. Ci potrebbe essere qualcosa di meglio? Forse, chi sa. Vuol dire che quando altre tecnologie si saranno trovate, smantelleremo le pale e rimetteremo i siti più o meno nello stessa situazione di come sono stati trovati, una delle migliori caratteristiche degli impianti a vento.
L’eolico è la più matura, cioè anche meno costosa, tra le rinnovabili. Facciamolo noi ambientalisti, mobilitando le amministrazioni locali di sinistra, il piano di localizzazioni che rispetti il paesaggio. We can.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






