«L’edilizia è sotto scacco dei clan». Economia legale costretta alla resa
DENUNCIA
— Un costruttore napoletano evidenzia le falle normative che permettono le infiltrazioni della malavita.
«Chi offre maxiribassi nelle gare per gli appalti pubblici è altamente sospetto. Ha lavoratori in nero o ricicla denaro». —
Paolo Sibilio è un imprenditore napoletano, dall’esperienza decennale nel comparto dell’edilizia. «Ma ora sono in vacanza. è la prima volta che mi capita di non lavorare in un giorno infrasettimanale».
LE DIFFICOLTÀ DEL SETTORE, OLTRE CHE DALLA CRISI ECONOMICA GENERALE, DA COSA SONO CAUSATE?
Partirei dall’aspetto normativo. Fino a fine settembre 2008, per i lavori pubblici inferiori a 5 milioni di euro, esisteva un sistema di gara che prevedeva il calcolo della media tra tutte le offerte ricevute. Poi la legge è cambiata e ora le gare si svolgono o con il sistema del maggior offerente, con ribassi che arrivano sino al 50, 55%, o a punteggio. E, com’è ovvio, la qualità del lavoro spesso ne risente. Chi offre un ribasso così elevato o ha manodopera in nero, per esempio dichiarando solo 3 lavoratori mentre magari di effettivi ne sono 18, o è “costretto” dalle banche che chiedono il contratto per non ritirare il fido. E poi c’è la possibilità più inquietante.
QUALE?
Chi offre prezzi così stracciati evidentemente deve riciclare denaro. Ha talmente tanti soldi “extralavoro” che se ne frega se in quell’appalto ci perde.
LA NORMATIVA SUL PUNTEGGIO CHE DIFETTI HA?
La difficoltà più grande è che si assegna una forte discrezionalità alle amministrazioni appaltanti. Che spesso fanno quello che vogliono. Vorrei avere la serenità di sapere che verrà scelto sempre il miglior progetto, non quello dell’amico dell’amico o dell’amico del politico.
E QUI SI APRONO I VARCHI PER LE INFILTRAZIONI CRIMINALI.
Per dieci anni ho lavorato anche in Toscana. Lasciavo i cantieri aperti, non succedeva nulla. Ora i clan, come i Casalesi, si stanno espandendo anche lì. è un problema nazionale. Le zone ricche sono sotto attacco: la criminalità più spicciola taglieggia i cantieri, quella più potente acquista direttamente i terreni e investe con proprie ditte. Diventando padrona del mercato. E quando si arriva a questo punto non c’è più partita. Molti costruttori edili, tra cui il sottoscritto, hanno firmato un patto per la legalità, e le forze dell’ordine sono molto attive. Ma per battere i Casalesi ci vuole davvero una bella forza.
LEI QUANTI DIPENDENTI HA?
Fino a due anni fa ne avevo settanta. Da sei mesi non ne ho più nemmeno uno. E non sono il solo in una situazione simile.
HA MAI RICEVUTO MINACCE?
Eccome. Sono venuti nei miei cantieri. Mi tremavano le gambe. Ho fatto la voce grossa, sono stato fortunato. Se ne sono andati. Ma molti altri, pur di non sfidare le ire, preferiscono pagare.
COME AFFRONTARE IL PROBLEMA?
Bisognerebbe ridurre a due le centrali appaltanti: provveditorato per le opere pubbliche e prefetture. Poi, serve un Albo dei commissari e sorteggiarli. Ma solo due giorni prima.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






