Giovane e verde, Giffoni è già futuro

Ilaria Ravarino da Giffoni Valle Piana
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CREATIVITA' Ecologia e cinema, un connubio di casa al festival campano dedicato ai ragazzi. Il premio della giuria ambiente, un grifone di materiale riciclato, è andato ai film "Skin" e "The missing lynx".

«La voglia di libertà e indipendenza. La sensazione che la felicità possa essere conquistata anche grazie a un rapporto perfetto con l’ambiente. La speranza che la natura, e le sue immense bellezze, possano aiutarci nella ricerca della nostra identità»: queste le motivazioni con cui la Giuria Ambiente del Giffoni Film Festival, nove teenager selezionati dal Giffoni in collaborazione con il Cial (Consorzio Imballaggi Alluminio), ha premiato ieri Skin, coproduzione anglo-sudafricana applauditissima fin dai primi giorni della manifestazione, ex aequo con il cartoon spagnolo The missing lynx.

Da cinque anni il premio in palio è sempre lo stesso, un lucidissimo grifone in alluminio riciclato, realizzato a partire da un centinaio di comuni lattine vuote, bell’oggetto di ecodesign completamente in linea con un festival che ha fatto della questione del riciclaggio, in Campania più spinosa che altrove, quasi una bandiera.

A partire dalla scelta di affidare il proprio logo a un mega pannello interamente realizzato con lattine recuperate, o dall’idea di regalare agli ospiti intervenuti una city bike in alluminio riciclato, battezzata la “ricicletta”, fabbricata da artigiani milanesi e ri-prodotta a partire da 800 lattine fuse a Pavia: una delocalizzazione del tutto inevitabile dal momento che delle venticinque fonderie presenti in Italia che trattano l’alluminio - prefondendolo, fondendolo e infine trasformandolo in un lingotto nuovo di zecca - sono solamente due sono quelle site in Campania.

Che l’Italia sia spaccata, sulla questione del riciclo, non è certo una novità: «Al nord la coscienza ambientale è diffusa, con i ragazzi parliamo già di ri-prodotti – spiega Gennaro Galdo, responsabile comunicazione Cial - Al sud stiamo ripartendo da zero spiegando cosa, e come, riciclare. Ma i ragazzi sono molto reattivi, hanno un’elevata attenzione per l’ambiente, una visione del futuro interessante».

Resta il fatto che quella che da queste parti tutti chiamano familiarmente “la crisi della monnezza” «ha condizionato in maniera drammatica i giovani. Dobbiamo combattere contro i loro stessi pregiudizi. Il pensiero comune, anche fra loro, è che il problema sia stato causato dalla cattiva volontà dei cittadini. Quando invece è chiaro che l’emergenza è derivata da un problema di cattiva gestione politica, di mancato accordo fra società».

Attivi da oltre dieci anni sul territorio, sia nella comunicazione che nell’assistenza ai Comuni per la raccolta del materiale da avviare in fonderia, alla CIAL guardano al futuro con moderato ottimismo: per il Presidente Gino Schiona «registriamo in Campania una tendenza a tornare alla normalità, con i Comuni che si stanno riprendendo la titolarità dei rifiuti, o meglio delle risorse. E bisogna sempre ricordare che i problemi più gravi sono quelli che hanno riguardato lo smaltimento, non la raccolta: la differenziata è riuscita a crescere in maniera considerevole anche qui, nonostante la crisi».

E, nonostante la crisi, il festival di Giffoni finisce anche per prendersi una piccola rivincita sui più blasonati Festival di Venezia e di Roma, promuovendo per primo la raccolta differenziata in tutte le aree della manifestazione, dagli uffici ai cinema: «L’obiettivo è quello di trasformarlo in un evento a impatto zero – fa sapere dal cda del Festival Mario Ferrara – anche se ci vorrà del tempo e la crisi economica non agevola questa ambizione. Il traguardo più vicino è quello del prossimo anno: continueremo a portare avanti i nostri progetti di educazione ambientale nelle scuole e festeggeremo il 40º anniversario installando pannelli solari nella sala incontri della cittadella».

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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