Gli Ecodem si dividono sul candidato più “verde”
PARTITO DEMOCRATICO
— La miccia l’hanno accesa Realacci, Della Seta, Vigni e Ferrante: «Sosteniamo Dario». Reagisce Gentili: «No, la maggioranza di noi è per Bersani». E subito scoppia la polemica. —
Tra le varie questioni sul piatto, nel Pd si comincia a discutere anche della caratura ambientalista dei candidati al congresso. E si leva qualche polemica. L’intervento sul Sole 24 ore del 7 luglio di Dario Franceschini - zeppo delle parole d’ordine della green economy - sancisce la pace tra il segretario e quella parte degli ecologisti del partito che aveva visto di buon occhio l’ipotesi della candidatura di Ermete Realacci.
Candidatura ritirata e pace suggellata con una conferenza stampa a due, il segretario e il presidente onorario di Legambiente: «Sosterremo Franceschini, perché pensiamo che lui meglio di altri rappresenti l’idea che dalla crisi si può uscire investendo sulla green economy». Le agenzie di stampa titolano «Gli Ecodem con Franceschini» e qualcuno non ci sta.
«Esprimo soddisfazione per la notizia che anche Franceschini finalmente si impegna a sostegno dell’ambiente e della green economy scrive in una nota Sergio Gentili, della direzione nazionale del Pd e componente degli ecologisti democratici - ma sono sorpreso che si voglia schierare l’associazione degli Ecodem, che è pluralista, a sostegno di un unico candidato».
In effetti anche il comunicato sul sito web degli ambientalisti (ecologistidemocratici. ilcannocchiale.it) avvalla questa lettura: «Gli ecologisti del Pd, tra cui Brachetta, Bratti, Ciarafoni, Della Seta, Ferrante, Lattanzi, Mariani, Veneziano, Vigni e Zamboni, sostengono Dario Franceschini». Tanto che Massimo Scalia, ambientalista di lungo corso e anche lui negli Ecodem, pur non iscritto al Pd, riflette: «è stata forse una cosa un po’ forzata, ben sapendo che l’associazione non si schiererà.
E Gentili si è lamentato in modo forse non ingiustificato». Proprio Gentili afferma che «gli unici passi in avanti per il clima e contro l’inquinamento nel nostro Paese sono stati realizzati con provvedimenti legislativi su risparmio energetico, sviluppo delle fonti alternative e avvio concreto di sostegni alle imprese verdi». Provvedimenti «realizzati proprio da Pierluigi Bersani ».
Dunque, sottolinea ancora Gentili, «fa sorridere lo schema precostituito che ecologisti nel Pd siano solamente alcuni e a sostegno di un unico candidato ». Anzi: «Nei prossimi giorni gran parte dell’area ecologista si esprimerà a favore di Bersani ». Non lo fa Massimo Scalia, col Movimento ecologista: «La green economy per noi non è il punto di arrivo ma la premessa, il presupposto. Ho incontrato Franceschini. Incontrerò anche Bersani, che però ha una cultura ortogonale alla nostra.
Ma so che anche lui si pone il problema di avere una rappresentanza “verde”». Ancora neutrale, invece, Raffaella Mariani, capogruppo in Commissione ambiente alla Camera, nell’esecutivo degli Ecodem: «Non ho ancora preso una decisione. Quel che si è sempre detto in associazione, nel direttivo e nell’esecutivo, è che le scelte dei vari membri sarebbero rimaste a livello personale. Ma non vedo forzature. Poi, certo, ci sono persone più in vista ma le loro scelte non impegnano gli altri».
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






