I divieti di Bertolaso
RICOSTRUZIONE
— Bertolaso a L'Aquila censura i giornalisti. —
L’Aquila. Impossibile documentare cosa racconta Bertolaso ai terremotati. La gestione dell’informazione somiglia sempre più al modello Baghdad. Per la seconda volta in una settimana ci è stato impedito, come giornalisti, l’accesso a uno degli incontri che da qualche tempo il commissario di governo intrattiene, a porte chiuse, con gli sfollati.
Nel campo 3 di Paganica sta per iniziare l’assemblea. All’ingresso ci bloccano uomini in divisa: «Giornalisti o residenti del campo? - Poi aggiungono gentili - È un incontro privato tra Bertolaso e gli sfollati sugli interventi per la ricostruzione. Scusateci, l’ordine è che i giornalisti non possono entrare ». Un funzionario della Protezione civile precisa categorico: «L’ordine è di Bertolaso».
Ci appelliamo alla Costituzione, ma alla fine siamo costretti a chiamare il 113. Accorre una pattuglia della squadra mobile che identifica tutti e accerta che l’ordine è stato dato proprio da lui, Bertolaso, che subito dopo vediamo chiudere un’animosa telefonata con la frase: «Questa è un ingiustizia». Alla fine il suo addetto stampa si scusa: «Se volete - aggiunge conciliante -, possiamo inviarvi le riprese del nostro operatore autorizzato ».
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







