Inceneritore, allarme polveri sottili. Acerra verso l’allerta sanitaria

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Valerio Ceva Grimaldi
INQUINAMENTO - Le centraline che monitorano la qualità dell'aria nei pressi del termovalorizzatore hanno raggiunto i 35 giorni di sforamento dei limiti previsti per le pm10. Legambiente accusa: «Un test condotto sulla pelle dei cittadini».

 
L’aria del termovalorizzatore di Acerra è inquinata. Non è la fosca previsione di un ambientalista fissato, né l’ennesima tiritera della propaganda, ma la cruda realtà. Il dato è certificato dall’Arpac, l’agenzia campana per la protezione ambientale. Il 14 luglio scorso, infatti, è stato raggiunto il numero di sforamenti dei limiti delle polveri sottili (pm10) previsto dal decreto ministeriale 2 aprile 2002, n. 60, secondo il quale il valore giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo non può essere superato per più di 35 volte nell’anno solare.
 
Le tre centraline dell’Agenzia (due nel Comune di Acerra e una a San Felice a Cancello), in 114 giorni di funzionamento del termovalorizzatore hanno già raggiunto 35 giornate di superamento dei limiti, di cui ben 34 registrate dai 2 rilevatori più vicini all’impianto. Raggiunto il “bonus” di sforamenti nell’ambito dello stesso Comune, scatta per legge l’allerta e il sindaco, massima autorità sanitaria cittadina, è obbligato ad adottare provvedimenti a tutela della salute pubblica. Il fondamento giuridico è lo stesso alla base della normativa che impone di adottare misure come i blocchi del traffico veicolare nelle città in caso di smog persistente.
 
L’impianto di Acerra, peraltro, per stessa ammissione della società che lo gestisce, funziona a scartamento ridotto. E quando sarà a pieno regime cosa accadrà? «La verità», spiega Luciano Capobianco, fino a pochi giorni fa direttore generale dell’Arpac, «è che si tratta un impianto complesso, e la sua stessa realizzazione non è andata liscia come l’olio. Viene da chiedersi che fine abbiano fatto le 27 prescrizioni di adeguamento strutturale previste dal ministero dell’Ambiente per mitigare l’impatto dell’impianto costruito su un territorio già inquinato ».
 
Ma c’è un altro fronte che preoccupa: le diossine. «Il vero pericolo dei termovalorizzatori sono queste sostanze. Bisogna mettere subito a regime i sistemi di monitoraggio ». Rilevamenti che nessuno ancora conosce. Un percorso di scarsa trasparenza messo a dura prova dalla recentissima nomina del nuovo direttore generale dell’Agenzia, sulla quale Tommaso Sodano, ex senatore Prc e ora capogruppo in Provincia, da anni impegnato contro l’impianto di Acerra, avanza forti dubbi: «Lascia perplessi la decisione della giunta regionale di nominare in questo ruolo Gennaro Volpicelli, già presidente della Commissione di collaudo dell’inceneritore».
 
Il controllato che diventa controllore. Di se stesso. E il primo effetto non è all’insegna dell’efficienza: le centraline da due giorni sono fuori uso. Proprio quando il gran caldo favorisce l’accumulo degli inquinanti, ed è assai verosimile che si sia giunti al 35esimo superamento di pm 10. L’ultimo permesso prima dell’obbligatoria allerta sanitaria. Durissimo Raffaele Del Giudice, direttore di Legambiente Campania: «Stanno facendo il rodaggio di un impianto che emette sostanze inquinanti sulla pelle dei cittadini». Interrogato, il sindaco Tommaso Esposito risponde: «Voglio capire cosa sta succedendo. Poi farò delle valutazioni». Intanto, l’aria ad Acerra si fa ogni ora sempre più pesante.

Commenti

Precisazioni

Vorrei soltanto precisare (con cognizione di causa e non per sentito dire) che il Termo di Acerra funziona regolarmente ed anche molto bene, con concentrazioni al camino dei vari inquinanti molto al di sotto dei limiti (già più stringenti che altrove, come disposto dal Parere di compatibilità Ambientale del 2005). I valori di PM10 registrati dalle centraline Arpac nella zona limitrofa non sono per nulla diversi da quelli che da anni (come sanno tutti!!) si rilevano in una zona purtroppo soggetta a diverse fonti di inquinamento. Pertanto nessuna correlazione può essere fatta con l’impianto, e chi la fa evidentemente lo fa in maniera strumentale.
Infine, come sanno tutti!!!, le prescrizioni VIA sono state tutte ottemperate.
Mi chiedo sempre come mai si diffondano notizie senza fondamento

replica su Acerra

Gentile lettore, noi di Terra raccontiamo i fatti. Dati alla mano.
E i fatti sono questi che, brevemente, le elenco di seguito.

a. è un fatto che il numero degli sforamenti di pm10 registrati dalle tre centraline collocate nelle vicinanze del termovalorizzatore di Acerra, nel 2009, abbia superato abbondantemente i limiti di legge (che prevede un massimo di 35 giorni nell'anno solare). Fonte: Arpa Campania.
b. è un fatto che le centraline sono state collocate lì proprio per controllare la qualità dell'aria nei dintorni dell'impianto.
c. è un fatto l'impossibilità di attuare paragoni con la situazione precedente all'insediamento dell'impianto semplicemente perchè le centraline...non c'erano! Infatti, sono state installate IN PREVISIONE ED IN CONCOMITANZA con la costruzione del termovalorizzatore. Se non vi fosse stato alcun collegamento con quest'impianto, perchè mai prevederle proprio lì?
d. è un fatto che esistano molti studi medici che certificano che i termovalorizzatori producono diossina e altri inquinanti ("I filtri, anche quelli degli impianti più moderni, non possono fermare l'immissione di un particolato a 0,1 micron": professor Ernesto Burgio, Comitato Tecnico Scientifico ISDE, International Society of Doctors for Environment, solo per citarne uno).
e. è un fatto che la legge preveda che, oltre il 35.mo superamento dei limiti nell'anno solare, le autorità locali (segnatamente, il sindaco del Comune nel cui territorio avvengono gli sforamenti) DEVONO adottare misure atte alla riduzione dell'inquinamento atmosferico. Sono peraltro note le indagini della magistratura a carico di numerosi amministratori locali, in tutt'Italia, sullo specifico tema.
La invito, inoltre, a visitare il sito dell'Arpac, l'Agenzia regionale per l'ambiente, ente pubblico preposto alla raccolta ed alla elaborazione dei dati sull'inquinamento atmosferico: http://www.arpacampania.it/.
Potrà verificare i singoli sforamenti delle centraline. E, di fatto, anche il fondamento di quanto scriviamo.

Colgo infine l'occasione per ringraziarla di aver lasciato un commento sul nostro sito.
Continui a seguirci,
Valerio Ceva Grimaldi

ps riguardo ai dati delle concentrazioni (rilevati da chi?) degli inquinanti al camino, sarei lieto se lei potesse indicarmi il link dove poterli consultare. Pur cercando a fondo, non li ho trovati da nessuna parte. Credo sia un diritto di tutti, innanzitutto dei cittadini acerrani, poter conoscere, con cadenza quotidiana e nella massima trasparenza, i valori di queste emissioni. Proprio come avviene per le polveri sottili.

Inceneritore di Acerra, ieri, nube nera dai camini

Ieri,ad Acerra, con grande terrore della popolazione ormai sfinita da anni di battaglie inascoltate, dalle ciminiere del termovalorizatorre è fuoriuscita una densa nube nera che a causato la ricaduta di ceneri oleose sulle campagne COLTIVATE circostanti.
Ricordo che le cosiddette "ecoballe" di cui l'Impregilo ha invaso la Campania, in deroga al contratto iniziale che prevedeva la loro produzione solo dopo l'apertura dell'inceneritore, furono declassate a frazione secca, quindi non combustibile.
Ricordo che l'Impregilo, grazie alla normativa sul CIP6 che trasforma la monnezza in oro, aveva dato milioni di tonnellate di balle in garanzia per i finanziamenti di cui necessitava. Ricordo che l'impregilo chiese di poter addittivare le balle di spazzatura indifferenziata (così se ne producevano di più ed aumentavano i profitti) con copertoni per aumentarne il potere calorico e quindi bruciarle. Ricordo che, nonostante lo sdegno dell'opinione pubblica contro l'insana proposta, Striscia la notizia, fece vedere balle contenenti copertoni. Ricordo che Prodi, sfiduciato e quindi con incarico di semplice ordinaria amministrazione, ha imposto il segreto di stato sull'inceneritore di Acerra, come fonte energetica strategica per il nostro paese e , in considerazione delle straordinarie caratteristiche tecniche dell'inceneritore, stabilì che ad Acerra si potevano bruciare le balle contenenti, speriamo,solo spazzatura indifferenziata. Ricordo che la raccolta , il trasporto e la produzione di "CDR"da RSU sono stati affidati a ditte oggi sotto inchiesta per la loro vicinanza alla camorra. Quindi,in relazione all' ennesimo malfunzionamento di un impianto che è in fase di collaudo da quasi un anno, prima di prendere in esame le caratteristiche tecniche di questo superecomostro, si dovrebbe sapere cosa diavolo ci buttano dentro, nascondendosi dietro al segreto di stato.