Loano, la coralità della tradizione
EVENTI Il Comune ligure si prepara ad accogliere le sonorità popolari italiane. Una settimana di concerti, premi, dibattiti con musicisti e giornalisti. Sulle tracce del De André etnomusicologo
Valorizzare la tradizione musicale italiana, recuperare e celebrare i suoni e le invenzioni del passato, premiare chi porta avanti un’opera di ricerca creativa che affonda in radici lontane ma che non tradisce la contemporaneità. Queste le premesse irrinunciabili del “Premio città di Loano per la musica tradizionale italiana”, un appuntamento che giunge alla sua quinta edizione, ribadendo il senso dinamico della parola “tradizione”, dal latino tràdere, ovvero consegnare, trasmettere, tramandare.
«La musica tradizionale è qualcosa che si passa di mano in mano - spiega John Vignola, il direttore artistico della manifestazione -. Compito degli artisti è sostenere questo movimento, arricchendo e modificando quello che proviene dai predecessori. è il caso del musicista siciliano Carlo Muratori, a cui è andato il premio Miglior album 2008, uno studioso della musica popolare che è riuscito a originare qualcosa di innovativo e di assoluto valore».
Un po’ come ha fatto nella sua carriera Fabrizio De André. è lui il gigante di riferimento a cui dedicheranno un omaggio i musicisti presenti alla produzione-evento “Storie di Faber - tradizione e folclore nella musica di De André”. Per andare oltre quel Creuza de Ma, considerato da ogni specialista tra le pietre miliari della musica world, e comprendere quanto il lavoro di ricerca sia presente in ogni piega della produzione del cantautore genovese, dall’adagio popolare di Marinella alla tradizione orale a cui si rifà La città vecchia.
«Nel decennale della sua scomparsa, il rischio di essere banali è una realtà - continua Vignola -, ma abbiamo scelto un approccio eterodosso e corale per sottolineare il fatto che De André sia stato il più grande autore di musica corale mai avuto in Italia. L’unico che abbia conciliato la propria forte personalità d’artista con un sentimento popolare e collettivo». Nella serata conclusiva, quella del 31, tanti artisti di diversa natura e provenienza, come il calabrese Voltarelli, il partenopeo Citarella, il lombardo Van de Sfross, metteranno in pratica la lezione senza tempo né prezzo di Fabrizio De André.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







