Puglia, è rivoluzione verde

Clara Gibellini

RINNOVABILI
— Il surplus dell’energia prodotto dalla Regione in testa alle classifiche nazionali è legato alle fonti alternative, ai piccoli impianti eolici e a quelli fotovoltaici. —

Abbonda l’energia in Puglia. Secondo i dati diffusi dall’assessorato allo Sviluppo economico della Regione, nel 2008 le 5 Provincie del tacco d’Italia hanno prodotto l’86% di energia in più rispetto ai loro consumi. In totale sono stati 37mila i gigawatt/ora prodotti nel corso degli ultimi dodici mesi che, a fronte di un fabbisogno energetico regionale di 19.900 GWh, hanno generato un surplus di 17.100 GWh.

Ancora più significativo appare il dato se confrontato con quello dell’anno precedente, quando, a parità di energia prodotta, i consumi erano inferiori di circa 300 GWh/ora. Nei giorni del dibattuto annuncio del ritorno al nucleare in Italia, la Regione che sembra destinata a diventare leader della battaglia contro il ritorno dell’atomo, tiene poi a sottolineare come il boom dell’energia pugliese sia prima di tutto legato alla straordinaria crescita delle energie verdi in una terra che oggi produce circa un quarto dell’energia eolica e il 13,44% dell’energia fotovoltaica nazionale.

«Le differenze del 2008 sono anche nella produzione di energia rinnovabile, aumentata, mentre si riduceva l’energia delle altre fonti» si legge nella nota diffusa dall’assessorato alla Sviluppo economico guidato dalla neo vicepresidente Loredana Capone. Già prima in classifica nell’eolico, gli ultimi dati diffusi dal Gse confermano come la Puglia sia anche la regione protagonista di una vera e propria rivoluzione fotovoltaica che, da terza in classifica nel settembre del 2008, la porta oggi, con 3.177 impianti attivi e 68.177 Mw di potenza elettrica, in vetta alla graduatoria nazionale.

Un successo, spiegano dall’assessorato allo Sviluppo economico, legato alla scelta di coinvolgere l’intera popolazione: «Gli impianti sono piccolissimi, si vedono collocati sui tetti, sui vigneti, persino sui distributori di benzina. Gli abitanti hanno fatto propria la causa delle energie pulite». Una rivoluzione che, in una Regione dove le aziende risultano in aumento di quasi mille unità nel secondo trimestre del 2009, fa sperare anche nel miracolo occupazionale dei green jobs.

A confermare le potenzialità occupazionali del mercato arriva anche l’anteprima del rapporto di Greenpeace “Come creare posti di lavoro proteggendo il clima”, di cui l’associazione ambientalista ha anticipato qualche dato in occasione del G8 a L’Aquila.

«Investendo in energie rinnovabili e raggiungendo gli obiettivi europei previsti dal pacchetto Clima e Energia, in Italia possono essere creati fino a 250mila nuovi posti di lavoro considerando il solo settore elettrico entro il 2020» si legge nel dossier, di cui secondo uno studio dell’Anev, 66mila nuovi posti di lavoro da creare nel settore dell’eolico, se fosse raggiunto il potenziale di 16 GW al 2020. In vetta alla classifica, con 2.463 occupati diretti e 9.215 occupati indiretti, ancora una volta c’è la Puglia.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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