Allevi, guardo solo al mio pubblico
E' stato al centro delle polemiche estive con l’Osservatore Romano che l’ha definito finto «come gli spaghetti alla bolognese in ristoranti turistici». La musica di Giovanni Allevi può piacere o no a seconda dei gusti, certo è che il pianista marchigiano non sta fermo mai e il pubblico accorre numeroso ai suoi concerti. Il prossimo appuntamento è il primo settembre quando avrà l’Arena di Verona tutta per sé, anzi, in compagnia di un’orchestra di All star provenienti dalle maggiori filarmoniche del Pianeta.
COME NASCE L’IDEA DI QUESTO CONCERTO?
è un progetto simpaticamente megalomane, ci tengo a sottolineare la simpatia che lo pervade e mi piace pensare che verrà accompagnato da una simpatica follia collettiva del pubblico.
L’HAI DEFINITO UN’IMPRESA FOLLE?
Non riesco a dormire per quanto sono contento. Immagino già il concerto e ripasso nella mente la direzione dell’orchestra.
COME SEI RIUSCITO A RIUNIRE UN’ORCHESTRA DEL GENERE?
La molla è stata una profonda stima che parte di questi musicisti stranieri ha nei confronti della mia musica. Per ringraziare li ho voluti invitare nel posto più bello che abbiamo.
DA UNA PARTE UNA COLLABORAZIONE CON MUSICISTI DI TUTTO IL MONDO, MENTRE IN ITALIA VIENI OSTEGGIATO DALL’ACCADEMIA. COME MAI QUI TUTTI SONO ARROCCATI A DIFENDERE UN TERRITORIO?
TUTTI ARROCCATI CHI? Giusto alcuni elementi di una parte del mondo accademico. Per me l’Italia è il pubblico, il mio pubblico che ha reso possibile questo progetto e che segue la mia musica e tutte le manifestazioni artistiche caratterizzate dalla novità .
HAI UN PASSATO COME PROFESSORE ALLE SCUOLE MEDIE. QUAL È IL TUO CONSIGLIO PER L’INSEGNAMENTO DELLA MUSICA ?
Ho grande ammirazione per i professori di musica delle scuole medie, li considero come dei soldati al fronte. Svolgono un lavoro durissimo, per arrivare lì devono affrontare grandi sacrifici. Non è affatto facile riuscire a trasmettere e comunicare l’amore per la musica agli adolescenti, è uno sforzo che merita un applauso. Per quanto mi riguarda dalla piccola esperienza che ho avuto non credo di aver sviluppato delle grandi capacità didattiche. Sono stato sempre privo di quell’autorevolezza che permette ai ragazzi di affrontare con attenzione la lezione. L’unico consiglio che mi sento di dare è puntare tutto sulla creatività , trasformare questi ragazzi in piccoli compositori che attraverso la musica possano non solo esprimere il proprio mondo interiore ma raccontare il proprio tempo.
I TAGLI AI FONDI PER LO SPETTACOLO STANNO CREANDO PROBLEMI?
Sono profondamente contrario ai tagli. Il balletto e le orchestre sinfoniche sono a rischio e rappresentano la nostra identità . Per me il grado di avanzamento di una società si evince dal livello di attenzione che rivolge alle manifestazioni artistiche e culturali.
DA ANNI VIVI A MILANO, COME VEDI LA CITTÀ A LIVELLO AMBIENTALE?
Purtroppo mi sembra immobile, tanti discorsi ma nessuna differenza. Mi dispiace soprattutto per la Darsena, un luogo molto bello lasciato all’abbandono. Di notte è possibile sentire il gracidio delle rane, al centro di Milano è qualcosa di surreale. La rana è un animale molto delicato e il fatto che ci sia mi fa pensare che il luogo non sia poi così malsano.
DOPO IL CONCERTO ALL’ARENA QUALI SONO I TUOI PROGETTI?
Ci sarà il 9 ottobre un concerto alla Carnegie hall di New York, poi San Francisco e Los Angeles, poi il mio staff mi ricovererà ...







