Belpaese strangolato dai debiti. «Una moratoria per le famiglie»

Dina Galano
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ECONOMIA L’Associazione di artigiani e piccole imprese di Mestre pubblica i dati sui prestiti richiesti dagli italiani. Il Paese è in crisi: dal 2002, anno di introduzione dell’euro, al 2008 l’aumento complessivo è quasi raddoppiato.

La crisi finanziaria ha avuto le sue cause ma il riflesso sull’economia reale, che ha messo in ginocchio migliaia di famiglie nel mondo, ha avuto il suo antecedente in un indebitamento indiscriminato. All’inizio i mutui truccati, poi un intero stile di vita, fatto di acquisti immobiliari, macchine nuove, prestiti per la televisione hitech o per il pagamento della vacanza, magari all’estero, è stato riconosciuto come motivo dell’aggravamento delle difficoltà economiche.
 
Anche degli italiani. La conferma arriva dalla Cgia, l’associazione di artigiani e piccole imprese di Mestre, che ha pubblicato ieri i dati relativi dal 2002 fino al 2008. Il ritratto delle famiglie italiane è tinteggiato da un unico colore: rosso. L’indebitamento è diffuso in tutte le province dello Stivale, in graduale e uniforme crescita, ma è più presente al Nord. A dicembre scorso risulta un debito medio di 15.067,76 euro per nucleo familiare.
 
Le punte che hanno superato i 20mila euro si sono toccate a Lodi, Roma e Milano. Secondo l’analisi il 2002, con l’entrata nell’eurozona, è l’anno che ha segnato l’inizio della parabola. Da allora, nell’intervallo di tempo preso in esame, la variazione calcolata ha raggiunto l’81 per cento. Il record della crescita del debito delle famiglie appartiene alla provincia di Chieti che in questi 6 anni è stato di quasi il 118 per cento. Sul lungo periodo, dunque, gli italiani hanno sostenuto la spesa facendo ricorso quasi esclusivamente alla richiesta di credito.
 
Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia, ha analizzato così il risultato: «Al di sopra del dato medio nazionale troviamo molte realtà provinciali della Puglia, della Campania e dell’Abruzzo. Ciò sta a significare che questo aumento è probabilmente legato all’aggravarsi della crisi economica che ha indotto molte famiglie a ricorrere a prestiti bancari». Altra storia, invece, per i dati di breve periodo. Nel 2008 si nota un’inversione nella domanda: chi maggiormente richiede credito è tendenzialmente dotato di redditi alti rispetto alla media delle famiglie italiane.
 
A occupare la vetta della classifica sono, infatti, le province notoriamente più ricche: oltre alle già citate Lodi e Milano, seguono Trento, Reggio Emilia, Prato, Como, Rimini, Bolzano e Brescia. Ma, rispetto a questa situazione, Bortolussi placa gli allarmismi: «È chiaro che tra queste famiglie in difficoltà vi sono molti nuclei appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, appare evidente che la forte esposizione di queste realtà, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente ».
 
Un commento ai numeri dell’Italia indebitata è arrivato dal Codacons: «è la conferma di quanto stiamo dicendo dal 2002: i prezzi sono raddoppiati e le famiglie, nel tentativo vano di mantenere un tenore di vita costante, sono state costrette a indebitarsi», L’associazione di tutela per i consumatori chiede quindi una moratoria per i debiti delle famiglie. Ma, prima, bisognerebbe dimostrare che sia tutta colpa dei prezzi.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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