La foresta di Wallacea sta sparendo. E con essa rarissime specie animali
NATURA Pericolo estinzione per fauna e flora in Indonesia. Colpa delle piantagioni di palma da olio.
La deforestazione incontrollata, la diffusione delle piantagioni di palma da olio (da cui si ricava l’olio di palma, usato in molti saponi, detergenti e prodotti cosmetici) e la crescente pressione umana, minacciano la vita di molteplici specie che vivono nella foresta di Wallacea. Una regione, situata tra l’Asia e l’Australia, unica al mondo per la sua particolare flora e fauna. Da proteggere contro l’estinzione ci sono; il preistorico drago di Komodo (Varanus komodoensis), il più grande sauro vivente; il colorato calao indiano (Buceros bicornis), un uccello di grandi dimensioni e il misterioso marsupiale kuskus, cacciato in passato dai nativi per la sua carne. Questa zona dell’Indonesia ospita anche il tarsio spettro (Tarsius tarsier), un piccolo primate, con due grandi occhi che gli consentono di vedere anche di notte, la cui evoluzione è rimasta ferma all’età dei dinosauri. Da allora, infatti, il suo aspetto, non è cambiato.
Dian Agista, responsabile di conservazione dell’associazione ecologista Birdlife, operante in Indonesia, spiega che: «La vita di molte specie è incompatibile con le alterazioni dell’habitat provocate dall’uomo». Il territorio naturale dove vivono questi animali, infatti, si è ridotto a causa della deforestazione. Uno studio recente dell’organizzazione Ci (Conservation international) ha denunciato che l’85 per cento dei boschi di Wallacea è scomparso nell’ultimo secolo, e che dei 388.494 chilometri quadrati presenti ne sono rimasti solo 50.774. Questa distruzione forestale porterà ben presto all’estinzione di molte specie autoctone per la mancanza di spazio e la scarsità di nutrimento. Nella “lista rossa” di Wallacea, stilata dall’organizzazione, sono entrati a far parte 49 tipi di uccelli, 44 mammiferi, 7 anfibi e un rettile. La loro perdita sarà irreparabile, secondo il gruppo ecologista della Ci, perché si tratta per la maggior parte di specie endemiche locali, originarie dell’area, e il governo indonesiano non prevede misure adeguate per difenderle. Solo 20mila chilometri quadrati, infatti, sono stati tutelati e protetti.
La zona prende il nome dal naturalista Alfred Wallace, famoso per aver tracciato una linea immaginaria di demarcazione, la cosiddetta “linea di Wallace”, tra la distribuzione delle specie asiatiche presenti a occidente e quelle australiane collocate nella zona orientale dell’Indonesia. Nel suo studio, il ricercatore descrisse gli esemplari presenti nella Wallacea come unici e rari. «La regione infatti - spiega Dian Agista - è classificata come zona di interscambio faunistico, fra i grandi mammiferi e predatori propri dell’Asia, e le specie australiane
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