L'abuso è comune

Sabina Galandrini

ECOMAFIA Intervista a Aldo De Chiara,Premio Ambiente e Legalità, procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Napoli.

Premio Ambiente e Legalità per Aldo De Chiara, procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Napoli. Approfittiamo dell’evento organizzato da Libera nell’ambito di FestAmbiente per intervistarlo.
 
Qual è l’intervento più efficace contro un abuso edilizio?
 
«Il sequestro dello stabile non è sufficiente: i proprietari pur di riappropriarsene sono disposti a violare i sigilli, commettendo un reato ancor più grave, punibile dai 3 ai 5 anni di reclusione. La misura deterrente più efficace è la demolizione. Dovrebbe provvedere l’amministrazione comunale. Tuttavia collusioni o condizionamenti mafiosi frenano la volontà degli stessi Comuni».
 
 
Ad opporsi alle demolizioni quindi non sono solo i privati cittadini?
 
«Non solo loro, ma spesso le stesse amministrazioni comunali che per demolire devono necessariamente pagare le ditte che abbattono gli stabili. Per demolire una struttura abitativa di circa 70 metri quadri sono necessari 60mila euro. I Comuni dovranno poi cercare di recuperare quei soldi da chi ha compiuto l’abuso, andando ovviamente incontro a mille difficoltà».
 
Secondo lei l’abusivismo quanto è speculazione e quanto, invece, necessità?
 
«L’abuso di necessità è a malapena l’1%. Ampliare la propria casa è un abuso di necessità? A tutti fa comodo vivere meglio, ma per poterlo fare bisogna rispettare la legge».
 
 
Quali sono i vantaggi per il cittadino nel comprare uno stabile abusivo?
 
«In certe regioni il bisogno di nuove abitazioni è reale, ma l’ente pubblico spesso non è in grado di programmare stabili per i ceti meno abbienti. Il mercato illegale offre, quindi, una soluzione economicamente vantaggiosa: il costruttore, infatti, può vendere a prezzi più bassi, perché per realizzare uno stabile spende molto di meno, sfruttando la manodopera in nero, costruendo con materiali a basso costo ed evadendo il fisco. In determinati strati sociali questi “signori” sono considerati dei veri e propri “benefattori”.
 
A Pianura (Na) i palazzi abusivi di 9-10 piani sono stati costruiti a basso costo e stabilmente, se si pensa che neanche il terremoto del 1981 li ha buttati giù. Proprio per questo c’è un notevole consenso popolare nei confronti dell’abusivismo: spesso queste abitazioni sono resistenti e vengono concesse con comode modalità di pagamento. I rapporti tra costruttori abusivi e criminalità organizzata sono consolidati, c’è quindi la massima disponibilità a fare credito. Tra l’altro una struttura abusiva si può lasciare in eredità ai propri figli e si può ottenere un contratto di locazione. Diritti che non dovrebbero essere assolutamente concessi, eppure i legislatori non sembrano voler legiferare in proposito».
 
 
Cosa potrebbe cambiare sul piano legislativo? Lei è ottimista?
 
«È necessario essere ottimisti, anche se i recenti segnali sembrano di segno inverso. Si pensi al Piano casa, che creerà solo ulteriore lavoro per noi magistrati».
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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