Aumentano le insolvenze
DEBITI Per Unioncamere nel primo semestre è salito l’ammontare di pagamenti disattesi, per un totale di 2,2 miliardi di euro. Roma e Milano le capitali del “bidone”.
Truffe, bidoni, assegni cabriolet. Chiamateli come vi pare tanto il senso è lo stesso: diminuiscono i soldi, aumentano i problemi. Secondo un’indagine di Unioncamere, effettuata in base al numero dei protesti rilevati nelle province del nostro Paese, in Italia nel primo semestre del 2009 sono aumentate le insolvenze. Di conseguenza, al ritorno dalle ferie, molte famiglie si troveranno davanti al problema degli impegni che non vengono onorati.
Dal rapporto, infatti, emerge che nel primo semestre di quest’anno c’è stato un aumento del 5,2% dei protesti, per un controvalore pari a 2,2 miliardi di euro. Che corrisponde, in termini di importi, a un rialzo del 12,7% per cambiali, assegni e tratte non onorate. La tendenza dei cittadini italiani, non per scelta certo, ma a causa delle difficoltà economiche e finanziarie, a non onorare i propri impegni è cresciuta in tutte le tipologie di impegno. Infatti se nel periodo c’è stata una diminuzione dell’11% circa degli assegni scoperti, di contro, è cresciuto del 10,8% il controvalore medio degli assegni emessi che sono andati a vuoto.
Stessa musica anche per le cambiali a vuoto, che sono cresciute nei primi sei mesi di quest’anno sia in termini numerici (+15,1%) sia in termini di controvalore (+20,4%), rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nello specifico, i “pagherò” non onorati sono cresciuti fino al considerevole controvalore di circa un miliardo di euro, a fronte dei quasi 700 milioni nello stesso periodo dello scorso anno. In valore assoluto, i dati indicano che le regioni dove si concentrano maggiormente le mancate promesse di pagamento sono state Lombardia, Lazio e Campania.
Rispettivamente con 422, 399 e 344 milioni. Queste tre regioni, da sole, totalizzano il 52% di tutto l’insoluto nazionale del semestre. Tra le città è proprio la Capitale a posizionarsi al primo posto nella speciale classifica dei protesti che tra gennaio e giugno sono stati 91.200. Gli insoluti hanno prodotto una montagna di cause, per un valore di quasi 320 milioni di euro, un incremento del 18,3% rispetto al precedente semestre. Subito dopo Roma, la città con più “bidoni” è Milano, seguita da Napoli.
«La stessa graduatoria regionale - si legge ancora nel rapporto - per quanto riguarda il numero di effetti complessivamente protestati (Lombardia, Lazio, Campania), mentre cambia l’ordine delle regioni se si guarda al valore medio delle “bufale”: il conto più salato lo presentano i veneti, con protesti che valgono in media 4.216 euro. Seguono gli emiliani e i lombardi che, rispettivamente, hanno messo invano la propria firma su impegni del valore medio di 3.648 e 3.448 euro»
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






