Autobus bloccati per la psicosi sull’influenza A

Alessandro De Pascale
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NAPOLI Gli autisti incrociano le braccia, mandando in tilt l’intera mobilità cittadina. Chiedono mascherine, vaccino e più pulizia. Anm, Regione e Asl: «Non c’è alcun rischio».

La paralisi degli autobus dell’Azienda napoletana mobilità, iniziata ieri mattina, potrebbe proseguire anche oggi. E addirittura estendersi a treni regionali, metropolitane e funicolari, coinvolgendo l’intera città. Alle 8:30 di ieri mattina gli autisti del sindacato autonomo Faisa-Cisal, hanno bloccato l’uscita dei mezzi pubblici dal deposito più grande del capoluogo partenopeo: quello di Via Nazionale delle Puglie, nella zona orientale della città.
 
Protestano contro il possibile rischio di contagio dell’influenza A, lamentando la «mancanza di pulizia», sui mezzi che guidano ogni giorno. «Abbiamo chiesto all’azienda una settimana fa - spiegano gli autisti - la distribuzione di mascherine e un piano di vaccinazione ma non è arrivata nessuna risposta». Il deposito in questione ospita 250 autobus che coprono 40 linee, tra cui l’Of che dalla Stazione centrale fa il giro degli ospedali, passando anche al Cotugno. I casi di Influenza A fino a ora accertati a Napoli sono 61 ma solo per quattro di loro è stato necessario il ricovero al Cotugno - precisano fonti mediche - a scopo precauzionale. «Portiamo in giro senza alcuna protezione spiegano alla Faisa-Cisal - persone di ogni tipo. Siamo una categoria a rischio».
 
Dall’azienda mobilità replicano che «per la possibile vaccinazione dei dipendenti contro l’influenza, siamo in attesa di una risposta da parte del Cotugno». E per la pulizia dei mezzi viene fatta «la disinfezione quotidiana con prodotti chimici e una pulizia radicale, sia interna che esterna, ogni 15 giorni», precisa l’Anm. «È una protesta assurda - spiega a Terra Oreste Perrella, direttore dell’Unità operativa complessa emergenze infettive del Cotugno e membro della commissione Sanità della Regione -. Questa è una banalissima influenza. Il vaccino non è ancora disponibile ma anche quando lo sarà non vedo perché gli autisti degli autobus dovrebbero essere una categoria privilegiata rispetto a bambini, operatori sanitari e soggetti immunodeficienti».
 
Mentre il vice ministro alla Salute, Ferruccio Fazio, specifica che pur essendo «in preparazione un piano per garantire i trasporti, anche con la vaccinazione», questi timori sono infondati perché «il virus sopravvive sulle superfici solo per qualche minuto». Ma nonostante le rassicurazioni per tutta la giornata di ieri Napoli è andata in tilt: da quel deposito non è uscito nemmeno un autobus. Tanto che il capolinea dei mezzi pubblici alla Stazione centrale era deserto, con pesanti ripercussioni per la mobilità cittadina. La risposta della Regione e dell’Azienda sanitaria locale non si è fatta attendere: «Nessun pericolo per la salute dei conducenti ».
 
Tanto che Angelo Rosa, direttore della prevenzione collettiva della Asl Barra-Ponticelli, si è recato di persona a fare il sopralluogo nel deposito, decretando l’idoneità sanitaria al servizio. E il responsabile dell’Osservatorio epidemiologico della Regione, Renato Pizzuti, ha convocato i sindacati. L’incontro con Cgil, Cisl, Uil e Ugl è stato boicottato dal Faisa-Cisal, autore della protesta. Nel frattempo, per provare a far tornare la situazione alla normalità, è stata svolta una pulizia straordinaria dei mezzi.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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