Basilicata à la page

Francesca Franco
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ARTE Un viaggio immaginifico dalle oscure viscere della terra al movimento che anima l’universo, passando attraverso la silenziosa maestosità di una natura che mette in scena se stessa per raccontare le trasformazioni di cui è capace il tempo.

È questo il disegno tracciato dai tre artisti di fama internazionale invitati da un apposito comitato scientifico (composto, tra gli altri, da Mario Cristiani, presidente dell’Associazione Arte Continua; Vicente Todolì, direttore della Tate Modern di Londra; Laura Barreca; Emanuele Montibeller, direttore artistico di ArteSella; Giuseppe Cosenza, Nicola Ferri, Davide Rossi e Vincenzo Vitale dell’Associazione Arte Pollino) a realizzare un’opera site specific nel Parco naturale del Pollino, per la prima edizione di ArtePollino un altro Sud che si apre il 6 settembre.
 
Il cinema di terra di Anish Kapoor è certo la più importante tra le opere compiute dall’artista in Italia, insieme a quella in corso di realizzazione per la metropolitana di Napoli. È un “taglio” nelle viscere della terra lungo 45 metri, largo 2 e profondo 7. Sorge nelle vicinanze delle Terme di Latronico (che in greco significa “luogo nascosto”), proprio alle pendici del monte Alpi, da cui si estrae da secoli il marmo, e a poca distanza da due grotte nelle quali l’acqua ricca di carbonato di calcio ha creato stalattiti e stalagmiti. È l’immagine di una natura potente e selvaggia, che segue dinamiche incommensurabili all’uomo.
 
Dinamiche che le stratificazioni geologiche raccontano come in un film degno di Werner Herzog, capace di riflettere il palpitare dell’animo umano nella storia segreta della Terra. Il movimento invisibile del tempo sottende anche la giostra multicolore del belga Carsten Höller, Rb Ride, che ruota lentamente sulla cima di Timpa della Guardia, facendo da contraltare all’aspra solennità del paesaggio che circonda San Severino Lucano. Protesa nel cielo e dalla vocazione aerea, ne rispecchia gli infiniti movimenti: dalle garrule traiettorie degli uccelli a quelle misteriose dell’universo sconosciuto. Retaggio di un parco dei divertimenti totalmente meccanizzato, la giostra di Höller è una macchina umoristica e gaia, ma anche l’illusione di un rischio simulato.
 
Nella notte si trasforma in una luminescente apparizione felliniana. O in un ambiguo miraggio: quello di uno sviluppo irrispettoso della natura e della realtà dell’uomo, quello di una ragione astratta priva di riguardi per i sogni e l’immaginazione. La stessa che ha spinto l’Organizzazione lucana Ambientalista a denunciare a luglio il Teatro vegetale di Giuseppe Penone per degrado ambientale e la Guardia forestale di Noepoli a sequestrare l’intera area causa un gap procedurale avendo dato l’approvazione al progetto gli enti locali, la Regione Basilicata, il ministero dello Sviluppo economico, il ministero per i Beni e le attività culturali, ma non l’ente Parco.
 
Ciò che più ha reso “incomprensibile” l’installazione di Penone sta nel fatto che si tratta di un’opera in divenire. La sua realizzazione sarà percepibile solo nel tempo, quello necessario ai semi piantati di trasformarsi prima in germogli, poi in arbusti e alberi (gli stessi presenti sul territorio). Un parto lungo, analogo a quello che ci mettono alle volte le idee valide a farsi riconoscere. Ciò che non si vede ora ci sarà domani: una complessa architettura naturale, con tanto di cavea, orchestra e scena, tale da poter essere fruibile sia come giardino sia per assistere a vere e proprie rappresentazioni teatrali.
 
Artista impegnato sin dalla fine degli anni 60 in un serrato dialogo creativo con la natura e i suoi elementi, per realizzare quest’opera Penone ha sfruttato il dislivello di una superficie incolta a vegetazione arbustiva di 125 metri di diametro, utilizzando il terreno tolto a monte per creare a valle la base del palco. Origine e cuore di questa costruzione in fieri è il Cervello di pietre conservato al suo interno - simile a quello realizzato dall’artista nel Giardino delle sculture fluide a Venaria Reale nel 2007 - a ribadire un’ideale affinità d’immagine tra pensiero (umano) ed elemento naturale (la roccia). Quando si dice la forza di un pensiero concretamente fondato.
 
francis.franco@libero.it

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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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