dichiarazioni anticipate di trattamento

Dina Galano
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BIOETICA Ieri a Roma la presentazione delle prime dichiarazioni anticipate di trattamento, raccolte dalle associazioni Luca Coscioni e A buon diritto. In pochi mesi 3.300 persone hanno già compilato il documento.

I cittadini hanno incominciato a far conoscere la propria volontà. In forma scritta, seguendo tutti gli accorgimenti, compresa la nomina di un fiduciario che sorveglierà sul rispetto di quanto dichiarato. Così i primi moduli di testamento biologico sono stati compilati, secondo le indicazioni fornite dalle associazioni Luca Coscioni e A buon diritto. Da quando, a fine febbraio, è partita l’iniziativa che ha reso disponibile online la scheda per la dichiarazione anticipata di trattamento, hanno risposto oltre 3.300 persone. Un numero «significativo», a detta dei promotori, che ieri hanno portato i fascicoli sulla scrivania del presidente della Camera Fini, insieme a un cd in cui sono stati inserite le generalità dei cittadini sottoscriventi.
 
Dall’incontro è uscito riconfermato l’impegno della terza carica dello Stato «affinché l’imminente discussione alla Camera si svolga nella massima serenità e pacatezza, in un clima scevro da pregiudizi, dove sia garantita l’incondizionata volontà del singolo parlamentare». Sollecitando la medesima libertà di opinione, ieri venti esponenti del Pdl hanno inviato al presidente del Consiglio una lettera aperta in cui si sottolinea che è «preferibile e ancora possibile cambiare strada. L’iper regolamentazione giuridica del fine vita - continuano i parlamentari - non contrasta solo con il senso di giustizia, ma con il senso di realtà».
 
E di quella realtà sono giunte delle testimonianze concrete che, ha commentato ieri Marco Cappato nel corso della presentazione dell’iniziativa, «possiedono in sé un valore giuridicamente vincolante. Si tratta di dichiarazioni scritte di volontà che devono essere rispettate anche in base agli ultimi orientamenti della giurisprudenza ». L’operazione promossa dalle due associazioni è lontana da qualsiasi finalità statistica generale o risvolto propagandistico. Si è avuta premura, ha spiegato il segretario di “Luca Coscioni”, «di fornire uno strumento per esprimere il proprio consenso, senza fare il tifo per l’una o l’altra opzione. Se anche uno soltanto dei sottoscriventi avesse mostrato la volontà di non essere sottoposto a idratazione e alimentazione forzata, sarebbe stata una ragione sufficiente a sostenere quel diritto».
 
Invece il 98,6 per cento si è espresso a favore della sospensione dei trattamenti obbligatori e oltre il 95% ha rifiutato il ricorso alla respirazione meccanica. Mentre la proposta di legge all’esame della commissione Affari sociali ancora definisce l’idratazione e l’alimentazione come «forme di sostegno vitale e fisiologico finalizzate ad alleviare le sofferenze». Nel terzo anniversario della lettera che Piergiorgio Welby inviò al presidente della Repubblica, la moglie Mina è intervenuta all’iniziativa per testimoniare come fino a oggi siano state raccolte molte dichiarazioni di persone che «con un’età dai 50 anni in su, dicono di non voler soffrire come il proprio genitore o un proprio parente».
 
 
Ora quelle voci sono raccolte nell’anagrafe per il testamento biologico istituita da X municipio della Capitale, mentre si attende risposta dal Campidoglio, a cui 7.000 firme hanno avanzato la richiesta di una delibera simile. Sono circa 50 i Comuni italiani che hanno o sono in procinto di decidere a favore della registrazione dei biotestamenti. In 18 il servizio è già attivo. Mentre, dice la Welby, «tutta Roma viene al decimo municipio », Luigi Manconi, presidente di A buon diritto richiama l’importanza di riconoscere il diritto a disporre del proprio corpo e di rispettare quella che è «una volontà naturale, un bisogno primario e un desiderio autentico ». Perché sono in gioco temi civili, non soltanto questioni eticamente sensibili.

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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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