Energia, cancellate le agevolazioni. Danni per ambiente ed economia
FINANZIARIA Il testo approvato dal Consiglio dei ministri elimina la detrazione al 55 per cento per gli interventi di miglioramento ecologico degli edifici. L’esperto: «Un segnale disastroso». E molte imprese saranno costrette a chiudere.
l presidente degli Stati Uniti Barack Obama prevede una «catastrofe climatica» se non si interverrà adeguatamente contro il riscaldamento globale. E il governo italiano che fa? Va in assoluta controtendenza. Nella manovra finanziaria approvata dal Consiglio dei ministri, infatti, non è stata rifinanziata la misura per la detrazione fiscale al 55% per gli interventi di risparmio energetico per gli edifici. Il motivo? Non c’è la copertura economica. E quindi l’incentivo, che fino a oggi aveva ben funzionato, svanirà.
«Un colpo di spugna inqualificabile», tuona Loredana De Petris, dei Verdi, che ricorda come la detrazione fiscale per ridurre gli sprechi energetici nelle case costituisse uno dei principali interventi di carattere ambientale previsti dalla Finanziaria 2007. Una norma voluta dall’ex ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e sostenuta in Parlamento dal gruppo del Sole che ride. E che ora soccombe sotto i colpi della miopia politica. Spiega la De Petris: «Quel-la del governo è una scelta dannosa sia per il raggiungimento degli obiettivi europei di riduzione delle emissioni inquinanti, ma anche gravissima sul fronte economico ».
Un circolo virtuoso, quello che lega insieme prospettive occupazionali, rispetto dell’ambiente e risparmio per le famiglie, che rischia di essere definitivamente compromesso. «Berlusconi affossa le politiche ambientali, guida un governo di negazionisti e vuole il ritorno all’atomo, ma poi va ripetendo che Obama ha fatto un discorso come quello che avrebbe voluto fare lui. è assurdo». Potenzialità di un mercato virtuoso sostenute anche dalle piccole imprese, scese mesi fa finanche a manifestare in piazza per chiedere il mantenimento delle incentivazioni. Con questo provvedimento, ora, «si danneggia un intero settore».
Conseguenze negative che, in tempi di crisi, diverranno presto nefaste. «Molte piccole aziende saranno costrette a chiudere », prevede Loredana De Petris. Una prospettiva nera confermata da Renato Cremonesi, presidente di Cremonesi consulenze, società partner di Domotecnica, la prima rete nazionale di installatori termoidraulici specialisti del risparmio energetico. «Oltre alle conseguenze economiche, a preoccupare è soprattutto l’aspetto psicologico di un provvedimento del genere». Chi vuole puntare sull’efficienza, infatti, ora ci penserà due volte.
«Gli investimenti avverte l’imprenditore - saranno certamente frenati, con ricadute anche in termini di posti di lavoro. Le associazioni dei consumatori e quelle di categoria si stanno già mobilitando per chiedere la reintroduzione degli incentivi. Se ciò non avvenisse, l’effetto per l’economia sarebbe disastroso». La battaglia, dunque, si sposta in Parlamento. A darne conferma è il senatore Roberto Della Seta, capogruppo Pd in commissione Ambiente. «Chiederemo un’immediata inversione di tendenza ha assicurato -. Il modo in cui Berlusconi affronta le politiche ambientali rischia di far collocare il nostro Paese al di fuori dell’intera comunità internazionale». In Italia, sull’energia pulita, è sempre più buio pesto.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






